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Il capolavoro del pittore Michele Greco raccontato da Vittorio Sgarbi su “Io Donna” del Corsera

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L’opera di Michele Greco da Valona che la Collegiata di Guglionesi ha l’onore di ospitare è protagonista della rubrica di Vittorio Sgarbi su Io Donna, magazine in abbinamento al Corriere della Sera. Il più famoso critico d’arte italiano racconta i pittori del Rinascimento del Meridione con un focus – omaggiato anche dalla riproduzione in stampa – della Madonna con bambino tra i Santi Giovanni Battista e Adamo, datato 1505 e in esposizione a Matera fino al 19 agosto per la mostra allestita nell’ambito delle iniziative della capitale europea della cultura “Il Rinascimento visto da Sud”.

Vittorio Sgarbi, che lo scorso 4 giugno nell’ambito delle festività patronali è stato proprio A Guglionesi per tenere una originalissima Lectio Magistralis sull’argomento in una chiesa mai tanto affollata (qui il resoconto di Primonumero.it e le foto), dedica il suo intervento settimanale ai pittori del Rinascimento, concentrando l’attenzione sull’artista Michele Greco da Valona che, arrivato dall’altra sponda del mare, lavorò proprio a  Guglionesi e qui lasciò due opere di grande importanza sia dal punto di vista storica che della iconografia religiosa.

trittico michele greco

Si tratta di due trittici, scoperti e valorizzati proprio da Sgarbi che già nel 2015 permise che il capolavoro della Madonna delle Grazie tra i santi Sebastiano e Rocco approdasse all’Expo di Milano, ammirato da tutto il mondo. Questa seconda opera, fino a non molto tempo fa confinata nella cripta della chiesa, è oggetto di un articolo firmato da Sgarbi nella pubblicazione del 15 giugno. “Quando la Madonna si fece balia” il titolo, così sintetizzato: “La Vergine offre il latte ai fedeli nel trittico di Michele Greco, custodito a Guglionesi e ora esposto alla grande mostra di Matera sul Rinascimento al sud. Una iconografia nuova che trasfonde il mondo bizantino nella pittura dell’adriatico”.

Un articolo che valorizza, promuove e rilancia il “tesoro” di Guglionesi, offrendo al paese molisano una ribalta nazionale di pregio. Splendida infatti la descrizione che Sgarbi fa dell’opera: Dei trittici quello più insolito e originale è la Madonna delle grazie, dove la rassegnata e generosa icona si rigenera in un gesto supremo d’amore. Fra i due santi che celebrano la vittoria sulla peste, san Sebastiano e san Rocco, la Vergine galattofaga (lactans, in latino) scopre il seno che offre il latte, ma non al Bambino: è la prima volta che la Madonna, in nome e per volontà del figlio, dona il suo latte all’umanità. 
Dio non ha bisogno del latte della madre, gli uomini si. Ed ecco che le anime purganti riprendono vita attraverso il latte che dal seno della madre scende su di loro. E’ la trasfusione di una iconografia, dal mondo nuovo bizantino calata in forme dell’arrovellato Rinascimento adriatico. Il semplice, e voto (e curioso) pittore albanese si fa interprete e maestro della dottrina cristiana. L’umanità ne gode. A Guglionesi, sopra le colline, davanti al mare“. 

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