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In difesa della sanità pubblica, il consiglio supera le divisioni politiche e sceglie un impegno comune – VIDEOINTERVISTE foto

Dopo tre ore di discussione l'assise civica di Termoli vota all'unanimità sulla sanità. L'Aula approva un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta ad attivare un tavolo di confronto con l'aiuto anche dei comitati impegnati nella battaglia a difesa del San Timoteo

Un impegno comune per potenziare l’ospedale San Timoteo di Termoli, superando le divisioni interne ai partiti e facendo fronte insieme rispetto a un evidente tentativo, in atto da anni, di svuotare il presidio ospedaliero termolese dei suoi servizi.

Il consiglio comunale monotematico sulla sanità, in svolgimento nella mattina odierna, mercoledì 31 luglio, voterà un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta ad attivare un tavolo di confronto con l’aiuto anche dei comitati impegnati nella battaglia a difesa del San Timoteo con Donato Toma, la Regione Molise, la struttura commissariale e anche i ministeri dell’Interno e alla Salute.

L’ordine del giorno è stato proposto dal Partito Democratico è rappresentato in primis da Angelo Sbrocca, ex sindaco della città adriatica, e sottoscritto dall’intera minoranza, Movimento 5 Stelle e rete della sinistra compresi.

L’ex sindaco Angelo Sbrocca ha citato in sala consiliare il decreto del 21 luglio 2015 che indicava “un modello e prevedeva alcune cose per l’ospedale di Termoli. L’intervento prioritario è il recupero della mobilità passiva per superare quota 500 parti all’anno”.

Sbrocca Frattura

“Vorremmo sapere – le parole dell’ex primo cittadino – cosa è stato fatto per Termoli, perché non si è adempiuto? Cosa rimarrà dell’ospedale di Termoli? Cosa resta del vecchio piano sanitario? Se gli spoke diventano poco più di poliambulatorio noi non ci stiamo. L’ospedale di Termoli non solo deve restare aperto ma deve essere migliorato. Che fine hanno fatto tutte le procedure di assunzione? Lo sblocco del turn over esiste già dal 2017”.

La maggioranza lo ha accolto con una condivisione piena, inserendo dopo la conferenza dei capigruppo l’emendamento proposto dalla consigliera di centrodestra Fernanda de Guglielmo, che ha chiesto la interlocuzione con Salvini e Giulia Grillo.

La discussione è iniziata in seguito agli interventi di quattro esterni selezionati per illustrare un punto di vista diverso in assemblea. Tra loro anche l’ex direttore sanitario del San Timoteo Filippo Vitale, il quale ha offerto uno spunto di riflessione importante. E cioè che se il piano operativo vigente, sebbene in deroga, fosse stato attivato realmente anche nella parte del potenziamento dei servizi e non soltanto per quanto attiene la destrutturazione degli stessi, oggi ci si troverebbe in una situazione decisamente migliore. “Ma ci sono margini per attivarlo e renderlo pienamente operativo,” è già questo – ha sottolineato Vitale – significherebbe molto”.

È intervenuto dalla maggioranza anche Enrico Miele. “Difendere l’ospedale di Termoli è la difesa della sanità regionale e dell’autonomia regionale come ha detto il dottor Vitale. Dobbiamo chiedere aiuto al Governo per diritto costituzionale. Il problema va spostato a livello nazionale per capire cosa vogliamo fare di questa regione. Il Molise senza Termoli non esiste”.

Annibale Ciarniello ha definito la “chiusura del Punto nascite un duro colpo ma non inaspettato. Nessuno si è preoccupato del grido d’allarme quando venne chiusa emodinamica. Il dottor Vitale ha detto che occorre attuare il Piano sanitario, ma perché non è stato attuato?”.

Per Marcella Stumpo “la storia della distruzione della sanità è ormai nazionale, risale al 1995, coi primi piani sanitari con modifiche, rientro, ristrutturazione. Siamo qui a parlare delle macerie. Tutto è iniziato con la parola azienda, che introduce il concetto di merce. La salute non è un costo. Anche noi cittadini dove siamo stati?”

Fra i diversi interventi del Movimento Cinque Stelle quello di Ippazio Stamerra che ha puntato il dito contro “Iorio, commissario di se stesso, capace di creare un debito mostruoso. Frattura invece non ha presenziato alla conferenza Stato-Regioni per scongiurare gli effetti del decreto Balduzzi. Non possiamo poi non parlare del conflitto di interessi di Aldo Patriciello, che riesce a riciclarsi con ogni maggioranza e fare gli interessi della sanità privata”.

Consiglio comunale sanità termoli

Conclusioni affidate al primo cittadino Francesco Roberti. “Se ci sono i medici, ci saranno anche i parti, in Basso Molise ci sono 650 parti all’anno” ha indicato il sindaco.

“Sono convinto che il sistema della sanità molisana è il primo sistema che vogliono scardinare per portare la prova a livello nazionale che gli ospedali si possono chiudere. È un giochetto a scaricabarile, ma non è nato oggi in Italia. Gli ospedali pubblici in tutte le regioni stanno morendo. Possiamo dare un esempio a livello nazionale, una piccola regione metterà in difficoltà queste decisioni”.

L’assise ha votato l’ordine del giorno all’unanimità dei presenti.