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Terremoti e lavori, Bifernina vecchia e pericolosa. Il lento declino della strada più importante del Molise

Il collegamento fra il Molise e la costa, l'unico che conduce all'ospedale unico regionale - il Cardarelli di Campobasso - versa in uno stato sempre più disastroso: dai 50 km/h (quasi mai rispettati) sul viadotto del Liscione agli ultimi interventi nei pressi del bivio di Montagano, i tempi di percorrenza sono sempre più lunghi. Mentre il progetto dell'autostrada è naufragato (anche se la società continua a produrre perdite, 80mila euro solo nel 2018), i molisani tornano a chiedere una viabilità più moderna. Ne va della loro loro salute e dell'economia di tutto il territorio.

16 agosto 2018. Probabilmente una data spartiacque per la viabilità della provincia di Campobasso. E’  come se la Bifernina fosse ‘invecchiata’ di colpo quel giorno, con l’ultimo forte terremoto che ha interessato il nostro territorio e che ha reso precaria la strada più importante che collega il Molise centrale alla costa.

Mettersi in viaggio sulla statale 647 è un inferno che dura un’ora e un quarto, se va bene. Se va male, un’ora e mezza, ma anche un’ora e quaranta minuti. E’ il tempo impiegato mediamente se ovviamente si rispettano il codice della strada e i limiti di velocità, in particolare i 50 km/h orari imposti quando si attraversano i viadotti della diga del Liscione. Un limite considerato insopportabile per tutti coloro che transitano sul ponte ma imposto per evitare che le vibrazioni rendano ancora più precaria una struttura in sofferenza proprio dopo il sisma dello scorso agosto.

Otto mesi dopo, nonostante la promessa di interventi migliorativi e necessari a consolidare i piloni, la situazione non è cambiata. Anzi, se ci fosse una classifica, la Bifernina si potrebbe trovare ai vertici per essere una delle strade più disastrate e pericolose d’Italia. A peggiorare la situazione è pure il semaforo che disciplina la circolazione a senso unico alternato nei pressi del bivio di Montagano.

Il risultato? Attesa, caos e file nelle ore di punta, tempi più lunghi per raggiungere Termoli o viceversa Campobasso e dunque automobilisti infuriati.

“Vengo in Molise per motivi di lavoro e non è possibile che l’unica strada che da Campobasso porta a Termoli sia ridotta in queste condizioni”, racconta un lettore che ha contattato la nostra redazione per raccontarci i disagi affrontati. “Si parla di sviluppo economico del Molise, ma con una strada così viene voglia di  chiudere l’azienda e fuggire dal Molise. Hanno fatto naufragare il progetto dell’autostrada che invece poteva essere fondamentale per questa regione”.

Senza una strada ‘decente’, che si trasforma a volte in una tomba (ci sono stati tantissimi incidenti mortali), è bloccata pure la ripresa della nostra regione. Chi verrebbe ad investire in un posto con una viabilità così scalcinata?

C’è poi chi la Bifernina la percorre tutti i giorni: è quotidiano lo stress per i pendolari, siano essi i lavoratori della Fiat che da Campobasso viaggiano verso gli stabilimenti della zona industriale della città adriatica oppure gli studenti che frequentano gli istituti superiori del capoluogo o le Facoltà dell’Università del Molise. L’odissea sulla strada diventa addirittura un calvario per chi non è in buone condizioni di salute e ha bisogno di rivolgersi ai servizi sanitari dell’ospedale unico regionale, ossia il Cardarelli: per i malati che ad esempio si devono spostare dal Basso Molise raggiungere il nosocomio utilizzando la Bifernina diventa un mini viaggio della speranza.

“Ormai impieghiamo almeno un’ora e 10 per arrivare a Termoli ed è diventato molto più stressante”, ci riferisce Savino, che vive nel capoluogo molisano e ogni giorno per motivi di lavoro raggiunge la costa. “Per non parlare del pericolo sui viadotti del Liscione: c’è chi via piano per rispettare i limiti di velocità, chi non li rispetta e sorpassa mettendo in pericolo gli altri. E’ assurdo che non ci sia un’autostrada“.

Un progetto in realtà c’era, poi la nuova giunta regionale targata Toma ha preferito rinunciarvi, anche se la società Autostrada del Molise ancora esiste e la Regione dovuto sborsare pure 80mila euro di soldi pubblici per pagare le perdite certificate nel bilancio d’esercizio 2018. “Meglio una superstrada a 4 corsie e una strada che costeggia l’invaso artificiale”, la proposta dell’assessore regionale al ramo Vincenzo Niro.

Intanto si assiste al lento declino della strada più importante del Molise, che invecchia progressivamente quando dovrebbe essere resa più moderna e al passo con i tempi. Se ne accorgono tutti, pure i turisti e i politici che per la prima volta ‘mettono piede’ in provincia di Campobasso. “Ma come fate?”, si chiedono allibiti.

Ecco perchè la proposta di Micaela Fanelli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, di destinare i 220 milioni previsti nel Contratto di sviluppo del governo Conte alla realizzazione della superstrada a 4 corsie dovrebbe essere accolta e realizzata nel più breve tempo possibile. Ne va della salute dei molisani e dell’economia del Molise.