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I sindaci in campo contro la chiusura del Punto Nascite. Rischia anche Pediatria

Ieri sera a Petacciato confronto fra i primi cittadini dei Comuni bassomolisani colpiti dal possibile blocco dei ricoveri delle partorienti per impossibilità di garantire i turni di servizi. Stabilito di chiedere a breve un faccia-a-faccia diretto nel Comune di Termoli con il commissario straordinario Angelo Giustini. A rischiare la chiusura è anche il reparto di Pediatria, dove sono solo tre i medici in servizio.

La notizia di una probabile chiusura del Punto Nascite dell’ospedale San Timoteo, con il blocco dei ricoveri delle partorienti, accelera le azioni di contrasto a una decisione che potrebbe arrivare già nelle prossime ore.

Ieri sera, per iniziativa del sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo, tutti i primi cittadini del basso Molise si sono incontrati per discutere della prospettiva, che, seppure indicata dalla Asrem come eventualità temporanea, costituisce la vera anticamera della morte di un reparto come quello di ostetricia e ginecologia che per decenni ha accompagnato i pazienti e in modo particolare le donne del territorio.

“Abbiamo gettato le basi per fare qualcosa di importante” chiarisce Roberto Di Pardo che si è confrontato con Caporicci, Roberti neo eletto a Termoli, Bellucci,  Cirulli, Puchetti, Manes, Della Porta, Silvestri, Primiani, Di Matteo, Bellotti (assenti per motivi personali Trolio di Acquaviva e Travaglini di Montenero). Ovvero i sindaci di tutti i centri coinvolti pesantemente dalla chiusura del punto nascite, dove ormai i ginecologi in servizio sono soltanto tre e i turni non sono più garantiti.

“Insieme abbiamo deciso di concertare azioni da mettere in campo a tutela del San Timoteo – commenta in una nota Francesco Roberti – e già nelle prossime ore chiederemo un incontro urgente da tenersi in comune a Termoli con il commissario alla sanità Angelo Giustini”. Sempre nei prossimi giorni Roberti si dovrebbe confrontare con il direttore del generale della Asrem Gennaro Sosto e i funzionari della Regione. Vero è infatti che al commissario spetta ormai l’ultima parola, ma è anche vero che la situazione del reparto termolese è frutto di una mancata programmazione che va avanti da anni, oltre che di una gravissima carenza di medici che si è già manifestata con due concorsi andati deserti.

“Non lasceremo nulla di intentato insieme con gli altri sindaci” aggiunge ancora Francesco Roberti “per cercare di garantire tutti i servizi in essere nel nostro nosocomio”.

A rischiare non è soltanto il Punto Nascite, sul quale peraltro pesa l’imposizione del decreto Balduzzi di chiusura in quanto non garantisce almeno 500 parti all’anno (ma si ferma a 350). Anche il reparto di Pediatria, dove sono sempre tre i medici in servizio e dove si gestisce il nido, potrebbe essere colpito da un analogo provvedimento. Unico argine possibile è un pediatra esterno, che fino a pochi giorni fa garantiva una turnazione un po’ più umana e a norma di legge, ma che suo malgrado è stato “licenziato” in quanto incompatibile secondo il Ministero, che ha sollevato una serie di eccezioni. “Stiamo facendo il possibile per avere il nulla osta da Roma tramite il commissario” dicono dalla Asrem, dove in questo fine settimana si dovrebbe prendere la decisione cruciale.