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Assunto giovane ginecologo: è l’unico che ha risposto all’avviso. I medici chiamati dai sindaci fuori gioco perché pensionati foto

Contrattualizzato, grazie all’interessamento del primario facente funzione Molinari, un medico che ha manifestato interesse per l’avviso pubblico Asrem scaduto lunedì. Nessun altro ha risposto. I dottori contattati dal sindaco Roberti e altri colleghi sono pensionati e non potrebbero comunque lavorare in corsia. La dottoressa Fiadino, anche lei assunta, prenderà servizio solo a settembre e per il momento il rinforzo con un camice bianco non basta a garantire lo standard di sicurezza e le turnazioni corrette. Intanto è attesa a ore la decisione del Tar sulla sopravvivenza del Punto Nascite.

All’avviso pubblico della Asrem fatto in urgenza per “reclutare” ginecologi per il reparto del San Timoteo e riportare così il numero dei medici in servizio a una soglia “accettabile” non ha risposto nessuno. Nessuno tranne uno, già contrattualizzato, e che oggi stesso prenderà servizio. E’ un ragazzo che da poco ha terminato la scuola di specializzazione e, da quanto si apprende, ha manifestato la volontà di lavorare a Termoli grazie all’interessamento del primario facente funzione Bernardino Molinari.

Una buona notizia, che non cancella le altre cattive notizie che gravano sul Punto nascite, per il quale entro giovedì è attesa la decisione dei giudici del Tar. Confermeranno la sospensiva, quindi terranno aperto il reparto? Oppure daranno ragione, atti alla mano, al decreto del Commissario Giustini che ha chiuso ai parti per gravi problemi di sicurezza?”. Un rebus che sarà sciolto a breve, mentre il clima di attesa si surriscalda.

A fine estate prenderà servizio la dottoressa Elvira Fiadino, anche lei assunta di recente e in seguito all’atto-mannaia che ha scatenato il caos a Termoli bloccando, di fatto, i parti. Per ragioni contrattuali l’ostetrica non potrà fare il suo debutto al San Timoteo prima di quella data.

E, sempre a settembre, potrebbero arrivare altri medici specialisti utili a rinforzare il numero dei camici bianchi operativi, che al momento sono soltanto 3, uno dei quali beneficiario di legge 104 e quindi svincolato dalle prestazioni aggiuntive. A giugno dello scorso anno c’erano, in più, 4 giovani dottoresse che tuttavia se ne sono andate, per ragioni personali, due a Vasto, una a Lanciano e una al nord Italia. Quest’ultima dovrebbe rientrare a Termoli a breve.

Dei medici promessi dai sindaci per ora non c’è traccia. A quanto pare due dottori che il primo cittadino di Termoli Roberti aveva contattato personalmente, e che avevano a parole espresso interesse a venire a Termoli, sono pensionati. E poiché il Ministero ha chiuso alla possibilità di far lavorare i medici in quiescenza non se potrà fare nulla.

Il dottor Biondelli, uno dei ginecologi più gettonati del San Pio di Vasto, termolese di origine, non ha alcuna intenzione di trasferirsi al San Timoteo. La trattativa intrapresa mediante alcuni dirigenti Asrem non è andata a buon fine, come peraltro si poteva sospettare.

Per ora la situazione dunque è in stallo. Al di là delle parole, delle promesse, delle dichiarazioni di speranza, il personale di ginecologia del San Timoteo è al di sotto della soglia minima. E il numero di parti non aiuta. I tre bambini nati nelle due settimane di attività del Punto nascite nelle more della sospensiva concessa lo scorso 8 luglio non modificano il dato.

Infine una incognita che pesa come un macigno: nel nuovo Piano Operativo sanitario il Punto nascite di Termoli è previsto o no? Lo strumento non è ancora stato presentato, sebbene i tecnici di Agenas – ai quali si è affidato il Commissario – avrebbero dovuto sottoporlo all’attenzione già divere settimane fa. Probabile che si aspetti l’esito della vicenda giudiziaria, e che solo dopo una decisione più chiara si passi ad affrontare il vero punto nevralgico del futuro del San Timoteo.