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Rubinetti a secco, migliaia di persone in emergenza. La crisi accelera il collaudo del Molisano Centrale

Acqua con il contagocce. Crisi idrica, ancora una giornata di disagi fortissimi in Basso Molise e in modo particolare a San Martino in Pensilis, Larino, Portocannone, Ururi, Campomarino. Le autobotti della Protezione Civile hanno fatto il giro senza sosta per rifornire le popolazioni che da sabato stanno soffrendo di una gravissima carenza, dovuta alla necessità di ridurre al minimo la portata del flusso dalla diga di Ponte Liscione al territorio bassomolisano in quanto i filtri dell’impianto di potabilizzazione devono essere lavati e sottoposti a una procedura di manutenzione.

Un intervento – dicono da Molise Acque – che si sta rivelando più lungo del previsto e che probabilmente verrà ultimato mercoledì, quando la potenza del flusso dovrebbe tornare regolare. Fino a quel giorno si andrà avanti con l’acqua razionata, i bidoni e le bottiglie da riempire in piazza.

Anche domani, martedì, sarà una giornata di problemi e le Amministrazioni comunali sottolineano: “Noi non c’entriamo, è un problema di Molise Acque”.

“Capisco la situazione critica – scrive il sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo – ma non dipende dal comune. Da parte nostra tutta la buona volontà a gestire la risorsa idrica al meglio, ma in questo caso a mancare è proprio la materia prima, ovvero l’acqua”. Petacciato stasera chiuderà i rubinetti alle 23 per riaprirli domattina con un livello di serbatoio che dovrebbe arrivare a 316 metri cubi.

Difficilissima la situazione anche a San Martino in Pensilis (foto) dove a parte un paio di ore di acqua a bassissima pressione in mattinata, l’emergenza prosegue. Il sindaco Gianni Di Matteo ha sollecitato sia Molise Acque che le autobotti, arrivate a rifornire i residenti. Cresce la rabbia e la frustrazione fra i cittadini per una situazione considerata inaccettabile.

Il rovescio della medaglia, che in questa circostanza è paradossalmente positivo, è che questa prolungata emergenza ha dato un’accelerata al collaudo dell’ Acquedotto Molisano Centrale, un’opera strategica e di vitale importanza per il territorio che comincia a entrare in funzione dopo dodici lunghi anni, tra ritardi, intoppi burocratici e problemi ai lavori.

Se ne sono interessati in molti, prima fra tutti la consigliera regionale del M5S Patrizia Manzo, che ha presentato una interrogazione circostanziata nello scorso dicembre alla quale il Governatore Donato Toma ha risposto diramando il cronoprogramma, che mette in evidenza come in realtà, rispetto alle garanzie di attivazione, i tempi si siano dilatati ulteriormente.

Copia_DocPrincipale_risposta_scritta_presidenza_int_2019

Consiglio regionale Molise

Proprio oggi Primonumero.it ha scritto, dopo le opportune verifiche, che la notte tra domenica e lunedì è stato realizzato un bypass tra il Molisano centrale e il serbatoio di Monte Arcano che serve le campagne di Larino i comuni di San Martino, Ururi e Portocannone. Prove di collaudo che aumentano la speranza di avere presso acqua di sorgente. E questo è valido almeno per cinque Comuni. Si tratta di Termoli, dove a Difesa Grande l’anno scorso l’amministrazione ha realizzato il serbatoio per la interconnessione con lo schema del molisano centrale, Larino (dove il sindaco Puchetti ha avviato e sta per concludere i lavori al nuovo serbatoio di Monte Arone) e, con effetto a cascata, San Martino, Ururi e Portocannone. Qui entro luglio, almeno in parte, l’approvvigionamento dal Liscione dovrebbe essere sostituito, almeno in parte, da quello dell’acqua di sorgente. “Dopo la prova fatta con il bypass – dichiara Puchetti, sindaco di Larino – sono più fiducioso. Noi abbiamo fatto quello che c’era da fare e stiamo concludendo. Ora tocca alla Regione, ma noi siamo pronti”.