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In Molise 61 aree inquinate, M5S: “Aumentano le zone ritenute a rischio, ma mancano dati e certezze”

Nuova interrogazione di Vittorio Nola in Consiglio regionale che accusa il presidente Toma e l'assessore Cavaliere. I dati dell’Ispra parlano chiaro: sulle 12mila zone a rischio sanitario individuate a livello nazionale, 61 si trovano in Molise. Il piano regionale per la gestione dei rifiuti è scaduto e manca una mappatura aggiornata dei siti contaminati. Il portavoce pentastellato interpella il governatore e l’assessore al ramo: “Un’amministrazione che tentenna su temi come sicurezza ambientale e salute pubblica è un’amministrazione che non rispetta i diritti dei propri cittadini”.

I numeri, spesso, vanno interpretati. Ma, altrettanto spesso, lanciano segnali chiari. E le cifre che l’Ispra (l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale ha lasciato) ha diffuso in tema di inquinamento sono da non trascurare: ben 12mila infatti le aree a rischio sanitario censite e, tra queste, sessantuno si trovano in territorio molisano. Nello specifico si tratta di 32 siti contaminati e interessati però da procedimenti di bonifica già chiusi, accanto ai quali ci sono altre 29 località sulle quali i medesimi interventi risultano ancora aperti alla data del 3 dicembre 2015.

Una questione che i portavoce del Movimento5Stelle in Consiglio regionale hanno riportato all’attenzione di Palazzo D’Aimmo, con una interrogazione indirizzata al presidente della Regione e all’assessore Nicola Cavaliere.

“Sono numeri importanti per una regione in cui i problemi e le circostanze legate all’ambiente e alla sua salvaguardia, hanno purtroppo assunto i caratteri di una vera ‘questione ambientale’ – ha dichiarato il consigliere pentastellato Vittorio Nola commentando i dati Ispra – In tale contesto vanno ricordate le criticità riferite ad ampie aree della regione tra cui la piana di Venafro; le aree della discariche di Tufo Colonoco, Colle d’Anchise e Montagano; l’area di Cercemaggiore in località Capoiaccio; l’area attorno al Sito di interesse regionale (ex Sin) di Guglionesi e quella a ridosso del depuratore di Termoli. Ma la ‘questione ambientale’ in Molise abbraccia vari aspetti – continua l’esponente grillino – Ad esempio il Piano regionale per la Gestione dei rifiuti, approvato con delibera di Consiglio regionale n. 100 del marzo 2016, è ormai scaduto da quattro mesi e non risulta traccia di alcun lavoro di revisione da parte delle strutture regionali competenti. E così manca una mappatura aggiornata dei siti contaminati”.

Consiglio regionale Molise

Nel documento presentato, il Movimento 5 Stelle ha chiesto delucidazioni sulle future azioni che l’amministrazione regionale intende intraprendere, come pure sulle risorse da destinare alla problematica in questione.

“È ormai improcrastinabile affrontare con determinazione questi aspetti e dare risposte concrete a tutti i cittadini – ha spiegato Nola -Il gruppo M5S in Consiglio regionale ha presentato una nuova interrogazione sul tema, indirizzata al governatore Donato Toma e all’assessore regionale con delega alle Politiche ambientali, Nicola Cavaliere, per chiedere quali sono i siti ad oggi contaminati in Molise e quali sono le azioni intraprese o che si intendono intraprendere per bonificare questi siti. Inoltre, in particolare, vogliamo sapere quante risorse sono state utilizzate e per quali specifiche attività per la bonifica dell’ex Sin di Guglionesi e qual è il risultato di tali attività, perché a quanto ci risulta, il sito non è stato ancora bonificato”.

Fari puntati, però, anche sul nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti: “Vogliamo sapere – si legge nella nota dei pentastellati – se la Giunta regionale, l’assessorato all’Ambiente e le strutture regionali competenti stanno lavorando sulla revisione del Piano regionale di Gestione dei rifiuti ormai scaduto e quando arriverà in aula di Consiglio il nuovo testo. La Regione non può permettersi ritardi né silenzi, perché un’amministrazione che tentenna su temi come sicurezza ambientale e salute pubblica è un’amministrazione che non rispetta i diritti dei propri cittadini”.

(in foto: la discarica di Guglionesi)