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800 schede tra contestate per caos disgiunto: il centrodestra valuta ricorso sperando nell’anatra zoppa foto

I candidati del centrodestra avrebbero incaricato già alcuni legali per studiare il ricorso e ottenere il riconteggio delle schede. Se infatti almeno 250 delle 800 schede nulle e contestate spettassero a loro, si otterrebbe la maggioranza dei voti di lista e, per il sindaco Gravina del M5S, l'ipotesi dell'anatra zoppa e la non governabilità.

Sono circa 800 le schede nulle e contestate a Campobasso: un numero impressionante, davanti al quale il centrodestra uscito sconfitto dalla competizione elettorale avrebbe  deciso di presentare ricorso con la speranza di vedersi assegnate almeno le 250 preferenze che occorrono per superare la fatidica soglia del 50% più uno dei voti di lista. E guadagnare la maggioranza in Consiglio anche se il sindaco è di un partito opposto, in questo caso il Movimento 5 Stelle.

Proprio mentre l’amministrazione targata Roberto Gravina prende ufficialmente il via con la proclamazione degli eletti in Municipio, arriva il colpo di scena. Gli avvocati del centrodestra sono già al lavoro per valutare il ricorso e ottenere la cosiddetta anatra zoppa, che si determina quando a diventare sindaco è un candidato eletto con una lista o un gruppo di liste (in questo caso solo una, il M5S) ma ad ottenere il 50 per cento dei voti di lista è una coalizione avversaria (in questo caso la coalizione di centrodestra). In pratica la speranza del centrodestra è che Gravina possa ritrovarsi senza maggioranza in Consiglio e quindi con governabilità ad altissimo rischio.

Oggi pomeriggio – 11 giugno – la fine dei controlli sui verbali elettorali da parte della commissione preposta che in questi giorni ha lavorato a palazzo San Giorgio e che ha certificato coloro che siederanno tra i banchi della maggioranza e dell’opposizione, in pratica i più votati della lista del Movimento 5 Stelle (vincitore al ballottaggio con il sindaco Gravina che si è insediato questa mattina), del Pd (che ha conquistato tre seggi più uno per l’ex primo cittadino sconfitto Antonio Battista). Infine in minoranza anche la candidata sconfitta Maria Domenica D’Alessandro e i primi eletti dei pariti della sua coalizione che hanno riportato il maggior numero di preferenze. Dunque, due seggi per i Popolari per l’Italia, uno per Forza Italia, uno per ‘E’ Ora’, due per la Lega e infine un posto per Fratelli d’Italia.

Il risultato delle urne insomma dovrebbe essere cristallizzato. Il condizionale è d’obbligo però. Dagli ambienti politici del centrodestra circola l’indiscrezione di un ricorso che sarà depositato a breve: lo stanno già studiando i legali a cui i rappresentanti e i coordinatori di alcune liste si sono rivolti. In prima battuta chiederanno il riconteggio delle schede: 800 voti non sarebbero stati assegnati  e alla coalizione di centrodestra, che al primo turno si è fermata al 49% delle preferenze, ne basterebbero 250 per ottenere la maggioranza in consiglio comunale.

Se andasse a buon fine, il riconteggio quindi potrebbe sparigliare le carte in tavola e addirittura provocare un clamoroso rovesciamento degli equilibri politici in Comune: se la coalizione di centrodestra infatti superasse il 50%, Gravina perderebbe la sua maggioranza a Cinque Stelle e si configurebbe l’anatra zoppa, sindaco di un partito e maggioranza di uno schieramento opposto.