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Stiamo morendo di spopolamento: in un anno persi 3mila residenti, siamo la regione d’Italia che cresce meno

L'Istat rende noto il bilancio demografico del 2018. Brutte notizie per il Molise che ha il tasso di crescita totale più basso di tutta Italia: meno 9,4 per mille. Nel corso dell'anno passato persi quasi 2900 abitanti.

Non è un Paese per giovani, l’Italia. Non lo è neanche il Molise che non se la passa affatto bene e a metterlo nero su bianco è lIstat che mercoledì 3 luglio ha divulgato il Bilancio demografico nazionale relativo al 2018. I dati che vi si leggono non sono una novità dell’ultim’ora ma confermano dinamiche in atto da tempo che però non possono non preoccupare.

In molti casi si tratta di fenomeni demografici comuni a tutto il Belpaese ma, in altri, questi sono particolarmente accentuati nella nostra regione. Uno su tutti: il Molise ha il tasso di crescita totale (rapporto tra il saldo totale dell’anno e la popolazione media, moltiplicato per 1000) più basso di tutta Italia: meno 9,4 per mille. E se sono il Sud e le Isole le aree territoriali più interessate da questo calo, il Molise fa decisamente peggio di tutte le regioni, seguita dalla Basilicata che perde il 7,5 per mille.

Il Molise, che al 1 gennaio 2018 aveva 308.493 residenti, al 31 dicembre ne aveva 305.617 ovvero 2.876 in meno (più di 2mila nella provincia di Campobasso e circa 860 in quella di Isernia). Per intenderci, perso da un anno all’altro l’equivalente di un paese poco più grande di Ururi e poco più piccolo di Ripalimosani. In Italia il calo demografico si è attestato sullo 0,2%: 124mila abitanti come ‘volatilizzati’.

A livello nazionale “si tratta del quarto anno consecutivo di diminuzione: dal 2015 sono oltre 400 mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia”, si legge nel rapporto Istat. Nello stesso anno si registrano, su scala nazionale, un livello minimo di nascite, meno decessi e meno iscrizioni dall’estero rispetto all’anno precedente. Il declino demografico è ‘tamponato’ dalla crescita dei cittadini stranieri rispetto ai quali si registra purtuttavia nel 2018 un calo di iscrizioni in anagrafe. In totale gli stranieri in Italia sono 5milioni e 255mila, l’8,7 per cento della popolazione complessiva e si concentrano prevalentemente al Nord e al Centro, notoriamente aree più ricche e per tale motivo attrattive. Al Sud la percentuale scende al 4,6%, dato in linea con quello molisano.

 

Quanto al saldo naturale della popolazione complessiva (la differenza tra il numero dei nati e il numero dei morti residenti in Italia), l’Istat certifica che è negativo ovunque, tranne che nella provincia autonoma di Bolzano. A livello nazionale il tasso di crescita naturale si attesta al -3,2 per mille e varia dal +1,7 per mille di Bolzano al -8,5 per mille della Liguria. Ma il Molise, insieme a Friuli-Venezia Giulia e Piemonte, presenta decrementi naturali particolarmente accentuati, superiori al 5 per mille. E il meno 5,9 per mille molisano è molto al di sotto della media del Sud che si ferma al -2,2 per mille. Ciò significa, a voler semplificare, che il numero delle nascite è molto inferiore al numero di decessi. Nel corso dell’anno passato in Molise sono infatti nate 1895 persone e ne sono morte 3703.

Sono tanti poi i residenti in Molise (italiani o stranieri) che migrano altrove (il tasso migratorio interno ovvero i trasferimenti di residenza in altre regioni è del – 3,3 per mille) ma quel + 4,6 per mille del tasso migratorio con l’estero va parzialmente a calmierare le perdite.

 

Il calo delle nascite è un ‘pianto amaro’ per tutta la Nazione e riguarda esclusivamente la popolazione italiana e non quella straniera che, per fortuna, continua a fare figli. Il calo demografico italiano è un fenomeno in atto dal 2008. Già a partire dal 2015 il numero di nascite è sceso sotto il mezzo milione e nel 2018 si è registrato un nuovo record negativo: sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 439.747 bambini, il minimo storico dall’Unità d’Italia. La diminuzione delle nascite è di oltre 18 mila unità rispetto al 2017 (-4%). Il calo si registra in tutte le ripartizioni ma è più accentuato al Centro (-5,1% rispetto all’anno precedente).

Il tasso di natalità in Molise è del 6,2 per mille (sotto la media del Sud che è del 7,6) e fanno peggio solo Liguria e Sardegna. All’opposto, il tasso di mortalità è del 12,1, oltre 2 punti percentuali in più rispetto al Sud. Fanno peggio solo il Piemonte (12,3) e la Liguria (14,3).

Non un bel quadro per una regione che rischia davvero di scomparire.