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Assunzioni sospette in Regione, M5S: “Una parentopoli”. Il caso all’attenzione del Governo

Dopo la Procura di Campobasso e l'Autorità Anticorruzione, la questione arriva pure sulla scrivania del ministro Giulia Buongiorno. Ortis e Di Marzio: "Contratti a favore di soggetti aventi legami stretti di parentela con consiglieri, assessori e altri notabili dell’attuale maggioranza di centrodestra"

Non ha perso tempo il Movimento 5 Stelle e, 24 ore dopo la discussione in Consiglio regionale, il caso finisce all’attenzione del Governo. Parliamo del famoso ‘Consedin’, o meglio le assunzioni sospette in Regione. Martedì scorso (4 giugno) se n’è parlato in Aula ma Andrea Greco non è rimasto assolutamente soddisfatto della risposta fornita dal governatore Donato Toma. Anzi, ha messo in evidenza “l’imbarazzo dell’intera maggioranza di centrodestra”.

Dopo la Procura e l’Autorità Anticorruzione, la questione arriva pure sulla scrivania del ministro Giulia Buongiorno. E’ a lei che hanno rivolto una interrogazione i senatori pentastellati  Fabrizio Ortis e Luigi Di Marzio che chiedono di fare chiarezza sulle 22 assunzioni sospette nell’ambito di una gara d’appalto da un milione e 640mila euro di fondi europei (Por Fesr-Fse Molise 2014-2020). Indetta nel 2107 per il servizio di assistenza tecnica in Regione, è stata vinta dal raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Consedin spa e Ernst & Young Financial – Business Advisors spa. Ed è in tale procedura che sarebbero state contrattualizzate persone vicine agli ambienti politici del centrodestra.

“L’ennesima parentopoli consumata sulla pelle di chi ha dovuto lasciare la sua terra in cerca di fortuna altrove”, il giudizio di Ortis e Di Marzio.

“Il governatore Toma ha scelto deliberatamente di non rispondere – hanno spiegato i senatori – invocando addirittura discutibilissime questioni di privacy. Capiamo tuttavia che, di fronte a una situazione finita sotto la lente della procura di Campobasso e dell’Anac, grazie alla pretesa di legalità perseguita dal Movimento 5 Stelle, c’era poco da poter controbattere. Ci riferiamo al bando da 1 milione e 640mila euro per l’assistenza tecnica per il supporto nell’utilizzo dei fondi Por Molise Fesr Fse 2014-2020 e dei Fondi del Patto per lo Sviluppo della Regione Molise. Una gara espletata il 20 luglio 2017 la cui scadenza era fissata al 31 agosto, aggiudicata il 29 novembre 2017 e il cui contratto è stato firmato il 2 marzo 2018, aggiudicata da una rete temporanea d’imprese, la Consedin e la Ernst&Young Financial Business Advisors Spa, due colossi del settore che si sono uniti appunto per partecipare al bando pubblico”.

L’aggiudicazione del bando è avvenuta grazie alla presenza di 22 professionisti al servizio di Consedin ed Ernst&Young con esperienze pluriennali e qualificanti alle spalle, i cui curricula erano stati chiaramente allegati nell’offerta. Ma nel novembre scorso, in occasione dell’insediamento di queste figure presso gli uffici della Regione Molise, le due società hanno chiesto di sostituire, come consentito dal capitolato di gara, 14 di queste professionalità. “Sostituzioni che – sottolineano Ortis e Di Marzio – sarebbero state fatte in favore di soggetti aventi legami stretti di parentela con consiglieri, assessori e altri notabili dell’attuale maggioranza di centrodestra al governo regionale, oltre che già beneficiari, nel recente passato, di incarichi più o meno fiduciari sempre presso la Regione Molise. Parenti e affini, tra l’altro, che in passato avrebbero sottoscritto identici contratti, ma grazie ad un’altra sponda politica”.

L’azione avviata dal MoVimento 5 Stelle dopo l’accesso agli atti della procedura parte dal fatto che i sostituti, oltre che amici e parenti dei soliti noti, sarebbero in tutto o in parte sprovvisti dei requisiti specifici richiesti dal bando. “Profili ed esperienze con più di un’anomalia – incalzano i due parlamentari – confrontando la figura proposta a base di gara e quella chiamata a subentrare. Una cosa che, se appurata, sarebbe gravissima, perché farebbe passare un messaggio, inaccettabile, che in Molise lavorano solo quelli che hanno i santi in Paradiso”.

Di Marzio e Ortis accusano dunque il centrodestra di applicare “vecchie logiche clientelari e parentali” e al ministro Buongiorno chiedono di attivarsi presso l’amministrazione competente affinché vengano chiariti i criteri adottati nell’assegnazione degli incarichi descritti e dissipati tutti i possibili dubbi circa eventuali interessi diretti. Non solo: al Ministro i due senatori chiedono anche quali iniziative intenda assumere affinché siano disposti gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti descritti per fare luce sui criteri adottati nell’assegnazione dei suddetti incarichi e valutati eventuali profili di illiceità.