Scoppia la guerra dei dirigenti, i giudici bocciano la riorganizzazione. Provincia a rischio paralisi

Il Consiglio di Stato ha fissato al prossimo 24 ottobre l'udienza di merito sul ricorso presentato dall'ente. Confermato il pronunciamento del Tar Molise che ha annullato la riorganizzazione votata dalla giunta provinciale guidata da Antonio Battista

La riorganizzazione dei dirigenti decisa nel 2017 dalla giunta Provinciale guidata da Antonio Battista è nulla. A deciderlo i giudici amministrativi: prima il Tar Molise, poi il Consiglio di Stat, che lo ha ribadito qualche giorno fa.

Una storia iniziata tre anni fa, quando il governo di Palazzo Magno per recepire la riforma Delrio (che ha tagliato i fondi e ridimensionato le funzioni degli enti) ha ridotto da cinque a due i dirigenti. Angelo Fratangelo e Carmine Pace sono gli unici confermati in quanto ritenuti “dotati di maggiori attitudini, capacità professionali e specifiche competenze nei due settori” considerati prioritari: tecnico-legale il primo, finanziario-contabile il secondo. Gli altri tre – fra cui Pellegrino Amore – devono essere trasferiti in altri enti.

Ed è proprio quest’ultimo a contestare la riorganizzazione. Ex dirigente in via Roma, Amore è l’attuale ‘capo’ del Centro per l’impiego di Campobasso, che rientra all’interno delle competenze della Regione Molise.

Il suo ricorso è stato ammesso dal Tribunale amministrativo che nella sentenza dello scorso 19 dicembre ha riconosciuto che la scelta di escludere dalla dirigenza provinciale il dottor Amore “disattende l’indirizzo della delibera del Consiglio provinciale (la numero 2 del 2017) che fissa il criterio selettivo della maggiore anzianità di servizio”. Dunque la Provincia “avrebbe dovuto assegnare in via prioritaria ad altre amministrazioni i dirigenti fuori ruolo o comandati o distaccati presso quelle stesse amministrazioni”. E Amore aveva “sia una maggiore anzianità di servizio sia una maggiore anzianità nella qualifica dirigenziale rispetto agli altri dirigenti Pace e Fratangelo”.

Inoltre nel pronunciamento i giudici amministrativi fanno riferimento ad una sentenza del 2016 in cui si sottolineava l’incompetenza della giunta provinciale ad adottare gli atti di riassetto organizzativo e di programmazione della dotazione organica. Per poterlo fare c’era bisogno di un atto di indirizzo votato dal Consiglio provinciale.

Dopo la decisione del Tar, la Provincia di Campobasso e i dirigenti Pace e Fratangelo (interessati a restare in via Roma) hanno presentato appello al Consiglio di Stato. Tuttavia, il massimo organo della giustizia amministrativa non ha concesso la sospensiva fissando l’udienza di merito al prossimo 24 ottobre, quando sarà posta la parola fine sulla vicenda.

Una storia che sta facendo discutere a palazzo Magno, ma che potrebbe avere conseguenze dirette anche sui cittadini: la Provincia, che continua a gestire viabilità, scuole e ambiente, non può operare in queste condizioni, con i dirigenti ‘sospesi’ in attesa dell’ultimo grado di giudizio da parte dei giudici amministrativi.