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Dai boschi del Molise un maxi tartufo da 1,2 kg: “Stagione ottima, ma soffriamo bracconieri e cinghiali”

Trovato in provincia di Campobasso – in un’area top secret – un tartufo nero da 1 chilo e 216 grammi, peso eccezionale, come racconta l’autore del ritrovamento, l’esperto Vincenzo Di Iorio. “La stagione 2019 si preannuncia ottima per il clima ma i problemi del settore sono tanti”

Il ritrovamento è avvenuto ieri mattina 12 giugno nei boschi in provincia di Campobasso. Un tartufo nero da 1,216 kg, un peso eccezionale. La zona in cui è stato raccolto tuttavia resta top secret, come testimonia il tartufaio. Che nel caso specifico è un esperto, Vincenzo Di Iorio, a capo dell’azienda specializzata ‘Di Iorio Tartufi’.

La zona della raccolta è ignota per mantenere il segreto del tartufaio” commenta Vincenzo, che parla di ritrovamento record mostrando le foto della pesatura del prezioso prodotto che verrà quindi venduto.

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Un ritrovamento che conferma come il Molise sia una zona molto ricca di tartufi, una risorsa da sfruttare pur nel rispetto dell’ambiente, tant’è che di recente è in discussione in Regione una proposta di legge per disciplinare il settore e promuovere il prodotto.

Oggi infatti accade non di rado che questa risorsa delle nostre terre venga venduto in zone molto più rinomate, come quelle del Piemonte o della Toscana, e lì spacciato per autoctono.

Eppure, dato l’utilizzo sapiente che se ne fa in tante cucine del Molise, il tartufo potrebbe diventare uno dei prodotti tipici dell’enogastronomia molisana, un po’ come vorrebbe la proposta di legge lanciata dai consiglieri Micone, D’Egidio e Di Lucente.

Perché le potenzialità sono enormi, come evidenzia Di Iorio. “La stagione 2019 del tartufo nero si prevede ottima – dice -. Le abbondanti piogge nei mesi scorsi e il caldo intenso in questi giorni favoriscono la crescita e la maturazione del prelibato diamante nero molisano”.

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Di contro ci sono tante piccole questioni da risolvere. “I problemi nel settore tartufigeno molisano non mancano, anzi peggiorano anno per anno: bracconieri che si recano nelle zone tartufigene nei periodi di divieto e distruggono la zona naturale di raccolta, tagli incontrollati dei boschi che producono tartufi naturali, incendi e presenza di cinghiali che distruggono ormai tutto”.

Da qui l’appello alle istituzioni. “Chiediamo un maggiore controllo per tutelare una ricchezza per la nostra regione”. Perché ritrovamenti come quello di ieri creano ricchezza e danno prestigio all’intero Molise.