Lo scrittore Giannubilo si dissocia dall’equidistanza di Iac: “Mai con la destra leghista”

Pier Paolo Giannubilo, candidato al Premio Strega con lo straordinario romanzo “Il Risolutore”, si è speso pubblicamente a sostegno di Io Amo Campobasso durante la campagna elettorale del primo turno. Ma ora, dopo la nota ufficiale votata a maggioranza, altrettanto pubblicamente sceglie di esporsi con una posizione personale ma molto chiara, che ha argomentato con un post su facebook.

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Se la posizione ufficiale di Io Amo Campobasso sul ballottaggio di domenica 9 giugno è di rigorosa “equidistanza” rispetto alla scelta tra Maria Domenica D’Alessandro (Centrodestra) e Roberto Gravina (M5S), all’interno del movimento civico il cui manifesto è sfociato in un programma elettorale si muovono pensieri e spinte diverse.

A prendere una posizione netta e apertamente in contrasto con la scelta di astenersi da ogni endorsement in favore dei uno dei due candidati, più o meno esplicito, è Pier Paolo Giannubilo.

Lo scrittore campobassano, candidato al Premio Strega con lo straordinario romanzo “Il Risolutore” – che in queste settimane sta presentando in tutta Italia – racconto inedito e strabiliante delle molteplici vite di Gian Ruggero Manzoni, si è speso pubblicamente a sostegno di Io Amo Campobasso durante la campagna elettorale del primo turno. Ma ora, dopo la nota ufficiale votata a maggioranza, altrettanto pubblicamente Pier Paolo Giannubilo sceglie di esporsi con una posizione personale ma molto chiara, che ha argomentato con un post su facebook già oggetto di un deciso confronto e che, anche per questa ragione, sta diventando un caso.

“Fra “Io Amo Campobasso” e Campobasso, scelgo Campobasso, perché è qui che vivo, e sono obbligato a sentire il peso della ricaduta di ogni scelta che compio”: questo l’esordio dell’intervento di Giannubilo, che prosegue: “Il movimento civico che ho sostenuto ha optato per una linea ufficiale di equidistanza rispetto ai candidati al ballottaggio.
È una decisione che mi ha visto fermamente contrario, ma che rispetto, perché adottata a maggioranza.
La mia amicizia coi singoli e la mia stima per il gruppo restano immutate. Ma sento in coscienza di dover assumere una posizione di dissenso.

Nel documento di Iac si esplicita una volontà di fare opposizione; io sostenevo, piuttosto, fin dal principio, la necessità di offrire un contributo intellettuale e progettuale attivo al governo e alla rinascita di questa città allo stremo, convinto – prendo in prestito le parole di Margaret Mead – che il profeta che ammonisce senza presentare alternative accettabili corre sovente il rischio di contribuire ai mali che enuncia”.

Quindi un chiarimento nella sostanza della scelta politica affidata agli elettori di Campobasso: “Le devastanti politiche nazionali del M5S sono una cosa, l’enormità della posta in gioco in queste elezioni locali un’altra. Mai con l’estrema destra leghista. Mai col vuoto valoriale travestito da ideologia. Mai coi profittatori e i saltatori di fossi, mai con le loro rodate pratiche neofeudali.

Pronto a spiegare meglio a chiunque la mia parola, sempre che essa conti qualcosa, e respingendo fin d’ora scie polemiche e insinuazioni d’accatto sulle legittime scelte di Iac, faccio appello alle forze democratiche e ai cittadini perché votino e facciano votare Roberto Gravina sindaco”.

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