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Dalla festa del tartufo agli incentivi: il Molise punta a valorizzare il suo ‘oro nero’

Il consiglio regionale lavora alla normativa per la conservazione del patrimonio tartufigeno locale: tanti gli spunti introdotti dal documento, che dopo il parere della Commissione consiliare competente, passerà all’attenzione dell’Assemblea legislativa regionale

Promuovere lo sviluppo del comparto tartuficolo locale, anche attraverso il recupero del ruolo  e delle competenze della Regione Molise in materia: questo l’obiettivo della proposta di legge presentata nelle scorse ore dai consiglieri Salvatore Micone, Armandino D’Egidio e Andrea Di Lucente.

Un documento scaturito dalla necessità di provvedere all’adeguamento – sin qui non ancora effettuato – della normativa regionale vigente ai nuovi principi della legge numero 56/2014, anche passando per l’abrogazione della precedente disciplina regionale.

La relazione illustrativa del testo “Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio dei tartufi e della valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale” (questo il  titolo della proposta di legge n. 69) evidenzia come, all’articolo 1, si preveda l’impegno della Regione nella promozione dello sviluppo e della valorizzazione “del settore tartuficolo attraverso la conservazione, il ripristino ed il potenziamento degli ecosistemi naturali nelle aree già idonee per specifiche attività anche mediante la messa a dimora delle piante tartufigene”.

Obiettivo in grado di  spingere dunque palazzo Vitale “che nella sua azione – così come riferito nella nota – si avvale anche del contributo delle associazioni del settore”, a sostenere le potenzialità turistiche, culturali, commerciali ed ambientali legati alla raccolta extraregionale e l’avvio di percorsi gastronomici dedicati.

Il documento prevede e inoltre identifica specifici indirizzi di tutela per la tartuficoltura, così come quelli inerenti all’assegnazione ed al riparto “delle risorse finanziarie tra Comuni o le Associazioni di categoria più rappresentative a livello regionale. Di conseguenza – continua il comunicato- alla Giunta regionale viene affidato il compito di adottare entro il 31 gennaio un Piano annuale di riparto delle risorse per la promozione del tartufo”.

Spazio anche alla “Festa regionale del tartufo molisano”, da tenersi ogni anno in un comune diverso (articolo 3), alla disciplina e alle caratteristiche delle tartufaie controllate e coltivate (articolo 4), agli incentivi per la “conservazione del patrimonio tartufigeno ai proprietari o possessori di terreni sui cui sono radicate piante arboree di riconosciuta capacità tartufigena” (articolo 5), mentre al sesto punto della proposta vengono stabilite le varietà di tartufi freschi destinati al consumo “con l’elencazione delle tipologie; l’articolo 7, infine, evidenzia come “i titolari di aziende agricole e forestali, o coloro che a qualsiasi titolo le conducono” possano costituirsi in associazioni o consorzi volontari per la difesa del tartufo, la raccolta e la commercializzazione, nonché l’impianto di nuove tartufaie”.

La proposta di legge passerà all’esame della Commissione consiliare competente e, dopo averne ottenuto il parere di rito, sarà inviata all’attenzione dell’Assemblea legislativa regionale.