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Una casa per i senzatetto: parte anche in Molise il progetto di inclusione e solidarietà

Presentata a palazzo Vitale l’iniziativa nata dal sodalizio tra Regione Molise, Ambito territoriale di Campobasso e associazione Shomer: servizi di housing first e a ‘bassa soglia’ per aiutare quanti - temporaneamente presente sul territorio molisano e inseriti in strutture di accoglienza, in carico a servizi sociali territoriali - si trovano in situazioni di estremo disagio. Mons.Bregantini: “La solidarietà deve crescere, solo così possono diminuire le ingiustizie”. Presente anche l’assessore dimissionario Mazzuto: “Un progetto che risponde a delle esigenze specifiche del territorio”.

Parola d’ordine: inclusione. È nato dalla partnership tra Regione Molise e Ambito territoriale di Campobasso il progetto “Senza dimora”, pensato per contrastare l’emarginazione adulta attraverso l’attivazione di un servizio di “housing first” (letteralmente la casa prima di tutto, ndr) nel capoluogo e di un corollario di ulteriori interventi di bassa soglia predisposti a livello regionale.

Alla base dell’iniziativa – gestita dall’associazione “Shomer Onlus” – il principio di “welfare mix” che con la soluzione abitativa si prefigge di raggiungere un sensibile miglioramento della qualità di vita delle persone coinvolte, nonché la loro piena autonomia.

Una misura destinata ad adulti inseriti in strutture di accoglienza, in carico a servizi sociali territoriali, afflitti da problematiche di deprivazione materiale e dalla mancanza di una dimora autonoma.

Compartecipazione ai costi abitativi (o delle utenze) e supporto nei processi di ricerca del lavoro o in quelli inerenti ad attività di formazione: queste le matrici essenziali del provvedimento.

Accanto al principio di “housing first”, poi, interventi a bassa soglia strutturati per garantire una presa in carico specialistica e personalizzata sulla base delle effettive condizioni della persona. In quest’ottica rientrano, ad esempio, i servizi di informazione e orientamento, le valutazioni sull’urgenza del bisogno e le azioni volte a offrire una sistemazione temporanea. Un aiuto – recita il documento – “rivolto a persone maggiorenni che si trovano in condizioni estreme di emarginazione e prive di punti di riferimento e di risorse, temporaneamente presenti sul territorio della Regione Molise”.

Bregantini, Toma Mazzuto

Nel corso della conferenza stampa di presentazione, di scena a palazzo Vitale oggi 15 luglio, il governatore Toma ha riassunto i tratti salienti del progetto: “È una misura senza precedenti, in continuità con quanto già fatto nel campo delle politiche sociali, dove c’è stato un incremento di risorse regionali per finanziare i piani di zona: da 400mila a oltre un milione. C’è l’esigenza di dare una risposta a chi vive in disagio; singoli e famiglie e fino ad oggi è stata assicurata soprattutto dall’associazionismo cattolico e dalle Caritas diocesane. Ora si caratterizza una rete pubblico-privato in una logica di inclusione: perché includere vuol dire far sì che il mondo sia felice per tutti. Si tratta di un progetto finanziato col Pon per 300mila euro, somma cui vanno aggiunti 100mila euro del Fondo povertà. Gli operatori territoriali, divisi in macro-aree regionali, lavoreranno per captare e risolvere situazioni di disagio. Al fine di dare continuità al lavoro, questo intervento sarà inserito nel prossimo piano regionale, ormai in avanzata progettazione”.

A intervenire anche l’assessore dimissionario Mazzuto: “Questo progetto è su scala regionale, condotto insieme all’ Ats di Campobasso e all’associazione ‘Shomer’. Tutti gli ambiti territoriali potranno segnalare al soggetto attuatore le situazioni che potrebbero beneficiare di questa iniziativa. Tutto ciò è il coronamento di un percorso, cominciato a marzo con la delega alle politiche sociali concessami dal presidente, che non si esaurisce qui: stiamo parlando di un progetto che risponde a delle esigenze specifiche del territorio. La seconda fase, oltre a assicurare i beni di prima necessità, mira invece al reinserimento nei rispettivi contesti familiari”.

All’appuntamento anche monsignor Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano: “Una parola di complimento per la Regione e per gli attuatori di questo progetto, che ci rende più solidali. Ovviamente, per i casi gravi il cui grido d’aiuto arriva da situazioni di malattie o da situazioni senza fissa dimora è importante rispettare tre principi: poter soccorrere in maniera diretta e puntuale, accompagnare in maniera diretta dando nuovo vigore ai cuori di queste persone; il terzo, infine, è quello di aiutarli a rientrare nella loro dignità di persone, per farle volare da sole. Dietro tutto ciò naturalmente ci deve essere un grosso lavoro culturale, sociale e politico. La solidarietà deve crescere, solo così possono diminuire le ingiustizie”.