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Detenuto tenta di appiccare un incendio: intossicati due poliziotti penitenziari

L’intervento degli agenti ha evitato che ci fossero conseguenze peggiori. La protesta, dopo quella avvenuta il 22 maggio scorso quando una ventina di reclusi appiccarono le fiamme creando danni ad un’intera sezione, è stata rappresentata oggi pomeriggio da un solo carcerato che però pare abbia agito anche a nome di altri che si dicono contrari alla rigidità del protocollo penitenziario

Ha provato a dare fuoco al materasso della cella in cui è detenuto nel carcere di via Cavour, intossicando anche due agenti della polizia penitenziaria. È questo quanto accaduto poche ore fa all’interno del Penitenziario del capoluogo di regione.

Poco dopo il primo pomeriggio, il detenuto ha inscenato una protesta, appiccando l’incendio nella sua cella.
Le fiamme si sono subito propagate dal materasso, ma grazie al tempestivo intervento dei due poliziotti sono state scongiurate conseguenze peggiori.

Tant’è che non si registrano danni all’interno della sezione dove è ristretto il recluso. Ma i due poliziotti, invece, sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari a causa dei sintomi causati dall’inalazione del fumo.

Il motivo che avrebbe scatenato la reazione del recluso (sostenuto anche da altri che però pare non abbiano partecipato attivamente alla protesta) è sempre lo stesso: il rigore del disciplinare all’interno della casa di reclusione.

Motivo che già il 22 maggio scorso vide in atto una protesta assai più eclatante consumarsi proprio all’interno delle mura carcerarie del capoluogo di regione.

In quella occasione di fu una vera e propria rivolta con una ventina di ospiti del Penitenziario che si barricarono in nella seconda sezione della struttura (quella dove si trovano i detenuti ‘comuni’) appiccando il fuoco a diversi oggetti compresi una quindicina di materassi e urlando dai finestroni “attenzione” e “riguardo” per la loro protesta.

Dopo quelle ore di paura, la protesta rientrò e non senza conseguenze: sono stati infatti subito trasferiti gli otto detenuti considerati tra i responsabili principali di quella manifestazione. Così un detenuto è stato trasferito fuori regione, gli altri 7 sono stati portati tra i carceri di Larino e Isernia.

Sono due le inchieste avviate su quei fatti, la prima della Procura della Repubblica di Campobasso e la seconda interna, affidata al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria che sta facendo luce sulla vicenda e ha parzialmente ricostruito quanto successo.

Per quanto riguarda il tentativo di incendio odierno invece se da una parte c’è un gran lavoro amministrativo che si sta conducendo per tentate di modificare nei limiti di legge quelle disposizioni ritenute particolarmente rigide della passata direzione, dall’altra si procederà anche in questo caso con un’inchiesta interna a carico del recluso ma anche a carico di alcuni episodi che lo stessi assieme ad altri compagni della struttura avrebbe denunciato in merito a fatti e circostanze che non riescono più a tollerare in prospettiva del rispetto della pena.