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Riapre la chiesa di S. Maria di Costantinopoli. Tutto pronto per festeggiare la Madonna della ‘ricotta’

Si svolgeranno domani – 11 giugno – i festeggiamenti in onore della Madonna di Costantinopoli, detta ‘della ricotta’. Alle ore 7.30 e 9.30 le sante messe e a seguire la tradizionale processione con i carri, accompagnata dal complesso bandistico Città di Bracigliano (Salerno). A seguire la celebrazione presieduta da don Mauro Geremia. Alle 21 si organizza “La notte delle candele” con i ragazzi delle scuole di Pietracatella. A seguire ci sarà il concerto di fiati e percussioni del complesso bandistico Città di Bracigliano (SA), in piazza S. Maria. In mattinata lo spettacolo di fuochi pirotecnici della ditta Baccaro&Puzo.

Per l’occasione riaprirà anche la chiesa S. Maria di Costantinopoli, chiusa per quasi 4 anni per i lavori per la messa in sicurezza.

“L’antico rito in onore della Vergine di Costantinopoli – spiegano gli organizzatori – convoglia in paese tantissimi fedeli, anche i migranti. La particolare denominazione deriva dal fatto che in passato, per la ricorrenza, il popolo beneficiava di una ripartizione gratuita di formaggio. Infatti la cosiddetta sagra della ricotta si è svolta il l’8 ed il 9 giugno. Ancora incerta l’origine della devozione. Tuttavia, da oltre duecento anni la comunità di Pietracatella celebra, nel primo martedì dopo la Pentecoste, la Festa della Madonna di Costantinopoli, conosciuta anche come la festa della Madonna della ricotta e dell’addiaccio. Per l’occasione, il piccolo centro della provincia di Campobasso è letteralmente preso d’assalto dai fedeli che hanno voluto prendere parte alle celebrazioni. Molto sentita e partecipata è stata la tradizionale processione, con la quale la statua della Vergine, realizzata nel 1695 dal Colombo (maestro di Paolo Saverio Di Zinno, autore dei Misteri), è stata trasportata lungo le vie del paese, ma anche al di fuori del perimetro del centro cittadino. L’usanza vuole, infatti, che il corteo percorra pure parte dell’area di 80mila metri quadrati tra i possedimenti terrieri della Confraternita che ha custodito e tramandato il culto nel tempo. Luoghi che in antichità erano dedicati al pascolo delle greggi e delle mandrie. Ed ecco spiegata anche la denominazione: Madonna della ricotta. In passato, nel giorno della festività, il popolo beneficiava di una ripartizione gratuita di formaggio e ricotta. Dunque, l’evento era particolarmente atteso”.

Altro aspetto folkloristico della cerimonia: “la presenza al corteo di carretti sui quali viaggiano i bimbi trainati dalle pecorelle”, si legge in una nota. Invece “l’evento clou, da un punto di vista religioso ed emotivo, è rappresentato dall’innalzamento della statua della Vergine su un altare ligneo. Atto che simboleggia la supervisione di Maria sulle sue genti, l’ascensione e il collegamento nella fede tra cielo e terra. Soddisfazione per la manifestazione da parte della Confraternita, che ha voluto evidenziare l’importanza della manifestazione sia per la religione che per la tradizione locale, la capacità della stessa di convogliare in paese i migranti e, al contempo, la forza di mobilitare nell’organizzazione della festa anche le giovani generazioni”.