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Stipati come sardine sul treno: l’odissea dei molisani tornati in regione per votare

'Ammassati' nei convogli, esplode la rabbia dei pendolari molisani che oggi sono tornati in regione per poter esercitare il diritto di voto e potersi recare alle urne domenica 26 maggio per scegliere in propri rappresentanti nel Parlamento europeo e in Comune. "E' una vergogna, abbiamo viaggiato per tre ore e mezza in piedi".

In piedi o seduti. Stretti stretti, senza avere nemmeno lo spazio per passare in caso di bisogno alla toilette. Figuriamoci se scappava uno starnuto. L’ultima ‘odissea’ sul Roma-Campobasso è di oggi, 24 maggio. Fra due giorni si vota per le Europee e le Comunali e tanti molisani hanno fatto ritorno in regione per poter esercitare un diritto costituzionalmente garantito.

treno affollato

Peccato che Trenitalia, che ha previsto tariffe agevolate per gli elettori che utilizzavano il trasporto su ferro, poi non ha pensato di aumentare le carrozze a disposizione dell’utenza. E così, come avviene quasi sempre in questi casi, i molisani che vivono a Roma hanno dovuto affrontare un viaggio di tre ore e mezza estremamente difficoltoso: giovani e anziani stipati quasi come ‘animali’ in un convoglio diventato improvvisamente ‘minuscolo‘. 260 chilometri di ‘sudore’, caos e rabbia condivisa col proprio vicino. Tre ore e mezza di fatica su una delle tratte peggiori d’Italia, con la pazienza al limite e i piedi gonfi.

Arrabbiato, stanco e sfiduciato, per testimoniare le condizioni ‘da terzo mondo’ del viaggio uno dei pendolari ha girato un video con uno smartphone e lo ha inviato alla nostra redazione. “Tre ore e mezza di viaggio in piedi da Roma a Campobasso in queste condizioni vergognose. Sapevano che molti cittadini sarebbero tornati in Molise per votare, ma non hanno fatto nulla”, il suo sfogo.

Un po’ più fortunati i pendolari che hanno viaggiato sulla tratta adriatica: treni sempre affollati, ma almeno quasi tutti hanno trovato posto a sedere.