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Roberti, dall’antimafia all’Europa: “La criminalità sfrutta le disuguaglianze: business con i ricchi e manovali fra i poveri”

L'ex procuratore, in corsa per la circoscrizione Sud con il Partito democratico, ha fatto tappa a Campobasso presso la sede elettorale di Antonio Battista: “Bisognerebbe dire a Salvini che l’antifascismo non è un' opinione ma un principio fondante della Costituzione”. Il primo cittadino con l'occasione, ha presentato anche la lista dei 27 candidati in corsa per le amministrative: “Ognuno di loro, una risorsa insostituibile”

Appuntamento nella sede di Antonio Battista, sindaco e candidato al secondo mandato per la città di Campobasso nelle fila del Partito democratico.

E’ qui che Franco Roberti, già Procuratore nazionale antimafia e assessore alla legalità della Regione Campania – oggi guida la lista del Pd alle elezioni europee nella circoscrizione sud – incontra il primo cittadino, partecipa con entusiasmo alla presentazione di tutti i candidati in corsa per le prossime amministrative del 26 maggio e riempie la sede elettorale. Di messaggi importanti, Roberti, ne lancia diversi. Il candidato sindaco Battista, pure.

roberti pd battista

La figura dell’ex procuratore antimafia rappresenta l’apertura del Partito democratico alla società civile come ha spiegato il segretario Zingaretti quando ha proposto la candidatura dell’ex-procuratore antimafia. E Roberti, 71 anni, rappresenta infatti la voce di molte istanze che arrivano dal territorio, scrigno di esperienza, conoscenza e autorevolezza.

 A Campobasso dice da subito di aver accettato la proposta di Zingaretti perché vuole mettere a frutto le sue risorse personali e professionali per il bene dei cittadini soprattutto in materia di cooperazione giudiziaria e di giustizia europea.

“Il buon funzionamento della giustizia a livello europeo è complementare rispetto all’economia” ammette. Per Roberti l’Italia ha bisogno di sviluppo che diventerà possibile non solo quando i Governi si impegneranno a garantire le condizioni e i finanziamenti necessari ma quando gli investitori – anche stranieri – troveranno nel Mezzogiorno una terra dove poter scommettere. Senza ombre né paure.

Questo, dunque, “accadrà quando garantiremo una giustizia efficiente contro la criminalità organizzata e per la tutela dei diritti”.

 Conosce una sola parola d’ordine ed è “lavoro”. La criminalità organizzata si “combatte con il lavoro” quello onesto, disciplinato, serio, pulito. Ricorda che è un diritto e dovere costituzionalmente garantito e quindi “assicurare il lavoro significa sostenere la democrazia repubblicana. Stessa cosa avviene per la pari dignità, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la salute, l’istruzione, le libertà”. Valori che secondo Roberti verranno meno se non sarà messa a punto una compiuta legislazione ordinaria. Perché – e si rivolge al ministro Matteo Salvini –  “Bisognerebbe dirgli che l’antifascismo non è un’opinione ma valore fondante della Costituzione”.

 L’assenza di regole precise ha permesso finora che le mafie sfruttassero le disuguaglianze. Perché le mafie fanno affari con i cittadini ricchi che spesso è anche gente senza scrupoli ma “reclutano la manovalanza criminale fra i disoccupati, gli indesiderati, gli emarginati“.

Franco Roberti ha iniziato ad essere protagonista della politica quando è stato nominato assessore tecnico alla legalità presso la regione Campania. Oggi però, in virtù del 26 maggio, la sua posizione è diversa: candidato a tutti gli effetti,  deve proporre la sua idea di Mezzogiorno e di sviluppo in Europa tuttavia riafferma: “Sono un tecnico prestato alla politica che una volta in pensione ha ritenuto di dover usare le proprie energie, esperienze e conoscenze a servizio della collettività in una veste diversa da quella di magistrato. Lo sento come un dovere“.

 Perché un cittadino dovrebbe votare Franco Roberti lo spiega in poche parole: “perché sono completamente disinteressato. Ho avuto dalla vita più di quanto potessi immaginare e voglio quindi mettermi al servizio della collettività”.

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 I 27 candidati nella lista del Pd, tra nomi noti e nuovi hanno preso ognuno la parola per un minuto. Il tempo di spiegare “perché” si sono messi in gioco palesando il legame che ognuno di loro ha con Campobasso e dunque l’interesse a continuare sul solco della crescita che è stato intrapreso ma che come ogni buon frutto ha bisogno di tempo per irrobustirsi. Una lista ricca di “esperienza, professionalità  e persone integerrime – ha detto Antonio Battista – che antepongono ad ogni scelta il bene comune. Lo abbiamo dimostrato anche quando siamo stati costretti a scelte importanti che abbiamo fatto sempre considerando le esigenze della popolazione: per noi prima di tutto vengono i campobassani. Oggi vorremmo continuare a dimostrare che quelle scelte stanno per segnare la svolta alla quale abbiamo lavorato con abnegazione e spirito di sacrificio”.