I paradossi della burocrazia: l’Asrem assume nuovi medici ma nel ricorso sarà contro il Punto Nascite

Mentre vengono assunti 5 cardiologi a tempo indeterminato, c'è la decisione apparentemente incredibile dell'azienda sanitaria che si accoda al commissario nel ricorso al Tar per la chiusura del reparto del San Timoteo. Ma dietro potrebbero esserci ragioni legali dovute all'esigenza di evitare contenziosi.

L’Asrem si è costituita in giudizio contro il ricorso presentato da 13 Comuni del Molise e 18 donne per chiedere l’annullamento del provvedimento di chiusura del punto nascite di Termoli. La delibera firmata dal direttore generale Gennaro Sosto porta la data del 16 luglio scorso e ha un retrogusto paradossale: in sostanza davanti ai giudici amministrativi l’Asrem sosterrà la chiusura del Punto Nascite contro la volontà di mantenere aperto il presidio espresso dai primi cittadini del territorio e dalla pazienti ostetriche. 

Sembra infatti un provvedimento che va nella direzione contraria rispetto a quella intrapresa non solo dagli amministratori locali, ma in un certo senso dagli stessi vertici dell’azienda sanitaria regionale.

In realtà l’atto che va a costituirsi in giudizio contro il ricorso, suggerito dall’Ufficio affari legali e contenziosi della stessa Asrem, rientra nella “normale” burocrazia del caso e fa leva sulle specifiche competenze dell’azienda sanitaria, i cui vertici si costituiscono in giudizio per premunirsi rispetto alla possibilità di eventuali contenziosi che porterebbero la stessa azienda a dover sborsare somme importanti. 

I legali esterni a cui la Asrem si è affidata hanno quindi suggerito un provvedimento di questo tipo, che è uno dei classici esempi di una burocrazia contraddittoria e in un certo modo schizofrenica. Pur avendo sostenuto le ragioni dei sindaci e delle mamme ricorrenti infatti, l’Asrem si troverà in giudizio il davanti al Tar prossimo 24 luglio contro di loro.

Tar e no tunnel

Difatti l’azienda sanitaria del Molise è oggi un organismo di supporto e organizzazione della struttura commissariale, vale a dire quella che ha chiuso il Punto nascite di Termoli, per questo probabilmente non avrebbe potuto comportarsi diversamente.

Ma allo stesso tempo prosegue il percorso intrapreso nel tentativo di ridare linfa all’ospedale San Timoteo di Termoli grazie anche allo sblocco del turnover consentito dal decreto Calabria di recente approvato dal governo Conte. Vista l’oggettiva esigenza di rinforzare il personale ospedaliero molisano sono stati avviati Infatti diversi concorsi e avvisi pubblici.

Proprio uno di questi porta la data del 16 luglio, la stessa in cui l’Asrem ha firmato la costituzione in giudizio in contrasto al ricorso. In sostanza due giorni fa il direttore generale Gennaro Sosto ha approvato l’assunzione a tempo indeterminato di 5 dirigenti medici di cardiologia.

Quindi il Molise ha adesso cinque nuovi cardiologi a disposizione nei tre ospedali funzionanti. Si tratta del dottor Quintino Parisi e della dottoressa Loredana Messano che andranno a operare all’ospedale Cardarelli di Campobasso.

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Invece i medici Maurizio Di Giacomo e Maria Cristina Di Saverio andranno a rafforzare il reparto di cardiologia del San Timoteo di Termoli. Infine il dottor Savino Lacerenza verrà impiegato nel reparto di cardiologia del Veneziale di Isernia.

Contestualmente sono stati dichiarati decaduti dalla precedente graduatoria per l’assunzione di nuovi cardiologi due dirigenti medici che alla data del 16 luglio non avevano fatto pervenire alcuna comunicazione sulla possibilità o meno di usufruire del posto che avevano conquistato tramite concorso. A quel punto il direttore generale ha quindi provveduto allo scorrimento della graduatoria per assumere i cinque nuovi cardiologi.