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Il maggio più piovoso che si ricordi non basta, ancora acqua a singhiozzo nei paesi

Ururi e San Martino lamentano carenze idriche quasi quotidiane, anche a Portocannone si registrano problemi perché Molise Acque continua a registrare rotture e malfunzionamenti e le condutture dei singoli paesi fanno letteralmente acqua da tutte le parti. Il sindaco Primiani: "Così si spiega la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni"

Non ci crederete, ma nonostante una primavera che più piovosa non si può, in Basso Molise continua a mancare acqua. A Ururi, il sindaco sbotta con Molise Acque. A San Martino, il neo primo cittadino sta cercando di far mappare la rete comunale che disperde il 70 per cento dell’acqua in entrata. A Portocannone si registrano disagi e gli altri Comuni non se la passano di certo meglio.

È l’ennesimo paradosso di un territorio che sembra sempre più abbandonato a se stesso e destinato a restare sottosviluppato, viste le carenze sempre più gravi dei servizi essenziali quali la sanità, le infrastrutture e l’acqua, per l’appunto.

È di oggi l’ennesimo intervento di Raffaele Primiani, sindaco di Ururi, che da anni si batte affinché venga assicurato un flusso idrico adeguato e costante ai suoi cittadini, cosa che invece puntualmente non accade e non per colpa sua. “A distanza di pochi mesi in qualità di sindaco sono costretto a evidenziare nuovamente la costante sospensione del flusso idrico in entrata nel comune di Ururi” si legge in una missiva inviata al presidente di Molise Acque Giuseppe Santone, ma anche al presidente regionale Toma, alla Prefetta Guia Federico, al direttore generale Asrem Sosto e al comandante della locale stazione dei Carabinieri.

“Nella missiva a voi inviata il 15 aprile scorso – rimarca Primiani – ho segnalato una situazione di forte precarietà, al limite della decenza, legata alla mancata erogazione dell’acqua per uso civile dovuta a una serie di rotture che hanno messo a dura prova sia le normali e vitali condizioni igieniche dei nostri cittadini, ma al tempo stesso hanno intaccato pesantemente il tessuto economico cittadino, con la chiusura temporanea di attività commerciali”.

Dopo quasi due mesi, la situazione è pressoché identica. Molise Acque segnala delle rotture con conseguenti interruzioni del flusso idrico e a rimetterci sono i cittadini. “Oggi la situazione appare immutata, a cadenza settimanale siamo costretti a informare i nostri cittadini, ormai esasperati, dell’interruzione del flusso idrico, provocando enormi disagi, considerato che siamo ormai alle porte della stagione estiva e l’utilizzo dell’acqua è ancor più vitale. Reputo pertanto inammissibile che ai nostri cittadini, contribuenti esemplari, sia interdetta la possibilità di avere un flusso idrico garantito quotidianamente, per svolgere non solo le normali mansioni domestiche ma anche per mantenere in vita le attività commerciali”.

A San Martino in Pensilis le cose non vanno poi tanto meglio. “Ieri è stata annunciata una interruzione di 24 ore, poi rientrata un po’ prima” conferma il neo sindaco Gianni Di Matteo. “Il nostro problema più grave è però la dispersione. Circa il 70 per cento del flusso in entrata viene disperso. Dobbiamo capire quali sono le perdite e in quali casi parliamo di veri e propri furti d’acqua. Ho chiesto di mappare la rete ma non è facile. Questo però è un problema rilevante che per troppo tempo è stato messo da parte”. Il primo cittadino ricorda bene l’emergenza dell’estate 2017. “L’acqua veniva erogata dalle 9 alle 12, poi basta”. Una situazione insostenibile, che si deve fare in modo di evitare in futuro.

C’è poi la questione del nuovo acquedotto, il famoso Molisano centrale atteso da dieci anni, annunciato ogni tre per due, mai attivato nonostante le promesse. Che poi, resta da vedere se i problemi verranno davvero risolti con quell’opera tanto agognata. “A noi risolverebbe ben poco” commenta Di Matteo.

Il sindaco Primiani reclama però a gran voce “l’allaccio della rete idrica del nostro comune dell’acquedotto Molisano centrale, un’opera questa che eviterebbe un dispendio economico rilevante per i nostri cittadini costretti a utilizzare la normale acqua minerale in bottiglia per adempiere alle normali funzioni domestiche. L’opera in questione quindi è vitale per la nostra comunità sempre più isolata dal punto di vista idrico, con i nostri cittadini che ormai vivono a causa di situazione di questa caratura. Un distacco giustificato dalle istituzioni sempre più lontane e incomprensibili nel loro lavoro”.

Infine il sindaco Primiani annuncia che per garantire i diritti dei cittadini ururesi, come già annunciato ad aprile, valuterà “ogni azione in totale difesa dei cittadini”.