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I commissari ‘spariscono’: Micone li invita di nuovo per discutere di sanità in Consiglio

Il giorno dopo la riunione dell'assise di via IV Novembre il presidente del Consiglio regionale ha 'spedito' la lettera che invita i tecnici nominati dal Governo Lega-M5S, Giustini e Grossi, a partecipare ad un'altra seduta. Ieri (30 luglio) i commissari erano assenti, come già annunciato, rendendo inutile il dibattuto in Aula. Se dovessero rispondere alla 'chiamata', i grillini potrebbero sottoporre loro la questione del budget e dell'extrabudget ai privati e in particolare al Neuromed: "Si possono recuperare risorse da investire sul pubblico".

Poche ore dopo il voto del Consiglio regionale che ha deciso di riconvocare i commissari per discutere di sanità, il presidente Salvatore Micone ha messo nero su bianco e spedito la missiva che arriverà sul tavolo di Angelo Giustini e Ida Grossi. I tecnici nominati dal Governo Lega -M5S ieri – 30 luglio – hanno disertato (come fra l’altro avevano già annunciato) la riunione monotematica dell’assise dedicata alla discussione dei problemi relativi alla riorganizzazione del settore in Molise: ospedali, reparti, rete dell’emergenza urgenza, il rapporto con i privati sono stati solo alcuni dei temi sviscerati in Aula. Senza avere però la possibilità di sapere come il Piano operativo 2019-2021 ridisegnerà la sanità nella nostra regione. Un programma che al momento è solo una bozza, al vaglio dei Ministeri competenti (Salute ed Economia). E’ questo il motivo che ha indotto i commissari a disertare il confronto con l’assemblea.

commissario Giustini sanità

Il Consiglio regionale però ha deciso di non demordere e di rinnovare la ‘chiamata’ a Giustini e Grossi. Lo ha fatto ieri sera, al termine di un confronto serrato ma nella sostanza inconcludente in assenza dei commissari (“questo Consiglio regionale è una farsa”, ha sostenuto qualche consigliere regionale), l’assemblea legislativa ha dato mandato al capo di palazzo D’Aimmo di riconvocarli ufficialmente.

Al commissario e al sub commissario ad acta per l’attuazione dal Piano di rientro dal deficit sanitario, riferiscono da via IV Novembre, è stato chiesto di “concordare un incontro con tutta l’Assemblea per un confronto sulle problematiche della sanità in Molise, fermo restando i reciproci ruoli e responsabilità”.

“Ciò – ha spiegato il presidente Micone – in una logica di collaborazione istituzionale tra i rappresentanti del Governo per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario del Molise e la massima Assise consiliare di rappresentanza politica e democratica del Molise”.

E ora si aprono le scommesse per vedere se questa volta i commissari accetteranno o meno l’invito. E’ quello che sperano in primis i molisani che intendono capire cosa succederà agli ospedali, se i reparti saranno aperti e se troveranno ancora medici e infermieri.

In Aula i commissari potrebbero dare risposta anche alle sollecitazioni dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle sulla revisione del budget e dell’extrabudget che la Regione Molise eroga ai privati penalizzando la sanità pubblica. Fra questi il Neuromed, vero bersaglio della battaglia pentastellata. L’istituto di Pozzilli fa del resto riferimento ad Aldo Patriciello, il potente europarlamentare legato a doppio filo al governatore Donato Toma.

Per Andrea Greco e i suoi al Neuromed sono erogati 44,2 milioni di euro così suddivisi: 24 milioni per prestazioni di assistenza ospedaliera (di cui 4.447.659 per pazienti molisani e 20.388.996 per quelli di fuori regione); 2 milioni per prestazioni integrative di assistenza ospedaliera; 17 milioni per prestazioni di assistenza ambulatoriale (di cui 5.676.302 per i molisani e 11.684.620 per pazienti di fuori).

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Nella convenzione – fanno notare i Consiglieri del MoVimento 5 Stelle – balza all’occhio l’incredibile quota riconosciuta come budget ordinario per i pazienti extraregionali. Le Regioni, infatti, come deciso dal governo Renzi nel 2015, possono acquistare prestazioni erogate degli Irccs a cittadini residenti fuori regione. In Molise, lo dicono i numeri, questa possibilità si è tradotta in una previsione di spesa maggiore per gli utenti extraregionali che per i regionali. In pratica, il totale annuo delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, acquistate da Neuromed per pazienti di fuori regione, è infatti pari a 32.073.616 milioni di euro a fronte di una spesa per i pazienti regionali di 10.123.961 milioni di euro. Ecco perché il nostro atto (bocciato poi in Aula, ndr) prevedeva il riequilibro del budget sanitario destinato alle strutture private accreditate (in particolare Neuromed e Fondazione Cattolica,) avendo cura che le risorse destinate ai pazienti non residenti in Molise non siano superiori a 1/3 di quelle previste per i pazienti residenti e utilizzando, poi, le economie derivanti per potenziare le strutture sanitarie pubbliche e limitare la mobilità passiva che ammonta oggi a circa 80 milioni di euro”.

Il che significava “assegnare a Neuromed 13 milioni e non più 44, con un notevolissimo risparmio e senza toccare i servizi erogati ai molisani”.

Perchè, la posizione di M5S, “il privato non può e non deve fare ‘impresa’ con i soldi pubblici. Con la nostra proposta di gestione sanitaria regionale, si possono recuperare oltre 40 milioni di euro all’anno da destinare ai servizi per i cittadini, e si può portare il Molise fuori dal Piano di rientro in un anno circa, ripetiamo, senza toccare un euro per i servizi ai molisani”.

Una proposta però bocciata dal Consiglio regionale.