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Campobasso alza la voce contro il decreto sicurezza: “Salvini una m….” e “5 Stelle complici”

La mobilitazione contro le politiche sull’immigrazione del governo Lega-M5S riparte da Campobasso, la città che nelle scorse settimane ha espresso il suo pensiero sul ministro Matteo Salvini con una serie di striscioni e che alle Amministrative ha votato in massa per Roberto Gravina (M5S) piuttosto che per la candidata leghista Maria Domenica d’Alessandro. E’ in questo contesto che si è svolto oggi pomeriggio (8 luglio), davanti alla Prefettura del capoluogo molisano, il presidio per rilanciare la battaglia contro il decreto sicurezza e per ribadire i valori della Costituzione. 

Italo di Sabato immigrazione

Ad organizzare la manifestazione Uniti per la Costituzione, Cgil Molise, Anpi Molise, Libera Molise, Casa del Popolo, Unione degli Studenti del Molise, Sinistra Italiana del Molise, Partito democratico del Molise. Peccato che sia presente solo una cinquantina di persone, ma forse perchè è un caldo pomeriggio estivo e la città già è semivuota per le vacanze. E poi “è una iniziativa organizzata in due giorni” ma è “una lotta di carattere culturale, politico e sociale”.

A terra gli striscioni contro “il ministro dell’odio” e contro il Movimento 5 Stelle “complice di Salvini”.

Michele Durante, ex presidente del Consiglio comunale di Campobasso ed attuale esponente del Pd, non ha esitato a definire il capo del Viminale “una m…. Ora il ministro mi denunci pure”. Durissimo il suo intervento: “Il Governo taglia in Finanziaria i fondi alla sanità e alla scuola, allo stato sociale. Mentre affiliamo i coltelli contro bambini, donne e uomini che arrivano da situazioni di miseria e da drammi umani, vengono negati gli stessi diritti ai malati, ai giovani, alle persone meno abbienti. Noi abbiamo il diritto e il dovere di opporci a questo”. Ma “noi – ha incalzato – abbiamo contribuito a fare in modo che una m…. come Matteo Salvini diventasse il padrone d’Italia. Dobbiamo restare umani e dimostrarlo nei rapporti di ogni giorno”.

Italo di Sabato invece ha criticato i “pacchetti sicurezza” degli ultimi governi, da Maroni a Minniti fino al decreto sicurezza bis che “è l’ampliamento di quanto prevede il decreto Minniti-Orlando”. E “l’intolleranza dobbiamo sconfiggerla con l’azione quotidiana”.

Invece Franco Novelli, referente regionale di Libera, si scaglia contro quella parte del Parlamento che “rappresenta una zona grigia, che fa finta di non vedere e di non sentire. Anche i 5 stelle sono complici di questo degrado”.

Il presidio è stato anche un momento per approfondire il tema del regionalismo differenziato che introdurrà “la divisione dell’Italia tra il Nord e il Sud”, la fuga dei giovani dal Molise. Infine, l’invito ai molisani: “Dobbiamo esprimere il nostro attaccamento al territorio per riequilibrare le sorti del Meridione rispetto al Nord”.