Sbrocca contro le cassandre del disastro economico. “Nessun rischio crack, conti del Comune migliorano”

Il primo cittadino e ricandidato per la massima poltrona comunale replica alle accuse dell’avversario dei Cinque Stelle e anticipa la conferenza stampa sullo stesso tema dell’esponente di centrodestra Francesco Roberti. “Dopo l’operazione verità sui crediti voluta dalle nuove norme il disavanzo è di 3 milioni e 800 mila euro che verranno coperti con rate trentennali da 180mila euro”

Nessun rischio di dissesto finanziario, nessun crack dietro l’angolo. Secondo il sindaco e ricandidato alla fascia tricolore Angelo Sbrocca la situazione delle casse del Comune è ben salda. Lo afferma per replicare alle parole dell’avversario Nick Di Michele, pronunciate durante un confronto pubblico e per anticipare quelle che probabilmente arriveranno domani mattina in una conferenza stampa convocata dall’esponente di centrodestra Francesco Roberti.

Secondo il sindaco uscente, il Comune durante la sua gestione avrebbe operato al meglio per evitare seri guai finanziari all’ente. “Non si rischia assolutamente il crack finanziario o, come gridato allarmisticamente dal candidato Di Michele, addirittura il commissariamento del Comune. Come ben sanno i cittadini e hanno avuto modo di verificarlo in ogni ambito in cui abbiamo lavorato e migliorato la città, lo abbiamo fatto anche dal punto di vista delle finanze. Dal rendiconto della gestione 2018 emerge un risultato di amministrazione di 28 milioni 519mila e 106,35 euro”.

Secondo il sindaco, la sua Giunta, che aveva come assessore al Bilancio Enzo Ferrazzano oggi passato proprio con Roberti, avrebbe operato in tre fasi, in seguito all’introduzione da parte del Governo centrale di nuove norme riguardo alla contabilità degli enti pubblici. “La riforma contabile “armonizzazione” -, a pieno regime ormai dal 2016, – si legge in una nota a firma del candidato di centro sinistra – ha introdotto diversi obblighi per gli enti locali tra i quali la costituzione del Fondo Crediti dubbia esigibilità vale a dire una previsione di spesa non impegnabile che alla fine dell’esercizio costituisce accantonamento obbligatorio nel risultato di amministrazione.

Questo fondo ha il fine di evitare che il Comune, nel caso di crediti inesigibili, possa trovarsi in situazioni tali da pregiudicare l’equilibrio economico finanziario”.

Quindi un fondo di denaro non utilizzabile per la spesa corrente ma da accantonare proprio nel caso in cui il Comune vada in dissesto. “Nel risultato di amministrazione 2018 – prosegue Sbrocca – il Fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato ammonta a 20 milioni 918mila e 169,81 euro (somme non spendibili) oltre ad un fondo rischi contenzioso di 942 mila 707,42 euro”.

La seconda fase ha riguardato per gli enti pubblici italiani la revisione totale di quei crediti che erano ascritti a bilancio, ma che in sostanza erano divenuti carta straccia. “Nel 2015 la riforma ha imposto a tutti gli enti locali una straordinaria operazione di verifica (chiamata operazione verità) volta a verificare l’esigibilità di tutti i crediti e tutti i debiti iscritti in bilancio con l’intento di mantenere solo quelli sorretti da elementi certi ed effettivamente esigibili giuridicamente.

Questa operazione ha comportato la cancellazione di una mole di residui attivi (crediti) provenienti da esercizi precedenti per i quali non si è riscontrata alcuna ragione giuridica che ne legittimasse il mantenimento in bilancio.

L’operazione di pulizia effettuata da questa amministrazione in conformità ai nuovi principi contabili ha portato l’ente ad un disavanzo straordinario di amministrazione di oltre 14 milioni coperti per quanto è stato possibile con somme a disposizione e con una forte contrazione della spesa”.

Quindi il Comune di Termoli si è trovato con 14 milioni di euro da recuperare, nel calcolo fra entrate e uscite. Per rimediare, si è dovuto stringere la cinghia per quanto possibile. Uno degli effetti della cosiddetta revisione della spesa. “Effettuate tutte le operazioni di riduzione di tale disavanzo – si legge nella nota – si è arrivati a dover coprire un disavanzo di soli 3 milioni e 800 mila euro con possibilità di rientro (previsto dalla normativa) in trent’anni caricando così i successivi bilanci della sola rata annuale di poco più di 128mila euro”.

Non manca da parte del candidato al bis da sindaco una stoccata all’avversario pentastellato. “Tutto questo è stato approvato in Consiglio Comunale quando forse il consigliere Di Michele dormiva o era distratto. Il buco finanziario che Di Michele evidenzia in effetti non è un buco anzi i principi contabili prevedono che gli enti in disavanzo a seguito del riaccertamento straordinario effettuato nel 2015 hanno l’obbligo di coprire annualmente la rata di 128mila euro annuale e far diminuire così il disavanzo complessivo di 3 milioni e 800mila euro. In tutti i rendiconti approvati dall’Amministrazione tale obbligo è stato rispettato”.

In chiusura, Sbrocca sottolinea come i conti siano migliorati sensibilmente nell’ultimo triennio. “Il risultato negativo di 1 milione 742mila e 534,05 è migliorativo rispetto a quello dell’esercizio precedente che era di 1 milione 955mila e 528,43 e ancora migliorativo rispetto al 2016 che era di 2 milioni 196mila e 705,51 euro. Si evidenzia che dal 2015 al 2018 l’amministrazione è riuscita a recuperare ben oltre 2 milioni di euro”.

Ultima nota riguardo ai cosiddetti indicatori di deficit. “Riguardo all’essere o meno ente deficitario lo dicono i numeri, vale a dire particolari parametri ben definiti e stabiliti dalla legge. L’amministrazione è riuscita negli anni di mandato a ridurre i parametri di deficitarietà strutturale del comune di Termoli passando da 4 a 1 solo. Va ricordato che superati i quattro parametri l’ente è strutturalmente deficitario. Caro Nick, non sappiamo se avrai voglia e tempo di leggere questa nota e comprendere che sul bilancio hai preso un abbaglio ma una cosa è certa, se non riesci a leggere e comprendere un bilancio e non ti informi per bene, sarà dura essere sindaco di una città come Termoli”.