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La protesta del Basso Molise: medici, politici e cittadini davanti all’ospedale. In campo ricorsi e raccolta firme fotogallery

Centinaia di manifestanti davanti all'ospedale San Timoteo di Termoli per opporsi alla chiusura del Punto Nascita ma sono in tanti ad affermare: "Siamo troppo pochi!". Al presidio, organizzato da un gruppo di mamme e donne, anche diversi medici ed esponenti politici. La strada percorribile pare quella dei ricorsi al Tar che Sindaci, Pd e comitati stanno valutando. Lanciata inoltre una petizione

Qualche centinaio di persone ha affollato, a partire dalle 10, il piazzale del parcheggio dell’ospedale San Timoteo di Termoli per la manifestazione a difesa del Punto nascite dello stesso nosocomio.

Manifestazione contro la chiusura del Punto Nascita

La protesta di stamane 1 luglio, organizzata dal gruppo ‘Donne e mamme del Basso Molise’, ha raccolto l’adesione di centinaia di persone ma non la folla che probabilmente servirebbe per scuotere le coscienze e toccare le responsabilità politiche che da Roma fino a Campobasso e a cascata a Termoli hanno in mano il destino dell’ospedale termolese.

L’iniziativa ha visto alternarsi al megafono alcune delle organizzatrici, mamme e persino nonne del territorio. Una di loro, nel difendere il presidio ospedaliero, non ha potuto esimersi dal dire chiaramente “Siamo troppo pochi. Ma la battaglia è appena iniziata” e il dottor Giuseppe Pranzitelli ha letto davanti a tutti la petizione che a partire da oggi girerà le piazze del Basso Molise per dimostrare l’importanza del punto nascite e proporre soluzioni per ripristinare il presidio. Solo stamane sono 400 le firme raccolte.

Alla manifestazione presenti diversi esponenti politici regionali e locali. Fra gli altri ci sono i consiglieri regionali Vittorino Facciolla, Aida Romagnuolo e i 5Stelle Valerio Fontana, Andrea Greco, Patrizia Manzo e Vittorio Nola. Sono stati poi presenti alcuni dei sindaci del territorio: c’è Roberti per Termoli e poi ci sono Bellotti di Guglionesi, Di Pardo di Petacciato, Silvestri di Campomarino, Della Porta di San Giacomo, e ancora Primiani di Ururi, Trolio di Acquaviva, Mele di Colletorto, Travaglini di Montenero, Montagano di Bonefro, Di Matteo di San Martino, Cirulli di Tavenna, Di Lena di Palata, Matassa di Mafalda.

Fra i parlamentari è arrivata fra le prime la deputata Giusy Occhionero di Liberi e Uguali e, a seguire, l’onorevole Anna Elsa Tartaglione di Forza Italia. Assente tutta la delegazione pentastellata. Per Termoli ci sono, oltre al primo cittadino, diversi consiglieri fra cui il presidente Michele Marone e poi Oscar Scurti, Manuela Vigilante, Enrico Miele, e gli assessori Silvana Ciciola, Rita Colaci e Michele Barile, assieme a Toni Spezzano esponente della civica ‘Termoli nel futuro’ che ha partecipato alla scorsa tornata elettorale. Presente anche Tecla Boccardo, sindacalista Uil.

Il primo cittadino termolese in particolare invita a non andare alla ricerca dei responsabili ma a restare uniti per una battaglia comune.

Presente anche la consigliera di minoranza della Rete della Sinistra, Marcella Stumpo, che ai microfoni di Primonumero afferma amareggiata che si aspettava ben altra partecipazione.

Presenti anche diversi medici a cominciare dal primario del Pronto Soccorso Nicola Rocchia. Il suo reparto, come altri e non soltanto a Termoli, sta soffrendo una carenza di organico senza precedenti tanto che è già stato lanciato l’allarme per i presidi di prima emergenza di Termoli, Campobasso e Isernia.

Intanto i sindaci confermano che nel pomeriggio, alle 18:30, incontreranno la delegazione parlamentare del Molise. Sicuramente ci saranno l’onorevole di Forza Italia Annaelsa Tartaglione, che sta presenziando alla manifestazione, e Antonio Federico del MoVimento 5 stelle, che ha già dato la sua disponibilità. L’obiettivo è quello di concordare una iniziativa efficace per contrastare il decreto di chiusura del punto nascite, soprattutto in riferimento alla necessità di garantire la salute delle pazienti in caso di urgenze ginecologiche.

Sono al momento diversi i ricorsi al TAR che si stanno valutando e che già in settimana potrebbero essere depositati. Uno è quello dei sindaci del Basso Molise, una ventina di rappresentanti di Comuni che stanno per affidare formalmente l’incarico a un legale con l’obiettivo di annullare il decreto del commissario Giustini e del sub commissario Grossi che, per motivi di sicurezza e carenza di personale, hanno chiuso il reparto a partire dal 7 luglio. Proprio questa mattina è nato un bambino all’ospedale San Timoteo e ci sono due donne in travaglio. Potrebbero essere gli ultimi parti della storia della sanità termolese.

L’altro ricorso è invece coordinato da Vittorino Facciolla e dai rappresentanti del Partito Democratico che domani pomeriggio, come Federazione del Basso Molise, terranno una assemblea pubblica aperta a tutti alle 18:30 a La Vida. Un ricorso che dovrebbe essere presentato per mano delle stesse partorienti, donne basso molisane che in questo modo intendono difendere il punto nascita dell’ospedale adriatico.

Ci sono poi le associazioni di categoria e i comitati, che a loro volta stanno vagliando la possibilità di procedere sempre con ricorsi davanti ai giudici amministrativi. La strada della Giustizia davanti al TAR sembra al momento la più plausibile soprattutto con la speranza di ottenere immediatamente una sospensiva e dunque la possibilità di non sospendere i ricoveri delle donne incinte.

Intanto alcune mamme e donne puerpere hanno manifestato apertamente la loro preoccupazione. “Abbiamo paura perché non si sa mai cosa può succedere quando avviene il parto e pensare di mettersi in macchina per fare 60-70 chilometri non ci fa dormire tranquilli”.