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Treni soppressi e ritardi, caos e malori sulla linea Roma – Campobasso: arriva l’esposto in procura

Giornata infernale come spesso accade per i pendolari del Molise che hanno vissuto un incubo a causa della soppressione di due corse dirette nel capoluogo. La mancanza di spiegazioni e di soluzioni fornite per tempo e il maltempo hanno infine acuito gli animi. Il caso rischia di finire in tribunale ma nel frattempo il prezzo dei disagi vissuti arriverà a costare il 40 per cento in più del costo dei biglietti a partire da giugno

Danno e beffa. E’ il copione sempre uguale che vivono quasi quotidianamente i pendolari che da Roma si spostano verso Campobasso e viceversa.

Il danno consiste nei soliti apocalittici ritardi cui devono far fronte, ala benna invece nell’aumento a partire da giugno del costo del biglietto portato al 40 per cento in più.

Ma quanto hanno vissuto una sessantina di pendolari lunedì sei maggio ha dell’incredibile e soprattutto ha rasentato ormai il limite della tolleranza tanto che questa volta si rischia davvero che Trenitalia e tutti i corresponsabili dell’accaduto finiscano per essere denunciati e evinte le violazioni delle norme esistenti, di risponderne davanti ad un tribunale.

AL binario venti bis una sessantina di passeggeri erano pronti per prendere il treno delle 17.27 quando improvvisamente sul tabellone elettronico sono iniziati a comparire i ritardi del convoglio che via via diventavano più rilevanti. I venti minuti iniziali sono presto diventati cinquanta poi un’ora e venti minuti fino alla soppressione della corsa e al passaggio diretto a quella delle 20.35

Anche in questo caso però la corsa è poi stata subito soppressa. Nel frattempo nessuna spiegazione è stata fornita ai pendolari che dopo la seconda soppressione hanno avviato unna protesta collettiva. Allora, un dipendente di Trenitalia ha riferito agli utenti che “a causa di un guasto a Colleferro il treno proveniente dal Molise e diretto a Roma era rimasto bloccato ad Anagni”.

E’ esploso il putiferio, pioggia e freddo hanno causato un malore di un’anziana soccorsa dal 118 mentre gli altri utenti hanno chiamato la Polfer per denunciare l’accaduto.

Poi un funzionario di Trenitalia ha suggerito di salire sul treno per Cassino perché a  Colleferro avrebbero preso quello diretto in Molise. Le poche persone che ce l’hanno fatta ad aspettare la tarda ora hanno preso il treno alle 23, fatto lo scalo per arrivare nel capoluogo molisano attorno alle due.

Una giornata da guinness dei primati mentre il consiglio regionale del Molise ha finanche aumentato il costo dei biglietti del 40 per cento. Aumento dei prezzi e peggioramento dei servizi: questa è la triste realtà. Il Molise che esiste, non esiste prima di tutto per gli inquilini di palazzo d’Aimmo che ancor prima di valutare un esborso ulteriore da parte dei pendolari avrebbero dovuto valutare magari un contratto di garanzia sui servizi ricevuti in cambio e che finora sono pari a zero.

“Io dovrei pagare in più per cosa? – scrive un utente di un gruppo social ideato proprio dopo la scelta del governo regionale di aumentare il costo dei biglietti –  Per una regione che ti permette di viaggiare su un treno diretto a Napoli con soli 2-3 vagoni al massimo, che fa 10 fermate prima di arrivare a Napoli, che puntualmente arriva a Caserta o si rompe o si riempie talmente tanto che le sardine stanno più larghe di noi che paghiamo? Avevano messo anche il Flixbus (il prezzo del biglietto 5 euro) poi è successo che non si sa per quale assurdo motivo l’unica tratta a essere tolta è proprio Campobasso- Napoli, per le altre città come Roma o Pescara ci sono.  Ebbene sì sono una semplice ragazza campobassana che è costretta a studiare fuori visto che l’Accademia delle belle Arti non c’è nella mia regione, e ogni volta che devo tornare mi passa la voglia solo al pensiero del viaggio, nessuno che ci viene incontro ma direi piuttosto contro vogliono aumentare le tasse, sicuro succederà noi pagheremo di più ma non avremo niente in cambio, ne un vagone in più e ne un pullman nuovo con più fasce orarie, non è sicuramente colpa di noi giovani se fuggiamo da questa regione”.

In merito al discusso aumento dei biglietti c’è anche una nota del sindaco Antonio Battista: “Il governo centrale Lega-5Stelle ha tagliato 300 milioni di euro destinati alle regioni per il trasporto pubblico. E poi  c’è il governo della Regione Molise guidato da Toma e dalle stesse forze politiche che sostengono la candidata della Lega Maria Domenica D’Alessandro a sindaco di Campobasso, che aumenta le tariffe del 40% sui trasporti. I 5Stelle in merito a questa faccenda cosa dicono? E la candidata a sindaco di Campobasso D’Alessandro? Cosa pensa a riguardo? Tutto tace, e come al solito c’è una gran confusione. Fanno quello che vogliono. Ma non a Campobasso! Nel nostro capoluogo – conclude Battista –  non abbiamo consentito nessun aumento delle tariffe, e su questa decisione i signori alleati di governo, ma avversari in regione, hanno avuto il coraggio di sollevare polemiche.