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Crisi idrica, ancora disagi per lavori al potabilizzatore. Il colpo di scena: l’Acquedotto Molisano Centrale entra in funzione foto

Nella notte tra domenica e lunedì, a sorpresa, attivato il flusso dalle sorgenti matesine al serbatoio di Monte Arcano, a Larino. Una scelta che rientra nel primo step del collaudo della infrastruttura, iniziata ben 12 anni fa. Dalla diga di Guardialfiera acqua col contagocce e disagi enormi nei centri bassomolisani: i filtri del potabilizzatore sono in manutenzione. Probabile che siano stati intasati dall’aga tossica, che ora fortunatamente è in fase di riassorbimento. Gli ultimi esami dell’Arpa aprono all’ottimismo.

Resta l’emergenza idrica in Basso Molise, dove anche oggi – lunedì – il flusso è altalenante e ridotto ai minimi termini, tanto che anche nei Comuni dove questa mattina un filo d’acqua è arrivato, (dopo un giorno e mezzo di secca completa) la situazione è nuovamente critica. San Martino, Ururi e Larino stanno soffrendo dopo qualche ora di sollievo mattutina dovuta al ripristino del flusso.  Si annuncia un pomeriggio di disagi, con le autobotti allertate dalle Amministrazioni che stanno raggiungendo le Contrade meno servite, dove i problemi sono triplicati. E ci sono paesi dove l’acqua manca da sabato notte, come Campomarino e Portocannone. “Disagi gravissimi” dicono cittadini e amministratori, confidando in tempi di soluzione rapidi.

Ma sarà difficile che si possa tornare alla normalità rima di mercoledì. La drastica riduzione del flusso dalla diga del Liscione permane, causa manutenzione dell’impianto che rende l’acqua di lago potabile, liberandola a forza di cloro e azoto dalla melma e da tutte le impurità che tramite la rete di cattura dell’acque del Biferno finiscono nell’invaso di Ponte Liscione, a Guardialfiera, che serve tutto il BassoMolise.

“Siamo al lavoro incessantemente per il lavaggio dei filtri e la manutenzione dell’impianto” spiega il presidente di Molise Acque Giuseppe Santone, che non è in grado di prevedere con esattezza lo stop dei disagi.

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La buona notizia, seppure in un momento che sfiora il dramma viste le elevatissime temperature di questi giorni, è data dalla improvvisa apertura del Molisano Centrale. Non si tratta di una attivazione completa, ma è stato fatto un primo tentativo di renderla funzionante. Questa notte infatti a sorpresa, è stato attivato il flusso idrico fino al serbatoio di Monte Arcano, a Larino, che serve oltre alla cittadina frentana anche Ururi e San Martino in Pensilis.

Una decisione presa dopo una intera giornata di emergenza e consultazioni tra vari tecnici ed esperti, che hanno avallato la scelta del presidente di Molise Acque a procedere a un primo step dell’entrata in funzione della infrastruttura, iniziata ben 12 anni fa, che dovrebbe portare l’acqua dalle sorgenti matesine fin sulla costa.

Si sta lavorando con l’obiettivo di far entrare in funzione l’intero schema di interconnessioni del Basso Molise del nuovo acquedotto, i cui lavori sono iniziati 11 anni fa e che sono andati avanti tra ritardi e rallentamenti dovuti alla 1 burocrazia. Quanto accaduto stanotte è in ogni caso un momento storico: la crisi idrica ha inevitabilmente accelerato i tempi dell’entrata in funzione, seppure molto parziale e sotto rodaggio, dell’infrastruttura. Decisione motivata, spiegano da Molise Acque, “dalla necessità di andare incontro, per quanto possibile, alle esigenze della popolazione messa in ginocchio da questa durissima prova”.

Intanto sono arrivati i risultati dell’Arpa Molise circa l’alga tossica  nell’invaso del Liscione. I campionamenti effettuati giovedì scorso al torrino  danno esito negativo: l’alga presente in elevatissime concentrazioni nell’invaso artificiale fino a qualche giorno fa si sta riassorbendo e non ci sono tracce di cianotossine – dunque pericoli per l’uomo – nel flusso in uscita. Diga “pulita”, nessun problema per la salute.

Proprio la concentrazione massiccia dell’alga comunque potrebbe aver compromesso ulteriormente il corretto funzionamento dei filtri di potabilizzazione, che risultano intasati. Il loro lavaggio, “una manutenzione ordinaria che tuttavia in questo momento diventa più impegnativa proprio perché è un momento in cui il fabbisogno idrico triplica – prosegue Santone – sta andando avanti e stiamo lavorando senza sosta per risolvere nei tempi più brevi possibili l’emergenza”.

diga Liscione

Alcune amministrazioni, come quella di Petacciato, hanno già annunciato la razionalizzazione dell’acqua con chiusura notturna del serbatoio fino a quando la situazione non tornerà regolare. Per tutti l’invito è a utilizzare una risorsa preziosa solo per gli usi consentiti senza sprechi.