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Molise Acque chiude i rubinetti in una domenica di grande afa: paesi totalmente a secco. Allerta a Termoli

Emergenza in diversi centri del Basso Molise a causa dell'interruzione del flusso idrico avvenuta ieri sera. L'azienda speciale regionale si giustifica con un problema a due pompe di sollevamento dell'impianto di potabilizzazione del Liscione. Il sindaco di San Martino: "Situazione critica"

Non c’è acqua nelle case di mezzo Basso Molise. Ancora una volta la zona più vicina alla costa fa i conti con la pessima gestione delle risorse idriche. Stavolta il problema comunicato da Molise Acque è “problemi tecnici presso l’impianto di potabilizzazione Liscione”. Sarebbero due pompe dell’impianto che trasforma l’acqua della diga in acqua potabile ad avere problemi. Un guasto che renderebbe impossibile smistare il flusso. Così da ieri sera 15 giugno è stata interrotta la fornitura a Larino, Ururi, San Martino in Pensilis, Portocannone, Campomarino, Petacciato, Montenero di Bisaccia e Termoli.

Vanno però fatti dei distinguo, perchè Termoli può rifornirsi d’acqua anche dal Consorzio industriale e al momento non ha disagi. Tuttavia nella tarda mattinata di oggi la Crea gestioni, la società che gestisce le risorse idriche a Termoli, ha comunicato che a causa della sospensione disposta da Molise acque, la normale erogazione di flusso idrico potrebbe non essere garantita anche a Termoli sia oggi 16 giugno che domani lunedì 17 giugno. Si dovrebbe tornare alla normalità secondo Crea gestioni entro la serata di lunedì. Anche Petacciato per ora non lamenta problemi, grazie al fatto che il serbatoio comunale è al completo.

Ma è chiaro che le cose potrebbero peggiorare se la situazione non si risolverà nelle prossime ore, anche considerando il fatto che oggi è una domenica d’estate, con presenze di persone molto superiori alla media in Basso Molise, quindi consumi nettamente in aumento, ed è oltretutto una giornata molto calda.

Proprio in una domenica così, paesi come Portocannone, Ururi e San Martino in Pensilis sono a secco. “Ieri mattina ci avevano comunicato una riduzione del flusso del 20 per cento, poi in serata non è arrivato più nulla. E ci hanno comunicato l’interruzione soltanto stamattina attorno alle 10” fa sapere il sindaco Gianni di Matteo, che a San Martino sta fronteggiano una vera emergenza. “La situazione è critica, ho già contattato la Protezione civile”. In tarda mattinata la Misericordia a per fortuna rifornito d’acqua la casa famiglia del paese.

“Da Molise Acque ci arriva a gocce – rincara la dose Raffaele Primiani, primo cittadino di Ururi -. Sono giornate di grande caldo e trebbiatura e siamo solo all’inizio, ma domani torno alla carica” conclude Primiani.

Soltanto ieri c’era stata la riduzione del flusso, mentre nei giorni scorsi la diga del Liscione era stata interessata da una misteriosa moria di pesci per la presenza di un’alga tossica, dovuta presumibilmente a un agente esterno inquinante. Al momento però, le due cose non dovrebbero essere collegate. Sta di fatto però che l’azienda speciale di recente passata nella gestione del Presidente Giuseppe Santone si trova ancora una volta nelle condizioni di non essere in grado di gestire la più importante risorsa regionale.

Intanto l’associazione Vivi Larino ha fatto sapere tramite una nota che dopo il mancato incontro con i vertici di Molise Acque, nei prossimi giorni farà partire una raccolta firme per far sentire la voce dei cittadini e incontrare le istituzioni.

Intanto la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Patrizia Manzo si è espressa con parole molto dure sulla vicenda tramite un post pubblicato su facebook.

“Io mi auguro che si inizino a comprendere le ricadute economiche della disattenzione politica verso il Basso Molise. Ora basta!
Oltre a negare il diritto all’acqua, all’inquinamento delle acque del Liscione, per il quale domani l’ARPAM dovrebbe fornire dei risultati, ci sono una serie di problemi che vanno affrontati con urgenza e responsabilità.

Mi riferisco agli interventi al muro di contenimento della diga, che non consente di godere della capacità massima dell’invaso, alla messa in sicurezza del fiume Biferno dai piedi della diga alla foce, all’acquedotto molisano centrale per fornire con acqua sorgiva le nostre comunità, ai maggiori controlli a monte del fiume Biferno.

Sono interventi non più procrastinabili in un territorio che deve essere pronto ad accogliere migliaia di turisti, che ospita un nucleo industriale,una volta fiore all’occhiello della nostra regione e non più attrattivo a causa della mancata messa in sicurezza proprio del Biferno e, soprattutto, non più rinviabili al fine di garantire l’approvvigionamento di acqua per i miei concittadini.

Un ultimo messaggio rivolto al Sindaco del Comune di Termoli e a tutti gli altri Sindaci delle comunità coinvolte affinché rendano pubbliche e facciano trasparenza ai cittadini sull’acqua che beviamo”.

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La situazione continua ad essere molto grave nei paesi anche nel tardo pomeriggio visto che il flusso non è stato ripristinato. I tecnici di Molise acque sono all’opera sulle pompe del potabilizzatore dell’invaso del Liscione ma attualmente il problema non è stato risolto.

Anche Petacciato comincia a soffrire anche per il fatto che il livello di flusso in entrata è zero mentre quello in uscita è 17. Secondo il sindaco Roberto Di Pardo se dovesse persistere questa situazione in serata anche il centro adriatico comincerà ad avere seri problemi. A San martino invece dopo l’arrivo di una cisterna di 80 quintali d’acqua stamattina dalla Misericordia, continua l’emergenza e si spera che almeno in serata possa essere ripristinato il flusso in entrata dal Liscione.