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Atti sessuali con gli alunni a scuola, ex bidello condannato a 7 anni

La sentenza di primo grado ha riconosciuto colpevole il 56enne D.B., in passato collaboratore scolastico nel plesso ‘Vincenzo Cuoco’ di Petacciato. L’accusa aveva chiesto otto anni, mentre la difesa può ricorrerere in Appello

Sette anni di carcere con la condizionale. Questa la sentenza nei confronti di D.B., oggi 56 anni, in passato bidello della scuola media ‘Vincenzo Cuoco’ di Petacciato. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di atti sessuali con bambini che all’epoca avevano 11-12 anni.

I fatti si riferiscono a diversi anni fa e solo il 27 maggio scorso, a 365 giorni dall’udienza preliminare, è arrivata la sentenza di primo grado in Tribunale, a Larino. In questi giorni la notizia sta diventando di dominio pubblico a Petacciato, dove se n’era parlato in passato, pur se molti avevano preferito il silenzio, fra lo sconcerto e l’amarezza.

Al termine della requisitoria dell’avvocato difensore dell’uomo, Roberto D’Alosio, il giudice Federico Scioli ha pronunciato la sentenza di condanna arrivata in un procedimento svolto con rito abbreviato su richiesta della difesa e che ha portato quindi a un leggero sconto di pena per l’uomo, per il quale l’accusa rappresentata dalla pm Marianna Meo aveva chiesto otto anni di carcere. Va ricordato inoltre che l’ex bidello aveva già scontato 18 mesi ai domiciliari e da allora ha perso il lavoro a scuola.

Al processo si erano costituite come parte civile sette famiglie di altrettanti bambini che accusavano D.B. di atti di libido alla loro presenza. Decisivi per le indagini sono stati i riscontri trovati dalla sezione Ris dei Carabinieri intervenuti per cercare tracce organiche nei pressi dell’istituto scolastico di via Tremiti.

Ma fondamentali furono i racconti dei ragazzi, ascoltati presso il Tribunale dei Minori in fase di indagine e capaci di riferire cosa era successo a scuola con l’imputato nonostante i traumi subiti. A rappresentare le loro famiglie c’erano i legali Arnaldo Tascione, Aurora Pantalone e Mariangela Di Biase.

La vicenda chiaramente non si chiude così. Per ora D.B. resta a piede libero, in attesa del possibile processo di appello, ma è possibile che in seguito si vada verso delle richieste di risarcimento che potrebbero tirare in ballo anche la presunta responsabilità della scuola.