Il vento del Sud di Potena, il medico musicista che canta la molisanità. Gharbi, il suo primo disco da solista foto

Il 24 maggio è uscito il primo Ep da solista di Potena. Il suo titolo è Gharbi e al suo interno vi si scorge la nostalgia per i luoghi molisani delle origini, Termoli e Capracotta.

La musica l’ha accompagnato da sempre ed è una passione che coltiva anche ora che di tempo libero ne ha ben poco perché di professione fa il medico, all’ospedale di Ascoli Piceno. Ma lui è di Termoli e le origini molisane hanno un posto di rilievo nelle sue canzoni.

Massimiliano Potena, classe 1982, ha da pochi giorni pubblicato il suo primo Ep da solista. Il titolo dell’album è ‘Gharbi’, un richiamo al vento del Sud, e l’artista è, semplicemente, Potena. Scrivere testi, musica e arrangiamenti non è di certo una novità per Massimiliano che ha iniziato da giovanissimo ad affidare le sue emozioni allo spartito. A 6 anni sono iniziate per lui le lezioni di pianoforte, dall’adolescenza in poi le svariate esperienze in gruppi musicali di diverso tipo e, più di recente, le lezioni di piano-jazz e di canto. È questa la cifra di Massimiliano, una ricerca continua e un’apertura a tanti stili e generi. Un anelito a farsi ‘contaminare’ che è poi la cifra dei grandi artisti.

Oggi Massimiliano può dirsi un polistrumentista perché, oltre al suo strumento principale –pianoforte/tastiere – ha dimestichezza con chitarra, sassofono e fisarmonica. Ne abbiamo parlato con lui pochi giorni dopo l’uscita del suo album. Un disco che non si può etichettare: al suo interno vi si trovano sei brani nettamente diversi l’uno dall’altro e i richiami vanno dal blues al jazz, dal soul al cantautorato. È lui a fornirci una sintesi perfetta del suo lavoro e del brano che dà il titolo all’album: “Gharbi è il nome arabo di un vento caldo, carico di speranza, che dall’Africa arriva fino alle nostre coste. È un disco caratterizzato dalla dicotomia tra il locale e il globale, tra il passato e il futuro, il freddo e il caldo, la montagna e il mare, il partire e il restare. Un mix di sentimenti e umori contrapposti che si compenetrano a vicenda come lo yin e lo yang”. Una congerie di elementi che si fondono perfettamente tra di loro.

Massimiliano Potena

Eclettismo, curiosità e sperimentazione. È il percorso musicale stesso di Massimiliano a testimoniarlo. Il suo primo gruppo è stato quello degli Aks, un gruppo ska che forse molti termolesi (e non solo) ricorderanno perché ha accompagnato le primissime edizioni del festival Skamoscio. “Abbiamo suonato per circa 5 anni, dal ’96 al ’01 e ci siamo esibiti in tutto il Molise. Abbiamo anche vinto un concorso nazionale, il Torstock, che ci permise di incidere il nostro primo disco”. Dopo quell’esperienza giovanile Massimiliano, negli anni degli studi universitari a Roma, ha avuto altri gruppi. I principali sono stati una formazione punk-rock e una che suonava musica jamaicana. Dopo la laurea in medicina – specializzazione in Otorinolaringoiatria – e un’esperienza lavorativa in Francia, Massimiliano si è trasferito nelle Marche e anche lì, in ogni città in cui ha vissuto, ha suonato e cantato in diversi gruppi. Su tutti ricorda uno indie (Il volo di Cassiel) e uno jazz-fusion strumentale (i Soulround).

Ma dopo tutte queste esperienze si è fatto largo in lui il desiderio di tentare la sortita da solista. “È stata un’evoluzione naturale dettata dal fatto che avevo sempre scritto canzoni e volevo mettermi in gioco come singolo. L’idea di scrivere l’album ‘Gharbi’ è nata dall’esigenza di esprimere quello che avevo creato negli ultimi anni di esperienza musicale”.

Tra i brani la nostra attenzione va a ‘Termoli blues’ e ‘Monte Campo’, in qualche modo due dediche ai ‘luoghi del cuore’ molisani, Termoli appunto e Capracotta, di cui Massimiliano è originario. “Non sogno più da quando sono andato via di qua”, canta Massimiliano in un nostalgico afflato per la sua Termoli, il posto dove è nato e vissuto prima degli studi universitari e del lavoro. “È una storia estiva, dal sapore swing, nella mia città natale. Un po’ vissuta e un po’ immaginata”. Massimiliano racconta che l’ispirazione gli è venuta una sera di settembre di pochi anni fa dopo aver assistito al ‘Termoli jazz’, festival che chiude la stagione estiva da anni ormai. E afferma che nella cittadina “negli ultimi anni ci sono stati bellissimi concerti con grandi artisti. Quello che ho percepito è un interesse maggiore per la musica di qualità ed è per me una strada che bisogna perseguire perché è importante l’educazione musicale”.

E poi c’è Monte Campo – singolo che tra l’altro ha anticipato l’uscita del disco – che si innesta su dei vividi ricordi d’infanzia della amata Capracotta. “Monte Campo è un brano legato alle mie origini. La storia vera di una nevicata improvvisa e inaspettata, in una giornata in compagnia di vecchi amici”.

Tra i richiami alle origini del Sud c’è poi il titolo stesso del disco, Gharbi, il vento caldo africano che da queste parti si chiama garbino. Il brano parla di emigrazione e delle speranze affidate a “un mare che accoglie” e a nuove rotte.

 

Può sembrare strano che sotto un camice si celi un artista musicale. “Non lo è affatto, è più comune di quanto si pensi. Pensiamo a Mimmo Locasciulli o a Enzo Jannacci, entrambi medici-cantautori. Tutte e due le discipline hanno in comune l’attenzione per l’essere umano, anche se da sfaccettature diverse”.  Resta il fatto che sia difficile conciliare una professione tanto impegnativa con una passione che lo è altrettanto. Passione che porta con sé un’esigenza impellente di esprimersi, comunicando agli altri quello che si ha dentro e che trova in note e testi il suo canale preferenziale. Anche per questo, e non per vanagloria, nei progetti di Massimiliano ci sono concerti live e, chissà, nuovi dischi. “Alcuni brani li sto già scrivendo e vorrei portare dal vivo anche questi, compatibilmente con la mia attività professionale”. Anche in Molise? “Magari, a Capracotta già me lo hanno proposto”. Così come è forte il desiderio di sperimentare altri generi come la bossanova, il latin-jazz, il funky.

 

L’album è stato registrato ad Ascoli Piceno (da Nacor Fischetti presso l’N-Core Studio) e con Massimiliano hanno suonato alcuni musicisti marchigiani di grande esperienza: Gianluca Amabili alla chitarra, Matteo Grandoni al basso e Nicolò Di Caro alla batteria. Si tratta di un disco che non ha un’etichetta discografica. “Ho voluto fortemente che questo fosse un album autoprodotto, indipendente e registrato in presa diretta per catturare al meglio la spontaneità tipica del live, come in una vera jam session”. È distribuito dalla ProArt Factory. La copertina dell’album è invece opera di un grafico molisano, Giovanni Mucci di Santa Croce di Magliano.

Gharbi è su tutte le principali piattaforme di streaming e download digitale come Youtube, Spotify, Itunes, Shazam e molte altre (qui il link per alcune di esse) e Potena è su Facebook e Instagram. Con il suo vento caldo.