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Rapine nelle farmacie, gli investigatori lavorano sulla “mano seriale”. Sotto tiro la piazza dello spaccio

I carabinieri indagano sul colpo consumato presso l'attività di Mirabello. La polizia invece è al lavoro sulla tentata rapina in via Monforte. Quasi certamente si tratta di giovani tossicodipendenti alle prese con il dramma del consumo di stupefacenti o dei debiti per droga. Determinanti potrebbero essere le immagini della telecamera di videosorveglianza della "Nerilli"

L’11 giugno la rapina nella farmacia di Mirabello. Una persona,  volto coperto e taglierino alla mano, 600 euro di bottino, colpo consumato e giovane in fuga a bordo di un’auto – guidata probabilmente da un complice – che era stata rubata a Campobasso e che sulla strada del ritorno è stata abbandonata all’altezza del cimitero di via San Giovanni.

La seconda rapina, sette giorni dopo. Ancora una farmacia. E il colpo tentato anche in questo caso durante l’orario di chiusura (come era accaduto a Mirabello). Un uomo, volto coperto e solite minacce. Ma questa volta il malvivente ha avuto la peggio. Nell’attività di via Monforte infatti la dottoressa era con il padre che all’intimidazione del rapinatore ha reagito cercando di immobilizzarlo e  causandone la fuga.

Per fortuna la farmacia è dotata delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero rivelarsi utili ai fini dell’attività investigativa condotta in queste ore dagli agenti della questura di via Tiberio.

Sul caso di Mirabello Sannitico sono in corso invece gli accertamenti dei carabinieri, che stanno passando al setaccio una serie di elementi che potrebbero a breve svelare il nome e il volto dell’autore della rapina perpetrata nel piccolo centro ad una ventina di chilometri dal capoluogo di regione.

Quasi certamente si tratta di giovani (le testimonianze del colpo tentato alla farmacia Nerilli raccontano infatti di un ragazzo di circa vent’anni, magrolino e piccolo di statura con i capelli lunghi) che bazzicano nel mondo dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti.

Non è escluso che per tutti e due i coli ad agire sia stata la stessa mano. La scelta di colpire le farmacie, di agire alla stessa ora, eppoi il modus operandi più o meno simile, sono tutti elementi sui quali sono in corso i riscontri degli investigatori.

Infine i riscontri scientifici, determinanti potrebbero essere oltre al contributo delle immagini che sono state estrapolate dalle telecamere della videosorveglianza anche gli eventuali rilievi delle impronte che potrebbe aiutare a capire se si tratta di qualcuno già conosciuto dalla banca dati delle forze di polizia.

Certo è che ai due casi si sta lavorando alacremente, a maggior ragione se ancora una volta sarà confermata l’ipotesi che si tratta di rapine derivanti dalla necessità di saldare debiti di droga o di acquistarla per spaccio o per consumo.