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Le Rubriche di Primonumero.it - L'Ospite

La scintilla

E’ stato come una scintilla capace di provocare un grande incendio il primo incontro con Domenico. Gli occhi sono davvero lo specchio dell’anima e quelli della Virtus e del maestro Fratianni hanno da subito rivelato all’altro ciò che di più intimo e profondo ognuno riserbava. Più introverso e accorto quello della Virtus, più sereno e innocente quello dell’artista. E si sono amati sin dal primo momento. L’una era complementare dell’altro.

Si era sul finire del secolo scorso quando tra Nicola e Domenico, in uno di quei rari eventi sportivo-culturali organizzati per sottolineare l’affinità tra i due aspetti, si innescò la scintilla e ognuno dei due si riconobbe nell’altro. Da quel momento il viaggio risultò più leggero. Sapere di avere al proprio fianco chi ti sostiene nelle difficoltà e nello scoramento è decisivo per darsi forza e reagire. Troppo spesso ci si aggrappa inerti alla speranza anche quando sarebbe opportuno credere e lottare per cambiare il corso degli eventi.

Qualche anno fa è venuto però a mancare Nicola che si riteneva fosse l’anello di collegamento del maestro con la Virtus. Ma non avevamo capito che le persone sono solo lo strumento, il mezzo che incarnano gli ideali. Le visioni comuni sono il vero punto di congiunzione. E questo Domenico lo sapeva bene tanto che mai ha trascurato di evidenziare quei valori positivi di cui la Virtus si è fatta da sempre portatrice e che lui ha sistematicamente rilevato nei suoi interventi.

Di lì a poco è venuto meno anche Leo, il fondatore della società, ed è ancora lui, il poeta, a neutralizzare il colpo. Ha dato un volto agli angeli scaturiti dalla magia delle sue tele e li ha resi vivi, reali, palpanti. Presenti. Al nostro fianco come e più di prima.

Oggi il maestro ha scelto di cambiare abito. Ha assunto le sembianze di quelle colombe che mille volte aveva disegnato per raffigurare gli angeli ed è volato in alto. E lo ha fatto con la grazia e la leggerezza di un sogno: socchiudendo gli occhi e lasciandosi librare come le piume al più flebile alito di vento.

La Virtus non disperderà quel patrimonio di fiducia negli ideali che Domenico ha saputo elargire. Il convincimento che ora, ancor più di prima, ci è vicino, ci darà la forza per alimentare sempre più quella scintilla che diede vita ad una favola senza orchi o lupi mannari.

E la 46^ “Su e Giù”, quella del sessantennale della società gialloblu, con il suo entusiasmo, i suoi bambini, i suoi atleti, le sue famiglie sarà dedicata proprio a lui, al maestro d’arte e di vita, che, ancora una volta, trasferirà i colori della sua tavolozza su un’unica, straordinaria medaglia.

Roberto Palladino