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Rio Vivo senza regole: isola pedonale invasa dalle due ruote e si sfiora il dramma

Tutto avviene alla luce del sole, come se il cartello recante la scritta ‘Area pedonale’ con il simbolo del divieto di transito a mezzi motorizzati non esistesse. “Quando qualcuno glielo fa notare dicono che non ne erano al corrente o si giustificano dicendo che lo fanno tutti”.

C’era una volta l’area pedonale di Rio Vivo: il tratto, lungo circa 200 metri, che costeggia gli stabilimenti balneari siti sul Lungomare sud, è divenuto impraticabile. Il tutto sotto gli occhi dei balneatori che da diversi, troppi anni, chiedono maggiori controlli, senza tuttavia ottenere giustizia. Tra file di motorini che impediscono il passaggio e mezzi a due ruote che sfrecciano indisturbati, ed in barba al cartello che vieto l’ingresso ai mezzi motorizzati, scendere in spiaggia è un’impresa titanica.

C’è chi inciampa, chi deve sperare di avere i riflessi pronti e l’udito felino per riuscire a spostarsi in tempo prima di essere investito e mamme che, assieme ai passeggini, sono costrette a fare lo slalom per raggiungere l’ombrellone. “Non esiste solo il Lungomare Nord: lo rivalutano di continuo, con piante, piste ciclabili e ci sono sempre gli ausiliari della sosta a controllare l’avvenuto pagamento, mentre qui non viene nessuno”, confida Marta Rosati della Bahia Azzurra a Primonumero.it.

Area pedonale Rio Vivo

Decidere di percorrere il tratto è come partecipare ad un ‘Hunger Games’, per sfruttare una metafora hollywoodiana, in cui in palio c’è davvero la vita: quella dei più piccoli che rischiano, quotidianamente, di essere investiti da scooter e moto. E ieri, domenica 23 giugno, il dramma è stato sfiorato: un ragazzino di 8 anni è stato investito da un ragazzo che, in sella al suo scooter, percorreva indisturbato la zona destinata ai pedoni. Per fortuna non è successo nulla di grave ed il ragazzino sembra non aver riportato gravi traumi, ma è a rischio la sicurezza di centinaia di bambini che giocano e passeggiano su quella che, per legge, è riconosciuta come area pedonale.

Oltre allo spettacolo indecoroso, come fanno notare sia i balneatori che diversi residenti e che è sotto l’occhio di chiunque si trovi a transitare in zona, la questione è aperta e si protrae da diverso tempo, senza che nessuno sia intervenuto per cercare una soluzione al problema. E a farne le spese sono gli stessi genitori ed esercenti che, come Don Chisciotte, se la vedono con i mulini a vento: “Sono anni che combattiamo per mettere in sicurezza l’area – continua Marta Rosati – Abbiamo chiesto di posizionare una catena ai due ingressi e ci è stato risposto che non era possibile perché avrebbe creato un ostacolo ai mezzi di soccorso, anche se loro non percorrono la strada. Due anni fa abbiamo chiamato il 118 perché un ragazzo si era fatto male mentre giocava a beach volley, i sanitari sono arrivati dalla strada principale, passando tramite il cancello che dà sulla strada. Abbiamo anche proposto di installare le telecamere, ma ci hanno risposto che non è possibile per il discorso della privacy”.

Eppure l’area pedonale sarebbe di competenza del Comune di Termoli, come conferma la titolare della Bahia Azzurra: “È  una barzelletta: questa strada è comunale, nella concessione demaniale pago anche questo pezzo di strada che passa tra la spiaggia e l’attività ed io me ne prendo cura, pulendo e curandolo. Qualche anno fa ho provato a mettere dei tavolini per impedire il continuo passaggio delle due ruote, sono arrivati i Vigili a multarmi perché la strada è pedonale ed io non posso occuparla con i tavolini. In quel caso era pedonale, però agli scooter è concesso passare?”.

Area pedonale Rio Vivo

Il sabato e la domenica poi, oltre alla distesa di motocicli parcheggiati o che sfrecciano a velocità sostenuta, il degrado si accentua a causa dei mezzi per la raccolta differenziata: “I camion dell’immondizia dovrebbero passare entro le 7.30 del mattino – fanno notare i balneatori – Ieri mattina, alle 9, c’erano tre camion della Rieco, fermi davanti agli stabilimenti, mentre i dipendenti erano a prendere il caffè al bar, creando ingombro, disagi ed un odore non proprio tipico della spiaggia”.

All’annoso problema che, ogni estate, colpisce la passeggiata di Rio Vivo, non sembra esserci rimedio, anche se i balneatori sperano in un cambio di rotta dell’amministrazione comunale che si sta insediando in queste ore: “Con il sindaco uscente non abbiamo mai avuto un dialogo – conclude Marta Rosati – Visto che c’è una nuova amministrazione chiedo al nuovo sindaco di venire a vedere la giungla che è diventata Rio Vivo, così che possa rendersi conto del pericolo e mettere in moto delle soluzioni efficaci”.