Comincia l’era Gesuè alla guida del Campobasso: “Squadra costruita per stare in alto”

Il nuovo numero uno dei Lupi fissa gli obiettivi stagionali e annuncia l’acquisto del bomber ex Cesena Danilo Alessandro, atteso domani pomeriggio in città. Sul “repulisti” che ha sancito l’addio a Minadeo nessuna chiusura definitiva: “Quello trascorso è stato un anno pesante per tutti, ci siamo detti una cosa: stacchiamo la spina e prendiamoci una pausa di riflessione. Non abbiamo chiuso il libro della storia di Tonino a Campobasso: le porte sono ancora aperte”

Il corso della storia – recente, anzi, recentissima – del Campobasso Calcio è cambiato una manciata di settimane fa. Precisamente il 10 giugno scorso, quando Mario Gesuè, attraverso la “Halley Holding” ha acquisito la maggioranza delle quote del club.

Da quel momento sono passati giorni di nebulosa e incertezze, di interrogativi complessi; ma soprattutto di capovolgimenti interni capaci di mischiare nuovamente le carte dell’organigramma societario

Oggi pomeriggio, venerdì 26 luglio, il nuovo patron rossoblù ha ufficialmente presentato ai tifosi il “suo” progetto sportivo e la sua idea imprenditoriale, nel corso della conferenza stampa andata di scena al Centrum Palace di Campobasso. 

“La nostra sarà una squadra di giovani ed esperti, per un campionato di livello. Siamo davanti ad un percorso cominciato non ora, ma da poco più di 365 giorni. È vero: non abbiamo esperienza in altre proprietà calcistiche, ma abbiamo quella di imprenditori e oggi il calcio è cambiato: si cerca di sempre di creare una società virtuosa, in cui ci si possa permettere di avere dei ricavi e di reinvestirli nella maniera migliore. Ed è questo che vogliamo fare per questa piazza – ha spiegato Gesuè – Abbiamo già investito in questa città oltre un milione e 400mila euro in un solo anno, ovvero fino al 30 giugno scorso: un capitale che è stato impiegato dalla holding per coprire e sanare perdite a bilancio di circa 600mila euro, tra vertenze e debiti.

Abbiamo fatto sforzi importanti: il nostro lavoro è costruire una società che abbia una sua forza economica e una sua identità, perché vogliamo lasciare ai tifosi una realtà solida, un patrimonio – non solo storico – importante. Ecco perché dobbiamo pensare di essere sostenibili a 360 gradi”. 

Per raggiungere gli obiettivi – sportivi e di crescita generale – prefissati, però, la nuova proprietà ha aperto al sostegno da parte di istituzioni e di altre realtà imprenditoriali del territorio: “Abbiamo bisogno che gli imprenditori della città ci diano una mano, che le istituzioni ci diano una mano: per andare in serie C servono garanzie da un punto di vista istituzionale e strutturale. Parliamo del nostro campo di gioco, ad esempio: un terreno più nemico che amico a causa delle sue condizioni.

Su quel prato abbiamo messo più di 50mila euro e con quei soldi, magari, avremmo potuto comprare un attaccante in più. Eppure, nonostante non sia un bene di nostra proprietà, non ci siano tirati indietro e ce ne siamo occupati,  ma non dovremmo essere lasciati da soli in queste circostanze. E poi c’è un terzo elemento per me significativo – ha spiegato Gesuè – ovvero il ruolo dei media: credo siano fondamentali per una squadra di calcio. Se vogliamo dare più attrattiva e più visibilità al Campobasso Calcio il loro apporto è essenziale”. 

Gesuè Campobasso calcio

Sul futuro e sugli obiettivi stagionali: “Devo innanzitutto dire grazie ai tifosi, perché dopo gli ultimi venti anni di calcio passati qui, è un miracolo vedere questa risposta: io avrei perso la voglia di andare allo stadio. Quello che vi posso garantire – ha spiegato l’imprenditore – è che abbiamo cominciato un percorso diverso: nella scelta dello staff tecnico e dei giocatori, all’insegna della serietà, dell’impegno e della voglia di andare più in alto possibile. Abbiamo scelto un mister che ha fatto un atto di fede, il migliore della categoria per me: è venuto a Campobasso perché abbiamo la fortuna di presentarci con una piazza importante. Questa squadra è stata costruita per stare in alto”. 

Poi la conferma di un prestigioso colpo di mercato: “Ieri siamo tornati in città col giocatore più forte della scorsa stagione, un attaccante da 100 gol in 300 partite. Annuncio – continua Gesuè – che Danilo Alessandro è un giocatore del Campobasso. Era ambito da tutti: domani sarà da noi nel pomeriggio, ma le firme sul contratto già ci sono”. 

Il “repulisti” che ha coinvolto anche gli alti piani della dirigenza ha comportato anche un “epurato” illustre, beniamino e bandiera dei tifosi: Tonino MinadeoMa Gesuè sembra in qualche modo voler scacciare l’ipotesi dello strappo definitivo: “Siamo in un percorso nuovo, cominciato 365 giorni fa, non oggi. Un percorso portato avanti con una struttura societaria diversa. La proprietà ha scelto, partendo da alcune certezze: Nicola Circelli è una di queste, come amministratore delegato della società, così come stabilito dal contratto.

Gesuè Campobasso calcio

Polcino, invece, ha già spiegato i motivi della separazione, attinenti a visioni diverse; alla fine ci si stringe la mano e si va avanti. Quanto a Minadeo: non lo devo presentarlo io alla piazza, anzi, è stato lui a presentare a noi questa città. Quello trascorso è stato un anno pesante per tutti, ci siamo detti una cosa: stacchiamo la spina e prendiamoci una pausa di riflessione. Non abbiamo chiuso il libro della storia di Tonino Minadeo a Campobasso: le porte sono ancora aperte”.