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Soppresse le corse dei bus verso l’ospedale: “Calpestati i nostri diritti”. Seac: “Ci sono pochi utenti”

Dal canto suo, la Seac difende la misura: “Non possiamo tenere in piedi un servizio per 6 o 7 persone che arrivano dai paesi per andare all’ospedale”, ha spiegato l'amministratore della società Costantino Potena. Ma intanto i disagi aumentano soprattutto per chi - in gran parte anziani - arriva da fuori città per raggiungere il nosocomio locale.

Ancora polemiche sulla Seac. A generarle, questa volta, malcontento e musi lunghi per la sospensione di alcune corse bus in direzione del Cardarelli, nel nuovo piano in vigore dal 10 giugno scorso.

Nello specifico, a subire i tagli maggiori proprio le tratte urbane che partono dal terminal per raggiungere direttamente l’ospedale: dalle 9.10, orario dell’ultimo stop mattutino, c’è infatti un “buco” di tre ore circa, con il passaggio del bus immediatamente successivo fissato alle 12.05.

La decisione dell’azienda del trasporto pubblico, presa in concomitanza con il periodo estivo, sembra aver suscitato infatti parecchie perplessità e qualche disagio in più per gli utenti che hanno bisogno di raggiungere l’ospedale anche in orari diversi da quelli attualmente garantiti, magari per far visita a un familiare ricoverato nel nosocomio di contrada Tappino.

Una problematica assai spinosa non tanto per i residenti del capoluogo – che dalle fermate cittadine possono raggiungere facilmente il presidio sanitario tramite il servizio autobus praticamente ad ogni ora della giornata, pomeriggio incluso – ma piuttosto per quanti provengono da fuori città: l’attuale “copione” obbliga infatti costoro a raggiungere il terminal bus, prima di montare sulla navetta che li “traghetterà” in centro città; solo allora potranno finalmente salire sul bus in direzione “Cardarelli”.

Un bel grattacapo, in effetti. Anche perché il rischio di attese e ritardi, in questo modo e con tutti questi trasbordi, è sempre dietro l’angolo.

“Non possiamo tenere in piedi un servizio per 6/7 persone che arrivano dai paesi per andare all’ospedale – ha spiegato ai microfoni del Tg3 Rai qualche giorno fa l’amministratore della Seac Costantino Potena – E comunque c’è sempre la possibilità di andare. Per il momento non ci saranno cambiamenti, se ci dovessero essere condizioni migliori o se ci dovessero imporre di cambiare, siamo sempre a disposizione”.

Sulla questione alza la voce l’Adoc Molise: “Con l’arrivo della stagione estiva, arrivano, puntualmente, cancellazioni e riduzioni di corse degli autobus della città capoluogo, con enormi disagi per chi utilizza il mezzo pubblico per spostarsi, in primis per gli anziani e, in particolar modo, per chi arriva da fuori città – si legge nella nota – Molti cittadini regionali hanno protestato per questo motivo, lamentando anche l’assenza di comunicazioni chiare al riguardo”.

Il taglio delle corse, secondo il parere dell’associazione, rappresenta dunque un forte disagio per i fruitori del trasporto pubblico su gomma: “In questo modo – commenta il presidente regionale Nicola Criscuoli – si calpestano i diritti degli utenti di mezzi pubblici già colpiti da riduzioni del servizio. Cancellando e riducendo alcune corse, i cittadini più deboli, gli anziani in particolare, avranno molte difficoltà a raggiungere luoghi sensibili come, appunto, l’ospedale cittadino”.

Per l’Adoc, in particolare, non si può prescindere da un attento monitoraggio dei servizi per offrire maggiori garanzie agli utenti: “È assolutamente opportuna, per il futuro – si afferma nel comunicato – una condivisione dell’organizzazione dei trasporti per gli orari e per le corse, anche con la collaborazione delle associazioni dei consumatori e degli utenti molisane interessate al problema trasporti.

In altre parole, per evitare tali problematiche, occorre prevedere il monitoraggio dei servizi. Occorre realizzare una specifica struttura di ‘Osservatorio per la mobilità ed i trasporti’ della quale dovranno far parte le associazioni degli utenti. Auspichiamo – prosegue Criscuoli – che la nuova amministrazione del capoluogo si dimostri sensibile a tale rilevante problematica”.

A stretto giro di posta arriva anche la replica della società che si occupa del trasporto urbano all’Adoc: “La Seac ad oggi non ha ricevuto un centesimo dal Comune per il servizio che sta svolgendo”. Inoltre “ogni modifica del servizio avviene d’intesa con l’Amministrazione”.

E ancora: “Nel periodo non scolastico il servizio da sempre ha subito riduzioni per permettere al personale di godere delle ferie”.

Quest’anno la riduzione è scattata per due motivi: “La Regione Molise ha ridotto il contributo del solo costo e non dei chilometri del 30%”, mentre “il Comune ha ridotto le percorrenze chilometriche da 1.360.000 a 950.000 chilometri. Si è reso necessario ridurre le linee per restare nel limite delle ultime percorrenze concesse. Nella fattispecie è stato anche ridotto il numero dei dipendenti. L’attuale situazione di riduzione è molto più evidente nel periodo estivo perchè i chilometri tagliati sono di gran lunga inferiori a quelli del servizio invernale”.

Ultima punzecchiatura al veleno: “Mi piacerebbe – scrive Potena – che l’avvocato Criscuoli prima di fare il “paladino” e sparare a zero sulla nostra società si informasse”.