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Comitato S.Timoteo propone un accordo possibile con Vasto per salvare il Punto Nascite

Favorevolissimi al ricorso al Tar, ma anche consapevoli che “tante cause giudiziarie sono state vinte contro la chiusura di ospedali molisani come Larino e Agnone eppure non è cambiato nulla”. Quindi bene la strada da percorrere davanti alla giustizia amministrativa contro la chiusura del Punto nascite dell’ospedale San Timoteo di Termoli, ma anche una proposta. Concreta, e a loro dire, “fattibile”.

Il Comitato San Timoteo, nato sei anni fa per tutelare e proteggere dalla mannaia dei tagli il presidio ospedaliero bassomolisano (di fatto l’unico rimasto) va oltre la protesta e fa una proposta pratica, illustrata mattina dal presidente Nicola Felice che al termine dell’incontro con la stampa ha scelto di dimettersi, “fare un passo indietro” per lasciare il testimone a qualcuno che possa mettere nella battaglia in difesa della sanità pubblica “nuova linfa vitale”, garantendo tuttavia di voler continuare a prestare il suo impegno e a dare il suo contributo. Al netto di una legittima amarezza per una voce inascoltata come quella del Comitato, che sebbene abbia lanciato il grido di allarme procedendo da sempre anche nella elaborazione di strategie sottoposte alla Asrem, non ha avuto riscontri reali tanto che si è arrivati al punto in cui “ci si stracciano le vesti adesso che è tardi”.

Una idea per salvare comunque il Punto Nascite il Comitato ce l’ha. E consiste in un accordo con Vasto, nella vicina regione Abruzzo (“A guida centrodestra, come il Molise”) per “portare a Termoli, nel reparto di Ostetricia, gli stessi operatori sanitari che operano a Vasto e che seguono moltissime pazienti bassomolisane”. Una sorta di convenzione che, ha precisato Nicola Felice, “Si può far partire da subito con un accordo tra le due Regioni e che noi riteniamo fattibile sia per l’affinità politica tra le due regioni sia perché è lo stesso Commissario straordinario alla Sanità a indicare una strada del genere nei suggerimenti a margine del decreto di chiusura del Punto nascite. Questo – ha concluso – consentirebbe di non chiudere il reparto, coerentemente con le indicazioni emanate dal Tavolo tecnico e dal Ministero che hanno sempre richiamato la possibilità di individuare soluzioni alla salute tramite tra strutture ospedaliere limitrofe”.

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A questo si aggiunge l’appello alla politica, che oggi è chiamata a prendere decisioni fondamentali per la sopravvivenza della sanità pubblica sul territorio, facendo “quello che negli ultimi anni si doveva fare e non è stato fatto, cioè chiedere e ottenere una deroga rispetto al decreto Balduzzi che impone un solo ospedale in Molise”. Gli occhi di tutti sono puntati proprio sul Piano Operativo sanitario che sta redigendo l’Agenzia Agenas, dal quale sarà possibile capire il futuro degli ospedali territoriali di Termoli e Isernia. Il Piano Triennale potrebbe arrivare a breve, accelerato anche dal ricorso che i sindaci e le donne del BassoMolise stanno presentando: l’autorizzazione a costituirsi in giudizio è stata approvata oggi in Giunta Comunale a Termoli con apposita delibera.