Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Stop ai microinfusori per diabetici, Chimisso: “Altro segnale che vogliono chiudere l’ospedale”

La vice sindaco uscente e candidata di ‘Unione per Termoli’ Maricetta Chimisso mette in evidenza un altro aspetto della carenza di servizi dell’ospedale San Timoteo.

Secondo la Chimisso infatti “c’è una strana vicenda che interessa il presidio ospedaliero San Timoteo di Termoli e rientra nel tentativo complessivo di depauperare i servizi che eroga, anche quando funzionano e non comportano aggravio di spese. Questa volta non tocca ad un reparto, ma ad un servizio, quello dell’impianto dei microinfusori nei pazienti diabetici di tipo 1”.

L’assessora al Sociale spiega cos’è il microinfusore. “È un piccolo computer che eroga insulina da una pompa. È collegato ad un sensore e consente il monitoraggio continuo della glicemia e la prevenzione delle complicanze legate alla malattia diabetica. Presso l’ospedale di Termoli il trattamento dei pazienti con diabete giovanile attraverso l’impianto dei microinfusori è una pratica diffusa dalla fine degli anni ’90: oggi il reparto di diabetologia del nostro ospedale vanta una percentuale di impianti pari al 60% dell’intero territorio regionale, con caratteristiche di attrattività verso pazienti che provengono non solo da tutto il Molise, ma anche da regioni limitrofe.E qui arriva la stranezza”.

Infatti da qualche tempo questa pratica non avviene più al San Timoteo. “Con determinazione dirigenziale 201 del 17 ottobre 2018 – scrive Chimisso -, il Direttore generale per la salute della Regione Molise impone la prescrizione e l’impianto “unicamente” presso il presidio ospedaliero di Campobasso. In altre parole, a Termoli non si possono più impiantare microinfusori. E perché? Perché per l’ ”elevato livello tecnologico e specialistico” dei microinfusori “la prescrizione e l’impianto” devono effettuati “unicamente presso l’Unità operativa complessa centro di riferimento regionale di Diabetologia” cioè presso il Cardarelli di Campobasso. Detto in parole povere, solo lì, e non a Termoli (!) si trovano gli “specialisti del team multidisciplinare esperto in tali tecnologie”.

Per la candidata consigliera “le ragioni della determina certo non sono le esigenze di risparmio, visto che la prestazione può essere rilasciata, senza nessun aggravio di spese, anche a Termoli e presso gli ambulatori territoriali. E poi quella della diabetologia di Termoli e prima ancora di Larino è una storia pluridecennale, connotata dall’alta specializzazione, dalla lunga esperienza e dalla capacità di anticipare di molto l’attività di altri centri regionali, tant’è vero che gli infermieri del reparto di Termoli sono formatori nelle tecniche di impianto.

A che scopo aggravare il trauma della scoperta di una malattia cronica e potenzialmente invalidante nei pazienti giovani e giovanissimi con i “viaggi della speranza” tra Termoli e Campobasso, invece di favorire il ritorno della mobilità passiva dall’Abruzzo?

A proposito dell’Abruzzo: i microinfusori si impiantano presso gli ambulatori diabetologici di Chieti, Vasto (sic!), Ortona, e negli ospedali di Lanciano, Chieti e Pescara.

Purtroppo gli appelli finora lanciati al presidente Toma e alle autorità regionali sono rimasti inascoltati, il che conferma i sospetti che questo governo regionale e nazionale voglia chiudere l’ospedale di Termoli, con la complicità dei loro amici locali. Trasformando di fatto i termolesi in pazienti di serie B”.