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Piero Pelù racconta il concerto a Campobasso: “L’organizzatore voleva darmi eroina al posto dei soldi”

Nel libro di Franco Battafarano uscito di recente, si raccontano i momenti particolari dei maggiori gruppi rock degli anni '90 destinati a terminare i loro tour a Taranto che all'epoca si proponeva quale piccola capitale meridionale della musica di tendenza. I Litfiba si esibirono a Campobasso il 30 agosto 1991 e il leader della band ricorda come finì con l'organizzatore

Piero Pelù ricorda Campobasso: nel rammentare quel concerto del 1991 lascia che la città capoluogo – a qualche anno dall’inaugurazione di quello che diventò il nuovo Romagnoli e dove all’epoca potevano accedere fino a 22mila persone – compaia nella storia della musica italiana con un episodio dal sapore di “drugs and rock’n roll”.

Sì, perché Campobasso figura nel libro (uscito circa sei mesi fa e scritto da Franco Battafarano) che si chiama “Quando Taranto era la Firenze del Sud” e che racconta le band del rock tra aneddoti e curiosità, ricordi ed analisi di un periodo (1986-95) in cui Taranto era considerata la Firenze del Sud.

Litfiba, Diaframma, CCCP, Moda, Not Moving, Soundgarden, Thin White Rope, Steven Brown e Christian Death… nel meglio della scena rock italiana e internazionale esistiamo pure ‘noi’.

Il libro: un godimento per gli amanti del genere, un piacevole tuffo nel passato da pischelli per chi quei concerti li ha vissuti sulla sua pelle.

E’ il 30 agosto 1991 (l’anno prima – il 22 settembre 1990 – il Romagnoli aveva inaugurato la stagione dei concerti con Antonello Venditti), sono gli anni in cui amministra la democrazia cristiana: Gerardo Litterio, ha appena lasciato la fascia tricolore da sindaco di Campobasso a Vittorio Rizzi (1990-91) che cederà il posto a Vincenzo Di Grezia (1991-95).

Ma quelli sono pure gli anni in cui in televisione c’era Beverly Hills, le ragazzine imitavano Ambra Angiolini, su internet si viaggiava a 56 k, i videoclip si guardavano su Mtv, le uniche scarpe socialmente permesse erano gli anfibi o le palladium e la musica che si avvicendava tra generi molto diversi fra loro ebbe a vivere il suo momento migliore.

Ogni stile funzionava, dal grunge al gangsta rap, dalla dance hall alla disco passando dal pop fino all’intramontabile rock.

 Il 1991 è l’anno di “El diablo”. Piero Pelù e la sua band, i litfiba, sfondano ovunque. E – “el diablo tour” appunto – conta 88 date in giro per l’Italia e per l’Europa. E’ uno dei momenti migliori per la rock band italiana, che non disdegna la proposta di un concerto anche a Campobasso.

Così fu: show strepitoso, stadio stracolmo, ragazzine impazzite al ritmo del “proibito” e giovani inebriati da quello di “gioconda”… sta di fatto che concerto fu e successone anche.

Poi, spente luci e i riflettori fu il momento di pagare l’esibizione di successo che decretò Campobasso tra le 88 tappe del tour e Piero Pelù – perso nel  ricordo dei suoi innumerevoli successi – ha invece molto chiaro quello che accadde nel capoluogo molisano: l’organizzatore offrì eroina piuttosto che la somma pattuita.

Aneddoti, leggende, ricordi che si perdono nella storia seducente e pericolosa del rock e che tirano dentro pure Campobasso con i suoi scheletri nell’armadio, forse sempre esistiti soltanto ben nascosti dall’aria sorniona e apparentemente composta della piccola provincia.

Ma quel concerto, 28 anni fa, si chiuse negoziando eroina con grande risentimento di Piero Pelù… “Mamma mia, ariba ariba el Diablo”.