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Ospedali in crisi, tutti contro il commissario: “Ha fallito”. Toma e Pd scrivono al premier

Dal governatore Donato Toma ai consiglieri regionali del Pd Fanelli e Facciolla fino a Massimiliano Scarabeo ondata di proteste bipartisan contro il commissario alla sanità Angelo Giustini. Chiesto l'intervento del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte: "Siamo in una situazione d'emergenza, bisogna agire subito".

Ad un passo da una crisi senza precedenti. A tanto così dalla chiusura di interi reparti negli ospedali molisani dove mancano ortopedici, ginecologi, anestesisti, rianimatori, medici per la Medicina d’urgenza. Per evitarlo occorrerebbero subito almeno 20 sui 105 camici bianchi che il commissario alla sanità Angelo Giustini ha chiesto al Ministero della Salute. La deadline è fra circa 24 ore, domani mercoledì 5 giugno.

Una soluzione che, per il governatore Donato Toma, “poteva e doveva essere evitata”. Il capo della giunta regionale che per mesi ha aspettato di essere nominato lui stesso commissario (salvo poi essere escluso da una norma inserita nella legge di Bilancio 2018 approvata dal Parlamento) ora forse ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa accusando la gestione commissariale di “inadeguatezza e fallimento”. Il risultato? “Una situazione emergenziale e improcrastinabile”. Osservazioni che il presidente mette nero su bianco nella lettera inviata ieri – 3 giugno – al premier Giuseppe Conte.

Toma, Lucchetti e Sosto

A lui spiega che sarebbe stata necessaria seguire la strada indicata “dalla direzione dell’Azienda sanitaria molisana (Asrem), che aveva sollecitato, esattamente un mese fa, i commissari a validare le procedure che avrebbero consentito di avere personale e prestazioni sufficienti per garantire la continuità dell’operatività sanitaria su tutto il territorio. Così non è stato e ora i commissari si assumono la gravissima responsabilità, di fronte a tutta la comunità, di aver portato la situazione a un livello di crisi mai visto prima”. Quindi, sollecita un intervento immediato: “Bisogna agire e farlo subito. A rischio sono l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza e la tutela del diritto alla salute dei molisani”

A Palazzo Chigi arriva pure la lettera dei consiglieri regionali del Partito democratico Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla. Prendono posizione sulla sanità, argomento sul quale hanno presentato una interrogazione “per fornire soluzioni concrete e immediatamente perseguibili per uscire da questa pericolosa impasse”. I due esponenti dem parlano di “disastro sanitario dovuto all’inerzia e all’insipienza di Regione e commissari ad acta che, primo caso nella storia della Repubblica, ha visto, come unica proposta, la richiesta di far intervenire l’esercito per evitare la chiusura dei reparti ospedalieri”. 

La seconda richiesta sul tavolo del premier riguarda il Contratto di sviluppo istituzionale: “La programmazione delle risorse assegnate al Molise rischiano di “evaporare” in centinaia di piccoli progetti, invece di essere convogliati in un unico progetto strategico”. Il Pd lo ripete da tempo: bisogna utilizzare i 220 milioni di euro per l’infrastruttura più importante per la regione: il raddoppio della strada statale 647 Bifernina.

Infine, l’affondo di Fanelli e Facciolla: “È ora il momento di agire, è ora di lasciarsi alle spalle le campagne elettorali e pensare a governare, a risolvere i problemi, a programmare il futuro del Molise. Dove, ormai da oltre un anno, alle roboanti promesse del centrodestra non sono seguite azioni concrete, disperdendo in questo modo anche i risultati raggiunti, con enormi sacrifici, dal precedente governo di centrosinistra. Governo regionale e Governo nazionale si diano una mossa e, dopo un anno, inizino a lavorare, assicurando risultati ai molisani e non solo sterili spot da campagna elettorale permanente”.

Anche il consigliere regionale Massimiliano Scarabeo, esponente della maggioranza di centrodestra, chiede “misure straordinarie per uscire dallo stato emergenziale in cui ci troviamo oggi a causa della sciagurata gestione commissariale dell’era Frattura. E’ per quelle scelte sciagurate dell’epoca, se oggi i molisani pagano un mutuo trentennale per ripianare il debito della sanità che, insieme ai tagli e ai risparmi hanno, praticamente piegato la sanità pubblica”. Scarabeo, insomma, lancia frecciate velenose all’ultimo governatore-commissario Paolo di Laura Frattura, della cui maggioranza lo stesso politico venafrano ha fatto parte. Salvo poi prenderne le distanze.