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Il Festival del Sarà indica una rotta a Termoli: “Turismo e sviluppo, facciamo come Bologna”

La città delle due Torri, dove l'evento si sposterà a ottobre, indicata come modello da imitare per migliorare la competitività della costa molisana. Si chiude così la parte termolese dell'iniziativa voluta e realizzata da Antonello Barone in piazza Duomo

Una serata iniziata con uno sguardo al passato, ma decisamente rivolta al futuro. Con un modello, quello di Bologna, che possa dare a Termoli una rotta da seguire in vista degli anni futuri, per mettere al centro le potenzialità turistiche della costa molisana. È stata un po’ questo la terza e ultima serata dell’edizione 2019 del Festival del Sarà, almeno per quanto riguarda l’ambientazione termolese, perché da quest’anno il progetto ideato e realizzato da Antonello Barone avrà un seguito in autunno, proprio a Bologna, il 23 e 24 ottobre prossimi.

Quasi come passaggio di consegne fra la parte termolese e quella bolognese, la serata di ieri 26 luglio in Piazza Duomo è stata quindi dedicata a un modello vincente come quello emiliano-romagnolo. Al centro turismo, cibo, impresa e Smart city, con un panel di ospiti di altissimo livello. Sul palco, al fianco del sempre ottimo presentatore Antonello Barone, c’era il marchese Ippolito Bevilacqua Ariosti, proprietario del Palazzo de’ Rossi di Bologna che ospiterà il Festival del Sarà a ottobre.

Con lui anche il professore di Diritto delle Religioni all’Università di Bologna, il termolese Antonello De Oto, poi un altro termolese d’eccezione quale Marco D’Alimonte, country manager di Tesla in Italia. Non hanno fatto mancare la loro presenza anche Paolo Carati di CNA Bologna e Stefano Gardini, direttore Business Non Aviation dell’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. Non poteva mancare inoltre l’imprenditore termolese d’adozione Nicola Cesare, grazie al quale anche quest’anno il Festival del Sarà ha potuto avere luogo a Termoli.

Come detto però, all’inizio della serata, quasi a omaggio del neo sindaco di Termoli Francesco Roberti, è salito sul palco l’attore locale Sebastiano Di Pardo che ha letto una poesia in dialetto termolese dedicata al santo patrono San Basso. Un momento molto sentito dal pubblico locale per poi lasciare spazio al dialogo sulle prospettive future.

A dare il la alla discussione, l’intervento in video dell’assessore alla cultura, al turismo e allo sport del Comune di Bologna Matteo Lepore, il quale ha raccontato di come la città felsinea sia diventata in pochi anni una località turistica snocciolando dati che mostrano aumenti impressionanti dei flussi turistici negli ultimi anni.

Siamo invasi da italiani” ha scherzato l’assessore parlando del fatto che a Bologna c’è un continuo rinnovamento demografico e degli ‘immigrati’ due su tre sono italiani che arrivano da altre zone dello Stivale.

festival sarà 26 luglio

Antonello Barone ha quindi stimolato gli interventi degli ospiti presenti. Stefano Gardini ha illustrato come l’aeroporto Marconi sia riuscito in poco tempo a mostrare una propria identità locale raccontando anche l’aneddoto di una gastronomia che la società a capo dello scalo aveva voluto lanciare fra i negozi disponibili per chi atterra o decolla dal capoluogo emiliano. “La prima mattina alle 8 il negozio aveva già venduto tutto, in tre ore”. Una scommessa azzeccatissima che ha messo al centro le eccellenze locali quali appunto il buon cibo tipico delle terre emiliane.

Paolo Carati di CNA Bologna ha spiegato come nel giro di otto anni, anche grazie all’aeroporto, la città ha vissuto “una rivoluzione rapida, è stata capace di diventare da luogo dove si veniva per le fiere a destinazione turistica, anche grazie alla capacità di fare rete tra diversi settori”.

Il termolese Antonello De Oto ha descritto una Bologna capace di “creare connessioni” e ha fornito una sorta di assist al Molise ricordando come a Bologna esista una consulta degli emiliano-romagnoli che vivono fuori e che si riuniscono a cadenza concordata per mettere insieme le idee e le esperienze vissute fuori.

A Marco D’Alimonte è invece spettato il compito di parlare di come le auto elettriche come quelle che produce l’azienda per la quale lavora, vale a dire l’arcinota Tesla che è un marchio noto in tutto il mondo, potrebbero in pochi anni rivoluzionare le nostre città e lo stesso concetto di mobilità urbana. “Con lo sharing di auto – ha dichiarato – potrebbe non essere più necessario la proprietà delle auto”.

Estremamente pertinente anche l’intervento in video del governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che ha parlato del patto per il lavoro lanciato subito dopo la sua elezione, grazie al quale ha messo insieme un po’ tutti i settori, dall’industria all’artigianato, dal turismo all’agricoltura fino all’enogastronomia, con risultati positivi. “La disoccupazione è calata e continuerà a calare” ha riferito il presidente emiliano.

Bologna sa fare sistema ed è un aspetto culturale che invece qui va sviluppato” secondo Nicola Cesare “perché Termoli su questo è indietro e ha incapacità di mettere a frutto le idee imprenditoriali”. L’imprenditore locale ha inoltre citato il caso della mancata realizzazione del bike-sharing a Termoli che lui aveva proposto per circa 50mila euro e che non è stato mai portato a termine, “mentre a Isernia un progetto simile è partito con 800mila euro di fondi pubblici ma poi è fallito”.

È probabilmente uno degli esempi di come Termoli abbia molto da imparare dalla città felsinea e dal suo modello di sviluppo anche turistico. Chissà se la piazza, gli amministratori, imprenditori e lavoratori di Termoli e del basso Molise sapranno cogliere gli spunti forniti durante la serata di ieri e più in generale da tre giornate di discussioni che seguono quelle dei due anni precedenti. “Quasi cento ospiti in tre anni” ha ricordato Barone.

Tre anni nei quali il Festival del Sarà ha fornito idee e prospettive del futuro prossimo dell’Italia e del nostro territorio. Con una possibile novità per l’anno prossimo: “Un Festival del Sarà – Kids, perché c’è bisogno di giovani” ha suggerito Gardini. “Lo faremo” ha promesso Barone.