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Giardino e monumento dedicato ad Alessandro Di Lisio. In città anche il ministro della Difesa

La cerimonia si svolgerà sabato 13 maggio a distanza di dieci anni dalla scomparsa del giovane parà della Folgore morto in Afghanistan

Dieci anni dopo la sua morte sabato 13 luglio Campobasso renderà omaggio ad Alessandro Di Lisio, il parà della Folgore morto in Afghanistan per l’esplosione di una bomba durante una missione di pace.

Per l’occasione nel capoluogo molisano ci sarà anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta che parteciperà alla cerimonia che inizierà alle 10 in via Petrella, dove sarà intitolato il giardino dedicato proprio al giovane parà (l’iniziativa era stata voluta dall’ex amministrazione guidata da Antonio Battista) e sarà scoperto il monumento eretto in Afghanistan dai compagni d’armi e riportato in Italia al rientro della missione.

Alle 12 la santa messa in suffragio dei caduti delle missioni internazionali di pace nella chiesa di Santa Maria del Monte sulla collina Monforte di Campobasso.

Alle 15,30 al Parco ‘Eduardo De Filippo’ (quartiere San Giovanni) si terrà, invece, il quadrangolare di calcio a cinque in memoria del parà. Oltre a squadre locali ci sarà una rappresentanza dell’8^ Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti ‘Folgore’.

Di Lisio, nato a Campobasso il 15 maggio 1984, dopo la maturità al Liceo scientifico ‘Romita’, era partito come volontario dell’Esercito in varie missioni internazionali. L’ultima in Afghanistan, in Ganjabad, provincia di Farah.

La tragedia il 14 luglio 2009. Il parà molisano, in qualità di “rallista” di un Lince, stava facendo da apripista di sicurezza ad un’autocolonna di mezzi militari italiani ed americani. Aveva avvistato il terreno smosso sul percorso, aveva intuito che in quel luogo poteva esserci una bomba. Nonostante avesse segnalato il pericolo e i mezzi militari si fossero fermati, è proprio un piccolo spostamento del veicolo da lui guidato ha azionato l’innesco di un ordigno, costituito da oltre 70 chili di esplosivo, che ha sventrato il mezzo: la posizione di mitragliere-osservatore di Alessandro, al di fuori della cellula di sopravvivenza, ne ha causato la morte.

“Subito dopo la tragedia – hanno ricordato gli organizzatori della cerimonia che si svolgerà sabato – i compagni d’armi, i Guastatori Paracadutisti della 22^ Compagnia, chiamati Angeli Neri, per gratitudine ed a perenne ricordo, sul luogo stesso dell’attentato e con gli scarsi mezzi a disposizione in una zona di impiego così delicata ed importante, realizzano un significativo monumento: al termine della missione, gli stessi commilitoni lo smontano, lo recuperano e lo riportano con loro in Patria, nella caserma di Legnago intitolata alla M.O.V.M. Donato Briscese.

Oggi proprio quel monumento, ricostruito, sarà scoperto a Campobasso, nel giardino a Lui intitolato, alla presenza dei suoi cari e dei suoi commilitoni, ad un passo dal monumento eretto in memoria di tutti i caduti, a simboleggiare l’impossibile materiale ritorno di Alessandro alla terra nata, agli amici di gioventù, alla famiglia, ma anche, e sicuramente, ad indicare ai giovani come la via del Sacrificio e quella dell’Onore siano sempre coincidenti: e come l’una avvalori l’altra”.