La strada per i traghetti ancora interdetta: con le partenze per Tremiti caos fra i turisti foto

Interdetta dal gennaio 2018, malgrado le promesse e gli annunci resta vietata alle auto e agli autobus. Molti i turisti spaesati che per raggiungere l'imbarco per le isole restano beffati, costretti a manovre anche pericolose.

Più informazioni su

L’estate è entrata nel vivo, e le partenze giornaliere per le isole Tremiti registrano la consueta impennata di turisti provenienti da tutta Italia e anche stranieri. Per tutti sosta obbligata a Termoli, dove c’è il porto più vicino per recarsi, tramite aliscafo o motonave, nell’arcipelago delle Diomedee, che a partire da quest’anno vanta anche il bollino Plastic-Free. Eppure, nonostante fosse ampiamente prevedibile il fenomeno turistico tipico di questo periodo, che subirà ulteriori intensificazioni fino al 20 agosto, la strada per l’imbarco delle isole resta interdetta.

Uno scenario desolante, con la recinzione arancione parzialmente abbattuta e una scia di rifiuti che regala – si fa per dire – la peggiore cartolina possibile ai visitatori. I quali, a piedi, in autobus o in auto, sono confusi e spaesati.

Molti imboccano il viale che dal 18 gennaio 2018 è interdetto al traffico per lo sgrottamento e il cedimento della pavimentazione causa presenza di acqua sottostante, per poi fare marcia indietro o restare nel bel mezzo della carreggiata senza sapere bene dove andare. Con tutte le manovre, anche pericolose per la circolazione, che ne conseguono.

Tante le promesse anche da parte della politica regionale, competente per il porto di Termoli, che sono state puntualmente disattese. Non è nemmeno dato sapere, bilanci alla mano, se ci siano dei fondi specifici per riparare la strada e consentirne il ripristino. I 200mila euro annunciati ormai quasi un anno fa dal governatore Donato Toma in risposta a una interpellanza in Consiglio regionale restano validi solo sulla carta, perché di lavori non c’è traccia e la manutenzione del porto, che pure in campagna elettorale era stata garantita come “imminente”, resta un’utopia.

Il cedimento era stato scoperto all’inizio del 2018 e aveva reso inaccessibile gran parte del molo di nord-est, completamente inagibile invece il molo di sud-est con tutte le ripercussioni sia per gli operatori portuali che per quelli turistici. Il blocco della strada costituisce un danno oggettivo per l’economia marittima e turistica, eppure l’opera non è ancora stata sistemata. Alla vigilia delle elezioni amministrative dello scorso maggio il sindaco uscente e non rieletto Angelo Sbrocca aveva messo in evidenza la grande penalizzazione di Termoli ad opera della Regione Molise che, aveva ricordato, “non risponde nemmeno più alle nostre richieste malgrado le rassicurazioni del governatore che gli interventi di messa in sicurezza, ripristino della strada e pulizia erano prioritarie”.

I solleciti a intervenire subito per restituire dignità al porto – che peraltro è l’unico di tutto il Molise – si sono rivelati completamente inutili. A quanto pare nemmeno l’elezione di Francesco Roberti, fortemente sponsorizzato da Donato Toma e dalla sua maggioranza, ha finora modificato lo stato delle cose. E a rimetterci è soprattutto l’immagine turistica della città, oltre che chiaramente la sua economia.

Più informazioni su