Durante la pulizia degli argini spunta una bara coi resti di un uomo: è stata buttata dal ponte

Scoperta macabra vicino il torrente Santa Lucia, a Castelmauro. La cassa funebre in legno scoperta dai forestali durante la bonifica degli argini risalirebbe ad alcuni decenni fa. Rotta, all'interno mostra ossa e abiti maschili, ma niente cranio nè arti. E' stata sequestrata dal magistrato ed è oggetto di una indagine. "Nel cimitero - spiega il sindaco Flavio Boccardo - non risultano trafugamenti. Non è escluso che possa appartenere a persone non del posto".

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Una bara rotta e ammaccata con all’interno i resti di un corpo, verosimilmente un uomo. È stata ritrovata ieri sotto il ponte di Santa Lucia in contrada Pontoni, territorio di Castelmauro. Una scoperta macabra fatta dagli operai della Forestale che stavano lavorando alla bonifica degli argini del torrente. Proprio lì vicino, tra zolle di terra e vegetazione da falciare, è spuntata la bara, una cassa risalente ad alcuni decenni fa, almeno a giudicare dalle primissime informazioni che trapelano.

Ed è un giallo: di chi sono quelle ossa? E chi ha buttato la bara nel torrente tra le campagne?

“Nel cimitero del paese non risultano trafugamenti né furti” racconta a Primonumero.it il neo sindaco di Castelmauro Flavio Boccardo circa la scoperta della bara che, a giudicare dalle condizioni e dalla tipologia di realizzazione, “potrebbe avere almeno 40 anni”.

L’unica certezza, allo stato attuale, è che la bara sia stata scaraventata dal ponte fino al ruscello. E che si sia rotta proprio per il brusco impatto, aprendo squarci ampi nel legno. L’urto ha intaccato anche la lamiera del rivestimento interno, lasciando vedere il contenuto: ossa e indumenti.

Gli operai, scioccati, immediatamente hanno contattato il sindaco e carabinieri e subito dopo è stata informata la Procura della Repubblica che ha sequestrato tutto.

Il contenuto, esaminato meglio dal medico Asrem nell’obitorio del cimitero, dove è stata portata e dove si trova sotto sequestro giudiziario, ha rivelato abiti maschili, in particolare una camicia da uomo e pantaloni logori, nonché ossa appartenenti a schiena, costole e anca. Quello che mancava erano gli arti, sia superiori che inferiori, e la testa.

Non è escluso infatti che le correnti abbiano portato via una parte della salma trascinando lontano gambe, braccia e cranio. Ma non è neanche possibile escludere che la bara fosse stata già liberata dalla maggior parte delle ossa. Dovranno essere gli inquirenti a stabilirlo: l’indagine è appena cominciata.

Nessuna pista è esclusa, affermano le autorità, che fanno i conti con un luogo di ritrovamento particolare. Quella strada infatti è abbastanza trafficata perché collega Castelmauro con Guardialfiera e Civitacampomarano, dunque chiunque potrebbe aver buttato dal ponte la bara scaraventandola nel ruscello. Forse anche – è una ipotesi – per evitare i costi di smaltimento.

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