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Tra sorprese e delusioni, top e flop dopo il voto: la Lega non sfonda, esclusi ‘eccellenti’ dal Consiglio comunale

L'esito del ballottaggio definirà anche la composizione dell'assise civica: chi vince 'guadagna' il 60% dei seggi. Nonostante l'incertezza determinata dal voto del 26 maggio, è possibile definire i candidati più gettonati e quelli delusi dall'esito delle urne. Il podio dei campioni di preferenze è trasversale: primo posto per il candidato dei Popolari Salvatore Colagiovanni, seguito da Alessandra Salvatore (Pd) e Simone Cretella (M5S).

Poteva mancare la ciliegina sulla torta? Alla fine di uno spoglio ‘pazzo’ e confuso, culminato con il giallo sul ballottaggio (con l’errore di trasmissione dei dati dal Comune alla Prefettura), non è certa nemmeno la definizione del Consiglio comunale. Con le sue liste il centrodestra non è riuscito a sfondare il 50% delle preferenze.

Anche in questo caso, la partita si concluderà il prossimo 9 giugno, quando si svolgerà il ballottaggio tra l’aspirante sindaco del centrodestra Maria Domenica D’Alessandro e quello del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina. “Chi vince prende tutto”, sintetizzano negli ambienti politici. In pratica, il primo cittadino vincente si aggiudicherà il 60% dei seggi nell’assise civica. Calcoli per ora ‘annullati’ in attesa del giorno del giudizio finale.

Tuttavia è possibile fare il punto sui consiglieri più gettonati e quelli delusi dall’esito delle urne. Sicuramente sprizza gioia da tutti i pori Salvatore Colagiovanni, fino allo scorso gennaio assessore alle Attività produttive nella giunta di Antonio Battista. Poi la mancata firma del documento di fedeltà al primo cittadino uscente e le dimissioni. Colagiovanni, in corsa con i Popolari, ritornerà a palazzo San Giorgio come ‘campione’ di preferenze: 796.

Sul secondo gradino del podio la ex collega di giunta: Alessandra Salvatore, 615 voti, candidata nel Pd e molto vicina all’ex senatore Roberto Ruta. Quest’ultimo, nonostante non ricopra più incarichi elettivi, conserva il suo appeal politico nel capoluogo.

A completare il podio dei più votati è Simone Cretella, consigliere uscente del Movimento 5 Stelle: 556 preferenze. Tra i pentastellati esordio positivo per Margherita Gravina (369), Antonio Vinciguerra (360), conferme per Luca Praitano (334) e Paola Felice (314). Complessivamente M5S ha conquistato 6302 preferenze (22,39%).

Ottima pure la perfomance di Carla Fasolino (pure lei candidata nei Popolari) che ha quintuplicato i voti presi cinque anni fa: erano 160 nel 2014, ora la consigliera con esperienza nel mondo imprenditoriale è a quota 513.

Stesso discorso per Gennaro Niro (397), anche lui schierato nella lista dei Popolari, primo partito della coalizione di centrodestra (15,12%, 4254).

Dei candidati più votati tra i Popolari tre provengono dalla ex maggioranza di Antonio Battista: Francesco Sanginario (366), Pietro Montanaro (363) e Antonio Di Renzo (299).

Nonostante fosse il partito di Maria Domenica D’Alessandro, la Lega è il secondo partito della coalizione (10,51%, 2959 voti). In questo caso fanno il pieno di preferenze gli ex consiglieri comunali (nonchè leghisti della prima ora a Campobasso) Alberto Tramontano (392) e Alessandro Pascale (287), seguiti da Giuseppe Gianfagna (227) e Antonio Madonna (223).

Esordio col segno ‘più’ per il movimento ‘E’ Ora’ (10%, 2815 voti) di Nicola Gesualdo e del presidente Donato Toma. I più gettonati sono l’ex assessore al Bilancio Massimo Sabusco (513), l’ex consigliere delegato alle contrade per il centrosinistra Gianluca Maroncelli (410), Alessandro Grana (257) e Gianluca Gargaro (250).

Forza Italia invece conquista ‘solo’ l’8,24% delle preferenze (2318): i più gettonati sono Domenico Esposito (305), Michele Coralbo (252) e Giuseppe Cimino (224), ex vice sindaco della giunta Di Bartolomeo. Mario Annuario (378) e Federico Sarli (171) sono i più votati della lista di Fratelli d’Italia (5,24%, 1475).

Arrivano alcune conferme dal Pd (16,10%, 4531 voti): i preferiti dagli elettori sono – oltre la già citata Alessandra Salvatore – l’assessora uscente all’Urbanistica Bibiana Chierchia (485) e il capogruppo dem Giose Trivisonno (485). Positivo anche il bottino dell’ex titolare dell’Ambiente Stefano Ramundo (392). Pietro Maio, ex assessore ai Lavori pubblici, non riuscirà ad entrare per 30 voti (362). Stesso discorso per Michele Durante (374), ex presidente dell’assise civica.

Nel consiglio comunale entra anche l’aspirante primo cittadino di ‘Io Amo Campobasso’ Paola Liberanome (4,97%, 1399 preferenze).

Delusione cocente invece per le ex assessore Lidia De Benedittis (257) e Maria Rubino (225) e la consigliera uscente Marialaura Cancellario (204): non rientreranno in Consiglio comunale.

Risultato al di sotto delle aspettative infine per i transfughi Antonio Columbro (266), Francesco De Bernardo (ex assessore alla Mobilità, in corsa con i Popolari, 223 voti), Elio Madonna (150), Antonio Molinari (195).

I delusi: forse si aspettava qualche voto in più l’imprenditore e presidente dell’Associazione Costruttori Edili Corrado di Niro (Popolari, 308 voti), che era stato proposto come candidato sindaco del centrodestra, e la consigliera di parità Giuditta Lembo (Forza Italia, 178 preferenze). 

Infine, qualche curiosità: la donzella della scorsa edizione dei Misteri Sarah Kalaf, candidata con i Popolari, ha ottenuto 123 preferenze. Diversi i medici candidati: maluccio il risultato del dottore Angelo Di Stefano (Forza Italia, 89 voti), meglio Leo Terzano (La sinistra, 331 preferenze), mentre si ferma a 78 preferenze Michele Mariano (Forza Italia).