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Pienone per Salvini: “Per vincere dobbiamo battere la rassegnazione. Maria Domenica? Scelta perchè è brava” fotogallery

Serata nel capoluogo molisano per il vice premier atteso da centinaia di persone al Centrum Palace per sostenere la candidata sindaca della Lega in corsa al Comune di Campobasso. "La sinistra ha governato questa città e in campagna elettorale non dovrebbe insultare la Lega, ma dovrebbe raccontare quello che ha fatto", rimarca mentre qualcuno dal pubblico chiede di 'mollare' Di Maio e i 5 Stelle. Poi rivendica: "A Campobasso i migranti sono diminuiti del 40%". Infine scherza sugli striscioni di contestazione: "Lanciamo un concorso".

Matteo Salvini entra nella sala strapiena poco prima delle 22, mentre risuonano le note del ‘Nessun Dorma’ e Luciano Pavarotti canta ‘Vincerò’. Un brano che in casa Lega sperano sia di buon auspicio perchè “se alle Europee non otteniamo almeno il 30% a Campobasso non vengo più”, dice il ‘capitano’ davanti ad un pubblico entusiasta che, nonostante sia sera, il tempo sia inclemente e ci sia in tv la finale di Coppa Italia, raggiunge il Centrum Palace.

Salvini D'Alessandro Mazzuto

L’atmosfera è calda. Ci sono le bandiere bianche e azzurre con la scritta ‘Prima l’Italia’, il banchetto in cui è possibile ricevere gratuitamente tanti prodotti con il ‘brand’ Salvini: magliette, matite, calendari, sportine di cotone e altri gadget.

Salvini a Campobasso

E poi: i ragazzi con le t-shirt ‘dedicate’ al capitano che si mischiano nel parterre assieme agli adulti e a tanti volti più noti della politica e della società civile. Fra questi l’avvocato Demetrio Rivellino, l’ex presidente della Sea Stefano Sabatini e il sindaco di Campodipietra Peppe Notartomaso. Qualcuno intravede anche persone che fino a poco tempo fa erano vicine o sono state candidate con Paolo di Laura Frattura, ex governatore del Pd. Padrone di casa il coordinatore regionale Luigi Mazzuto.

E poi in prima fila i candidati di Campobasso (fra loro spiccano il capolista Alberto Tramontano e Alessandro Pascale) e quelli di Termoli. Tra questi ultimi ci sono Michele Marone e Rita Colaci, ex assessora della giunta provinciale guidata da De Matteis.

Salvini a Campobasso

I leghisti del capoluogo insomma non si perdono l’evento elettorale organizzato per la candidata sindaca Maria Domenica D’Alessandro, ‘benedetta’ dallo stesso vice premier per guidare la coalizione di centrodestra in corsa al Comune di Campobasso. “L’abbiamo scelta perchè è brava, non perchè è donna”, precisa lui. “Siamo riusciti a ricompattare il centrodestra e con una candidata della Lega abbiamo intenzione di governare una città che ha rallentato e che invece merita più cura e attenzione. Sono convinto che andremo bene”, esplicita ai microfoni dei giornalisti con cui si sofferma per le interviste prima del bagno di folla.

Alla stampa locale (che può fare finalmente le interviste, al contrario di quanto successo l’8 maggio con l’altro vice premier Luigi Di Maio) il capo del Viminale sottolinea pure che i 220 milioni stanziati per il Molise nel Contratto di sviluppo sono “una buona notizia, l’importante è che vengano spesi bene. Come Lega vigileremo che vengano spesi bene per infrastrutture e per il tessuto economico”.

Una battuta pure sugli striscioni di contestazione appesi sui balconi del capoluogo del Molise: “Se sono colorati mi divertono, anzi potremmo lanciare il concorso per lo striscione più bello. Quello che non mi fa sorridere sono le minacce di morte e di violenza. Quella non è critica, è violenza. Ma io mi occupo di antimafia, combatto gli spacciatori e gli scafisti non mi occupo di striscioni”.

Quando invece si trova davanti al ‘suo’ pubblico il primo tema che Salvini rimarca è quello dell’immigrazione: “Anche a Campobasso grazie a noi c’è il 40% di migranti in meno”, mentre in Italia “gli sbarchi sono diminuiti del 91%”.

Mentre dalla platea qualcuno gli chiede di ‘mollare’ Di Maio urlando “Manda a casa il tuo amico”, Salvini attacca il Pd: “La sinistra perderà perchè mentre noi parliamo di futuro, dell’Europa che verrà e della Campobasso che sarà, loro stanno ancora cercando i fascisti che non ci sono da 70 anni. La sinistra ha governato questa città e in campagna elettorale non dovrebbe insultare la Lega, ma dovrebbe raccontare quello che ha fatto”, aggiunge punzecchiando il Pd e il sindaco Antonio Battista. “Cioè niente”, urla qualcuno dal pubblico. “Gli asfalti dell’ultimo mese fanno arrabbiare, i concorsi degli ultimi giorni ci riportano indietro a 40 anni fa, non funzionano più”. Il riferimento è al bando per 30 dipendenti da poco pubblicato dalla Sea e che per i leghisti ‘puzza’ un po’.

Mancano 11 giorni, l’unico avversario da battere per vincere in Comune e in Europa non è la sinistra, ma la rassegnazione, i cittadini che non vogliono andare a votare”, ma “chi non va a votare, poi non deve rompere le balle”, dice ottenendo un applauso fragoroso. “Chi non sceglie è complice del vecchio sia a livello locale che in Europa. A Roma abbiamo dimostrato che ‘volere è potere’, abbiamo smontato la Fornero, varato ‘quota 100′, la legittima difesa e diminuito gli sbarchi”.

Spazio ovviamente a Maria Domenica D’Alessandro, l’aspirante sindaca leghista che per l’importante incontro sceglie di indossare un tailleur rosso corallo, che attacca Antonio Battista e Roberto Gravina. “Non accetto lezioni da chi ha amministrato la città solo nell’ultimo mese e fatto in campagna elettorale un bando per assumere personale alla Sea, è vergognoso, queste sono menzogne”, dice contro il sindaco uscente. Invece contro l’avversario del Movimento 5 Stelle rimarca: “Non accetto lezioni da chi ha fatto un’opposizione silenziosa”.

Alla fine del comizio al Centrum uno dei riti preferiti da Salvini: i selfie con le persone che lo hanno ascoltato. Un po’ di trambusto, lui forse si indispettisce un po’ davanti ai campobassani indisciplinati. Mentre risuonano le note di ‘Un mondo migliore’ di Vasco Rossi.