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Da truffati a ‘truffatori’. 700 automobilisti costretti a pagare fino a 15mila euro: avevano acquistato vetture estere

I giudici del Tar Lazio hanno accolto il primo ricorso presentato dal possessore di un veicolo che aveva comprato una vettura all'estero e sospeso la richiesta di pagamento dell'Iva da parte della Motorizzazione civile. L'istanza, che avrà risonanza a livello nazionale alla luce delle centinaia di persone coinvolte, era stata presentata dall'avvocato Salvatore Di Pardo che spiega: "Il giudice amministrativo, seppur nella fase cautelare, ha ritenuto non provata la responsabilità dei cittadini acquirenti che in buona fede hanno comprato le auto".

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Il danno e pure la beffa. Che si è concretizzata davanti ai loro occhi quando gli ignari automobilisti hanno ricevuto richieste di pagamento fino a 15mila euro. Una somma relativa all’Iva non versata dal concessionario dal quale avevano acquistato una vettura estera. Qualcuno ricorderà la maxi inchiesta della Polizia e dell’Agenzia delle Entrate. Tre giorni fa la conclusione delle indagini.

Fine della vicenda? Non proprio. A 700 persone è arrivata in questi giorni la richiesta di saldare il conto: a loro la Motorizzazione civile ha chiesto la restituzione di targhe e carte di circolazione dei veicoli coinvolti nella frode, ha annullato il provvedimento di immatricolazione dell’auto. Dulcis in fundo, ha chiesto loro di pagare l’Iva che i concessionari indagati non avevano versato.

Non solo. Il ‘risarcimento’ è stato richiesto anche a distanza di tre anni dall’acquisto della macchina. E così dopo un primo momento di comprensibile smarrimento, gli acquirenti sbigottiti (tra loro c’è anche qualche noto professionista di Campobasso) hanno deciso di rivolgersi ad un legale per contestare quella richiesta di pagamento.

Il primo ricorso accolto porta la firma dell’avvocato Salvatore Di Pardo che ha presentato l’istanza contro i Ministeri di Trasporti, Economia e dell’Interno e contro l’Agenzia delle Entrate davanti al Tar del Lazio, competente territorialmente. Con l’ordinanza dello scorso 5 giugno e pubblicata ieri (9 giugno) i giudici amministrativi hanno dunque sospeso i provvedimenti di  revoca dell’immatricolazione richiesta dalla Motorizzazione civile di Campobasso “non emergendo dalla documentazione l’esistenza di una frode ritualmente accertata e contestata al ricorrente dall’Agenzia delle Entrate”.

salvatore di pardo

In sostanza, ha spiegato soddisfatto l’avvocato Di Pardo, “il giudice amministrativo, seppur nella fase cautelare, ha ritenuto non provata la responsabilità dei cittadini acquirenti che in buona fede hanno comprato le autovetture soprattutto in considerazione della circostanza che agli atti del processo non vi è un accertamento dell’Agenzia delle Entrate nei loro confronti e che non vi è alcuna documentazione che accerti il loro coinvolgimento  in un’eventuale frode fiscale”.

Mentre l’Agenzia delle entrate e l’Ufficio della Motorizzazione dovranno far pervenire una dettagliata relazione sui fatti, il 25 marzo del prossimo anno si svolgerà l’udienza di merito.

Intanto il pronunciamento del Tar Lazio potrebbe avere una risonanza a livello nazionale: sono centinaia i proprietari di autovetture coinvolti non solo in Molise, ma in tutta Italia.

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