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E se erutta il Vesuvio? I molisani ospiteranno i campani in fuga, firmato l’accordo

La Regione Molise – così come diverse altre del centrosud - ha sottoscritto un protocollo di solidarietà con la Campania e la Protezione civile per ospitare gli eventuali profughi procurati da una ipotetica eruzione del Vesuvio e dei Campi Flegrei

È uno scenario apocalittico ma da non sottovalutare. Qualora dovesse verificarsi una eruzione del Vesuvio e dei Campi Flegrei, ci si troverebbe di fronte a milioni di cittadini costretti ad abbandonare le proprie case in tutta fretta. E dove dovrebbero rifugiarsi queste persone? In Molise, ma non solo.

È questo il senso della sottoscrizione dei protocolli per l’accoglienza post evacuazione in caso di rischio vulcanico che è stata firmata ieri 19 giugno, nella prestigiosa sede di Palazzo S. Lucia a Napoli con il coordinamento del presidente De Luca e del Capo del Dipartimento Nazionale di Protezione civile, Angelo Borrelli, i Gemellaggi tra Comuni della zona Rossa del Vesuvio e dei Campi Flegrei e le Regioni e le Province Autonome italiane. Erano presenti i Presidenti della Regione Basilicata, Vito Bardi e della Calabria, Mario Oliverio, il Vicepresidente del Molise, Vincenzo Cotugno; gli Assessori delle Regioni Sardegna, Gianni Lampis e del Lazio, Claudio Di Berardino e tutti i Direttori Generali e i Capi Dipartimento delle Regioni italiane gemellate.

Il vice Presidente della Giunta regionale Vincenzo Cotugno, delegato dal Presidente Toma, ha partecipato alla cerimonia ufficiale per la sottoscrizione dei protocolli tra la Regione Molise, la Regione Campania ed i Comuni di Massa di Somma e Monte Di Procida definiti dal Coordinamento nazionale della Protezione civile per la messa a punto del più grande piano di evacuazione mai ipotizzato. Si tratta di accordi di solidarietà nella forma dei gemellaggi sottoscritti tra i vari enti relativamente al rischio eruzione dei siti vulcanici del Vesuvio e dei Campi Flegrei.

L’iter per la sottoscrizione dei protocolli per l’accoglienza post evacuazione in caso di rischio vulcanico è infatti terminato con l’approvazione delle necessarie delibere di Giunta sia da parte dei 31 Comuni inclusi nella zona rossa, 25 dell’area Vesuviana e 7 di quella Flegrea (Napoli è inclusa, con parte del proprio territorio in entrambe le pianificazioni) che delle Regioni ospitanti.

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Ci auguriamo che tali protocolli debbano rimanere inattuati, ma una buona amministrazione deve necessariamente ‘programmare’ e ‘prevenire’ e dunque un plauso alla Protezione civile per essere riuscita in questo difficile compito. Il Molise c’è, fiero delle sue tradizioni di accoglienza e pronto a fare la sua parte, sempre riconoscente nel ricordo della straordinaria solidarietà ricevuta per gli “angeli” di S.Giuliano” ha commentato Cotugno.

“Tutta l’Italia – ha detto il Presidente De Luca – è coinvolta nella pianificazione di emergenza che riguarda Vesuvio e Campi Flegrei, emergenze nazionali. La Protezione civile è un modello di efficacia ed efficienza internazionale. L’Italia – ha detto il Presidente De Luca – è un Paese che nei momenti di bisogno, di fronte a grandi tragedie ha saputo mettere in piedi un sistema di generosità. In Campania lo abbiamo potuto verificare nell’emergenza post sisma dell’80, ma lo abbiamo anche dimostrato quando c’è stato bisogno del nostro supporto in altre regioni. Credo che questa sia l’immagine bella dell’Italia unita”.

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Secondo il governatore “la Campania deve essere in grado di dare una grande prova. L’esercitazione prevista ad ottobre non è uno scherzo, ma il modo serio di prepararsi ad eventi che possono essere catastrofici. Ognuno di noi ciascuno per il proprio ruolo e le proprie competenze, deve sentirsi obbligato e motivato a dare alla propria struttura un’organizzazione rigorosissima: i ragazzi devono sapere a memoria che cosa fare in caso di emergenza, conoscere il luogo in cui dovranno recarsi e le modalità per farlo. Va sperimentato un modello organizzativo di evacuazione. Tutta l’Italia – ha detto il Presidente De Luca – è coinvolta nel piano di accoglienza dei cittadini della zona Rossa del Vesuvio e dei Campi Flegrei individuate dai Piani Nazionali di Protezione civile. Una grande azione di cooperazione istituzionale che riguarda oltre 1 milione e 150mila persone“.

“Questo è un giorno importate – ha dichiarato il Capo del Dipartimento Nazionale di Protezione civile, Angelo Borrelli – perché grazie al lavoro della Regione Campania con i Comuni della Zona Rossa, del Dipartimento tutto e grazie alla grande disponibilità di tutte le altre regioni italiane, arriviamo alla firma del protocollo di gemellaggio tra Comuni e Regioni. Una firma che rappresenta lo sforzo che tutto il sistema di protezione civile svolge ogni giorno a difesa del cittadino. I gemellaggi sono un’opportunità per chi non dispone di una sistemazione alternativa, in caso di allontanamento dalle proprie abitazioni”.

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Borrelli ha sottolineato che si è arrivati a questo accordo “dopo un lungo percorso che ha visto la definizione della nuova zona rossa e della nuova zona gialla, sia per il Vesuvio che per i Campi Flegrei, ma dobbiamo continuare a lavorare sulla pianificazione d’emergenza perché è fondamentale che la Pianificazione territoriale sia perfettamente integrata con la pianificazione nazionale.

L’esercitazione nazionale sul rischio vulcanico che si svolgerà nell’area dei Campi Flegrei il prossimo ottobre, dal 16 al 20, inserita all’interno della settimana di Protezione civile istituita proprio quest’anno con una direttiva del Presidente del Consiglio, sarà la giusta occasione per testare anche questo tipo di attività in raccordo con tutte le strutture regionali di protezione civile, i Comuni, la Regione Campania e, naturalmente il Dipartimento della Protezione civile”.