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Il Punto Nascite resta aperto, commenti fra entusiasmo e voglia di lottare: “Segnale forte”

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La notizia della sospensiva accolta dal Tar, che di fatto tiene aperto il Punto Nascite di Termoli, scatena le reazioni politiche e i commenti fra soddisfazione e voglia di proseguire la battaglia.

Per la deputata di LeU, Giuseppina Occhionero, una notizia più che positiva: ”Apprendo con sollievo la decisione del Tar Molise che ha accolto la sospensiva del provvedimento che disponeva la chiusura del Punto Nascita dell’ospedale San Timoteo di Termoli.

È un segnale forte che, a discapito dei tecnocratici e dei ragionieri, riconosce il sacrosanto diritto alla salute. In questo caso, a quella delle mamme e dei neonati. Ma è anche il segnale che quando la battaglia viene condotte senza paletti politici i risultati arrivano.

Carabinieri Bojano

È questa la buona politica per la quale vogliamo continuare a impegnarci. Il mio plauso personale va ai comitati delle mamme e ai legali che hanno prodotto il ricorso.”

 

Ai commenti si sono uniti anche gli esponenti regionali del Movimento Cinque Stelle, Patrizia Manzo e Valerio Fontana.

Sulla questione del Punto nascita si è fatta tanta confusione ed è opportuno fare chiarezza. Da portavoce in Consiglio regionale, ma prima ancora come cittadini, abbiamo lavorato senza sosta per capire quali fossero i problemi riscontrati al San Timoteo di Termoli e cosa si potesse fare per permettere alle mamme basso molisane di partorire in sicurezza.  In seguito ai numerosi incontri presso il Ministero della Salute e, più in particolare, ai tavoli del Comitato percorso nascita, abbiamo appurato tecnicamente le carenze in termini di standard di sicurezza del Punto nascita termolese, sottolineate da anni dai tecnici dello stesso Comitato.

patrizia manzo

 

Siamo riusciti a portare l’argomento in Consiglio regionale in tempi rapidi indicando un possibile programma di riorganizzazione del Punto nascita del San Timoteo e, dopo aver sensibilizzato l’aula sull’importanza delle procedure di messa in sicurezza dei parti, abbiamo ottenuto un’approvazione unanime.

Abbiamo così impegnato il governatore Toma a mettere in campo tutte le azioni di propria competenza per redigere un piano di interventi finalizzato al ripristino degli standard di sicurezza previsti da norme e protocolli in vigore, ad attivare i bandi per l’assunzione del primario e del personale medico e sanitario necessario, ad attivare i protocolli Sten e Stam e a ripristinare ed integrare la dotazione strutturale e tecnologica del Punto Nascita.

Ricordiamo che quei protocolli che hanno portato alla temporanea chiusura del Punto nascita di Termoli garantiscono all’Italia un primato: siamo tra i primi in Europa in fatto di sicurezza per le mamme e i nascituri. Ed è doveroso fare il possibile per invertire il trend che vede sempre meno donne partorire nella città adriatica, facendo sì che si sentano sicure di affidarsi alle cure dell’Ospedale cittadino, invece di preferire i nosocomi limitrofi come quello di Vasto.

 

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Ora è giunto il momento di mettere da parte i messaggi squisitamente propagandistici e di rimboccarci le maniche, tutti insieme, per offrire quei servizi essenziali, quei livelli di assistenza che i cittadini molisani ci chiedono e meritano. Abbiamo nove mesi, neanche a dirlo il tempo di una gravidanza, per risolvere i problemi del Punto nascita termolese, così che il Tar si pronunci ancora una volta a favore delle mamme termolesi. Non perdiamo questa occasione!

 

Per il MoVimento 5 Stelle, al di là di facili strumentalizzazioni, la priorità è risolvere i problemi dei cittadini. E continueremo a lavorare in questa direzione, a partire dall’imminente Consiglio monotematico sulla sanità”.

Anche il capogruppo del Pd Vittorino Facciolla ha commentato la decisione del Tar.

“La notizia di ieri che il punto nascita di Termoli resterà aperto quantomeno fino ad aprile del 2020 è senza dubbio una buona notizia. Ma a mio avviso sbaglia chi la interpreta come un buon segno foriero di soluzioni o, peggio ancora, chi, già soddisfatto, canta alla vittoria del popolo. Purtroppo temo che non si tratti di questo: intanto perché si sta parlando di una sospensiva che, già nei termini, contiene tutta l’incertezza di qualcosa che resta in sospeso, precario appunto. In secondo luogo, ed è ciò che più mi preoccupa, va riportata l‘attenzione sul nuovo Pos dove, è assai probabile che ci sia scritto, a chiare lettere, che il Punto nascita di Termoli deve essere cancellato, chiuso.

Altri elementi poco rassicuranti si prospettano all’orizzonte quali: la probabile imminente chiusura del reparto di Ortopedia a Termoli, la delocalizzazione delle emergenze neurochirurgiche da Campobasso a Teramo e soprattutto la condizione ribadita dal Tar, secondo la quale bisogna ‘tenere aperto il punto nascita di Termoli o quello di Isernia’.

Ecco, sono questi i dati concreti dei quali dobbiamo tener conto e sui quali dobbiamo continuare a vigilare senza abbassare la guardia se davvero vogliamo capire cosa accadrà alla nostra sanità regionale e a tutti noi.

In poche parole spero che non sia questa una vittoria di Pirro, dove il prezzo da pagare sarà troppo alto e lo stesso ci sarà recapitato con il prossimo, imminente, POS”.

 

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