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Il Risolutore di Pier Paolo Giannubilo non è tra i 5 finalisti del Premio Strega

Pier Paolo Giannubilo non ce l’ha fatta ad entrare nella cinquina dei finalisti del Premio Strega 2019. Ma per il suo romanzo “Il Risolutore” (edito da Rizzoli) è stato un successo comunque, dopo che il 17 marzo il libro è stato selezionato nella magica dozzina: erano ben 57 in totale i contendenti.

Sono state decretate oggi 12 giugno, nella cornice del Tempio di Adriano a Roma, le 5 opere finaliste che si contenderanno l’ambito premio il prossimo 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia, sempre nella Capitale. I cinque finalisti del Premio Strega 2019 sono: M. Il figlio del secolo (Bompiani) di Antonio Scurati con 312 voti, Il rumore del mondo (Mondadori) di Benedetta Cibrario con 203 voti, Fedeltà (Einaudi) di Marco Missiroli con 189 voti, La straniera (La nave di Teseo) di Claudia Durastanti con 162 preferenze e Addio fantasmi (Einaudi) di Nadia Terranova con 159 hanno avuto la meglio su una dozzina agguerrita, che per la qualità delle opere non permetteva un facile pronostico.

Pier Paolo Giannubilo continua però a volare alto con “Il Risolutore”, il libro rivelazione del docente campobassano che, sebbene non alla prima esperienza letteraria, mai come stavolta ha messo d’accordo pubblico e critica ottenendo un successo strepitoso anche in termini di copie vendute e ottime recensioni della critica nazionale. 

Giannubilo, nato nel ’71 a San Severo ma residente a Campobasso, insegna Letteratura Italiana e Latina in un liceo. Ha pubblicato saggi, racconti, un libro di poesie e i romanzi Corpi estranei (Il Maestrale, 2008) e Lo sguardo impuro (Meridiano Zero, 2014).

È con “Il Risolutore” però che è balzato agli occhi attenti dei critici italiani che hanno puntato molto sul suo romanzo, che racconta la vita estrema di Gian Ruggero Manzoni, pronipote di Alessandro. Quando fu selezionato da Ferruccio Parazzoli per l’edizione 2019 del Premio Strega – premio unanimemente riconosciuto come il più prestigioso d’Italia e che gode di una consolidata fama anche in Europa – la motivazione addotta è stata questa: “Per la perturbante libertà di quanto è narrato e per la forza del racconto, il libro di Pier Paolo Giannubilo si presenta come una sorprendente novità. L’autore chiede di seguirlo attraverso i percorsi del protagonista dall’inaspettato cognome: Gian Ruggero Manzoni è, infatti, il pronipote di Alessandro. Una curiosa parentela che desta viva dissonanza con gli accadimenti che ripercorrono gli anni, appena trascorsi, d’intensi e destabilizzanti scuotimenti. L’autore convince il suo avventuroso personaggio a riversare il fiume delle proprie esperienze, la sua vita di individualista che ama egualmente il rischio e l’amore, la scena internazionale e quella di famiglia. Storie contrastanti: i moti politici e studenteschi del ’77, gli incontri con personaggi simbolo di quegli anni, Tondelli, Pazienza, le simpatie per il sinistrismo di azione, i terrori della prigionia, l’entusiasmo, più che la costrizione, a divenire risolutore di estreme situazioni, quale informatore sotto copertura, in Libano, e nei Balcani. Difficile trovare oggi nella narrativa italiana chi abbia, come Pier Paolo Giannubilo, un vivificante senso anarchico della letteratura, la libertà di trasformare la realtà in finzione e la finzione in realtà”.

Annunciato invece ieri (11 giugno) il vincitore del Premio Strega Giovani (votato da una giuria composta da 600 ragazzi tra i 16 e i 18 anni) che è andato a Marco Missiroli e al suo libro ‘Fedeltà’, che era appunto tra i 12 finalisti.