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“Illuminè”: il duo campobassano Skerna & Aperkat verso il secondo album con una svolta chillhop

Il 22 maggio scorso è stato presentato il singolo che anticipa il nuovo album di Skerna & Aperkat, previsto per il 2020. Dalle sonorità di “Audizioni per un gatto nero” - debut album del duo molisano - si passa a un mood più morbido e a sonorità decisamente più avvolgenti: “Abbiamo sentito l’esigenza di personalizzare ancor di più il nostro sound. Più accenti elettronici e contaminazioni soul, con il rap che resta elemento centrale”. 

La passione come cometa per tracciare una rotta “illuminata”, per lasciare il segno, crescendo artisticamente.  Quella di “Skerna” (al secolo Alessandro Domenici) e Antonello “Aperkat” Vespoli è una conferma importante nel panorama musicale molisano e nazionale. 

Un percorso cominciato da lontano, diversi anni fa, primariamente sui binari del rap e impreziosito da contaminazioni sapientemente meditate: quelle, ad esempio, che hanno portato all’uscita del primo album – l’apprezzatissimo “Audizioni per un gatto nero”, edito nel maggio del 2018 – e quelle, ancora diverse, che porteranno alla luce il secondo disco. 

Anticamera e primo raggio della nuova produzione del duo molisano è il singolo “Illuminè. Un brano che propone e condensa tutte le caratteristiche principali della nuova uscita: mood più morbido, quasi avvolgente, in cui il rap resta sì al centro, ma stavolta accarezzato e “coccolato” da sapori d’elettronica e accenti soul. 

A tracciare un bilancio dell’esperienza artistica sin qui portata avanti, rigorosamente insieme, sono proprio i due musicisti molisani: “Siamo nati a Campobasso, più precisamente nel quartiere Vazzieri – racconta Skerna -. Tutto è partito, inevitabilmente, dalla nostra passione per la musica e per la ricerca musicale in generale, nonché dall’amore per l’hip-hop che entrambi amiamo ormai contaminare con tutte le nostre varie declinazioni: dal cantautorato al jazz, dal blues al soul. 

Il nostro primo album, uscito il 22 maggio 2018 per l’etichetta Redgoldgreen Label, è stato “Audizioni per un gatto nero”: un lavoro che ha avuto un ciclo di vita di un anno; ciclo che in realtà sta tuttora proseguendo. Si è trattato di un disco fortemente influenzato dal jazz: in buona sostanza ha avuto ottimi riscontri, soprattutto da critica e riviste di settore. Tutto questo ci ha portato quindi a concludere numerosi concerti a spasso per il centro Italia soprattutto, a volte anche più a nord. Successivamente, abbiamo sentito l’esigenza di personalizzare ancor di più il nostro sound, cercando di trovare una porzione – musicale e di mercato – ancora poco coperta in Italia e siamo così approdati al chillhop: un genere ancora poco esplorato. Questo campo artistico ci permette di operare musicalmente su un piano più personale, sia a livello di produzione sia in quanto a tematiche. Un’atmosfera che si riflette perfettamente nel nuovo singolo, “Illuminè”: un pezzo che parla di me, del rapporto che ho con la scrittura e della strada che abbiamo scelto insieme io e Antonello”. 

Quanta distanza dobbiamo aspettarci rispetto al primo album?  

“Posso dire che, per ciò che attiene alla produzione, si abbassano di parecchio i bpm e si va al di fuori della cosiddetta “comfort zone” rappresentata dalla velocità con cui abitualmente un rapper concepisce i brani. Le strofe sono più lente, più cadenzate e anche le sonorità, come pure le campionature, rimangono molto più morbide. Chiaramente – continua Alessandro –  tutto questo si riflette anche nei testi, perché si impone la necessita di un mood generale in linea con tali sensazioni. È una maniera di lavorare che mi soddisfa molto, perché mi permette di esprimere al meglio quello che voglio, nonché di uscire da quello che era il mio schema personale di scrittura: adesso non mi interessa sembrare un rapper a tutti costi, mi interessa invece esprimermi come artista. E andare più lentamente, in questo senso, dal punto di vista tecnico e di scrittura, mi consente di esplorare metricamente le linee e di valutare attentamente tutte le possibilità che una determinata canzone può offrirmi”. 

Soddisfatto di un percorso artistico che ha già suscitato grandi entusiasmi, non solo in Molise, anche “Aperkat”:

“Credo che il nuovo singolo rappresenti  un’automatica prosecuzione delle proposte presentate con il primo album. Vengono riprese le atmosfere legate al jazz e al soul, come pure le influenze della  musica smooth americana, ma tutto alla luce di una nuova ispirazione: più affine all’elettronica e dalle sfumature più acide. Si passa dal pianoforte classico ai synth e, parlando invece di sample, ne è stato scelto uno di musica francese di inizio secolo. Nell’andamento generale del pezzo rime e beat si sposano alla grande e questo permette a “Illuminè” di inquadrarsi all’interno del movimento chillhop, ma con un’interpretazione inevitabilmente personale”.

Quanto siete cambiati voi rispetto ai tempi di “Audizioni per un gatto nero?”

“Ci sentiamo molto più rappresentati da questo lavoro per diversi motivi. Innanzitutto perché siamo cresciuti e adesso, musicalmente parlando, ci conosciamo molto di più – commenta Skerna -. Siamo comunque molto orgogliosi del nostro lavoro precedente, però adesso ci divertiamo di più anche ai live”. 

Musicalmente parlando, avete dunque trovato il vostro spazio, il vostro abito definitivo?

“Credo che un artista non debba mai fermarsi, fossilizzarsi su ciò che già conosce o su ciò che già ha fatto – continua Alessandro -. La strada che abbiamo intrapreso mi piace molto, la contaminazione da parte dell’elettronica mi rende molto felice; tra cinque anni, magari ci piacerà anche altro e arricchiremo magari ulteriormente il nostro percorso. Adesso l’obiettivo primario è sicuramente quello di essere rappresentati dalla musica che costruiamo e che proponiamo”.

Quando potremo ascoltare il nuovo album? 

“Dovrebbe uscire entro fine anno o all’inizio del prossimo – annuncia Antonello – ma la data è legata anche ad altri fattori.  La produzione però è a buon punto, anche se ci sono dei tempi e dei budget da rispettare. Il 22 maggio scorso intanto è uscito il primo singolo, esattamente a un anno di distanza dal nostro primo disco”.